Gentile Direttore,
terminata la fase elettorale delle amministrative castrovillaresi, con l’insediamento della nuova sindaca la vita quotidiana riprende il suo ritmo. La chiusura dello spoglio e la proclamazione della vincitrice hanno tuttavia avuto più di uno strascico, a cominciare dall’apprezzamento diffuso, anche oltre i confini del paese, per il gesto di riconoscimento e rispetto istituzionale che Bello ha inteso esprimere con gentilezza e alto senso civico alla neo eletta sindaca, un gesto oserei dire rivoluzionario in un’epoca in cui la TV ci ha abituato alla politica aggressiva e urlata.
Altro purtroppo è accaduto e non sono qui a disquisire sulla manifestazione fascista che ha accompagnato i festeggiamenti per l’elezione di De Gaio. Saranno le autorità competenti a dare il giusto peso e la giusta risposta a chi ha osato sfilare inneggiando di fatto alla marcia su Roma anche, in qualche caso, alzando il braccio nel ben noto saluto romano.
Continua invece la polemica alimentata da Solidarietà e Partecipazione contro un Pd che avrebbe rifiutato l’apparentamento. È bene ripercorrere le notizie acquisite da me, candidata e potenziale consigliera comunale, solo ed esclusivamente tramite lettura dei giornali, visto che non mi risultano formali richieste di apparentamento con la coalizione di centro sinistra che ha sostenuto il candidato sindaco Ernesto Bello. Precisando che tutto ciò che scrivo è a titolo personale, senza rappresentare alcuna organizzazione politica, faccio riferimento a un articolo pubblicato su un giornale online in data 2 giugno 2026, scaduti ormai i termini utili per un possibile apparentamento. Riporto alcuni stralci: “… L’associazione civica, riunita in assemblea con candidati e soci, ha deciso di impegnarsi in questa ultima settimana di campagna elettorale con un obiettivo preciso: favorire l’elezione in Consiglio comunale di un proprio rappresentante….”. E ancora: “… Secondo la ricostruzione dell’associazione, in caso di accordo con la coalizione guidata da Ernesto Bello, Solidarietà e Partecipazione avrebbe potuto entrare nella massima assise cittadina anche in caso di sconfitta del centrosinistra allargato; in caso di vittoria, invece, avrebbe potuto eleggere tre rappresentanti grazie al premio di maggioranza…. Da qui la scelta assunta dall’assemblea lunedì sera: lavorare nell’ultima settimana prima del voto per garantire la presenza in Consiglio di una voce civica che, negli anni, l’associazione ritiene di aver costruito attraverso competenze, impegno e battaglie riconosciute da una parte della città…”. Non essendo questi passaggi virgolettati nell’articolo, concedo il beneficio del dubbio: quanto scritto potrebbe anche essere il risultato di una deduzione di chi ha scritto l’articolo, evidentemente però ben informata/o dell’assemblea dell’associazione e probabilmente degli esiti della stessa. Inevitabili le polemiche scoppiate in seguito alla lettura di questa scelta politica e la delusione anche tra persone che notoriamente sono sostenitrici dell’associazione di Laghi, alcune delle quali anche pubblicamente hanno preso le distanze da questa scelta.
Puntualmente giunge successivamente un articolo su un altro giornale, dove il giovane avvocato Graziadio, inizialmente proposto da Solidarietà e Partecipazione come candidato sindaco e successivamente immolato alle ragioni della rappresentanza attraverso l’adesione al Polo “civico”, precisa la propria posizione di equidistanza da De Gaio e da Bello. Nella sua disamina, fa riferimento anche al M5S e spiega che, in caso di apparentamento del centrosinistra con entrambi, sarebbero entrate due persone di Solidarietà e Partecipazione e una persona del M5S e sarebbero uscite altrettante persone della coalizione di centrosinistra. Con il suo ben noto zelo, l’avvocato spiega anche che sarebbe stato possibile recuperare tali persone attraverso opportune nomine di assessori/e. Oggi un altro intervento di Laghi, che polemizza con chi accusa la sua associazione di aver sostenuto De Gaio.
Essere con la coalizione di centrosinistra solo in cambio di un ingresso in un’eventuale maggioranza a me sinceramente sa di poltronismo e ha fatto benissimo Fernando Pignataro nel suo appassionato intervento pubblico alla chiusura della campagna elettorale di Bello, a ricordare che AVS per le amministrative di Cosenza non aveva appoggiato la candidatura a sindaco di Franz Caruso, ma, una volta superato il primo turno, trovandosi in una situazione analoga a quella di Solidarietà e Partecipazione, il partito, in accordo con Valerio Formisani, noto “medico dei poveri”, che sarebbe entrato in consiglio comunale solo in caso di vittoria del centrodestra, ha scelto di schierarsi, non ha mantenuto posizione neutrale, ha dato precise indicazioni di voto per Franz Caruso e lo ha fatto senza apparentamenti.
Penso convintamente che destra e sinistra non siano la stessa cosa, che sostenere una coalizione di centrosinistra o non sostenerla faccia la differenza, quantomeno fa cadere la maschera di sinistra a chi si propone come espressione di sinistra, a chi siede su uno scranno in consiglio regionale all’opposizione di Occhiuto e della sua maggioranza.
Non si può essere equidistanti da un centrosinistra e da un centrodestra che peraltro ha candidato alla carica di sindaca una donna che è espressione del governo Meloni, che milita in FdI, partito che ha nel proprio simbolo la fiamma tricolore nata dalle ceneri mai spente della Repubblica di Salò, retaggio politico di un MSI che ha segnato pesantemente e negativamente la storia politica della prima Repubblica, avendo come leader il repubblichino Almirante, recentemente celebrato come grande statista da Giorgia Meloni. Il peggiore governo della storia della Repubblica Italiana avrebbe dovuto ricevere un chiaro segnale anche da parte dei cosiddetti civici, se davvero incarnassero principi e valori della Costituzione democratica e antifascista anche senza apparentamenti e scambi di poltrone.
E voglio esprimere il mio disappunto per la considerazione del ripescaggio di consiglieri/e per la nomina di assessori/e finalizzata non evidentemente a precise scelte del sindaco sulla base di specifiche competenze, scelte che possono anche ricadere su persone esterne al consiglio comunale. Evidentemente ancora permane, nonostante la giovane età di Graziadio, un approccio alla politica vecchio, basato su scambi di cariche e incarichi.
Poiché una facile e legittima obiezione potrebbe essere che un apparentamento anche solo con il M5S o solo con Solidarietà e Partecipazione avrebbe comportato una mia esclusione dal consiglio comunale, ci tengo a precisare che ho sempre fatto politica senza rincorrere cariche e incarichi, senza alcun pennacchio e che non avrei avuto alcuna difficoltà ad accettare, in caso di apparentamento, una mia esclusione se fosse stato per il bene della coalizione, Ma il bene della coalizione è stata la scelta di Ernesto Bello, di continuare tutte e tutti insieme. Una rara lezione di coerenza e di attaccamento a un programma elettorale che è un vero e proprio progetto politico, tecnico e amministrativo per il futuro di Castrovillari.
Non attribuisco a Laghi e alla sua associazione la vittoria di De Gaio, non è così semplice e lineare la questione, ma di certo affermare che solo con la vittoria del centrodestra sarebbe entrato un rappresentante di Solidarietà e Partecipazione, nonostante la dichiarata equidistanza è un implicito invito al voto ed è per questo che non posso attribuire a questa compagine civica e ambientalista caratteristiche di sinistra, almeno di quella sinistra a cui appartengo con onore e dignità. Saremo opposizione dentro e fuori l’aula consiliare, con lo spirito di coesione che ha caratterizzato la coalizione e con la convinzione che è nata una nuova leadership di centrosinistra a Castrovillari. E ciò è per me uno splendido risultato. Antonia Romano
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