Bosch punta tutto sulla robotica a BCW 2026


Se c’è una parola che ha dominato il Bosch Connected World (BCW) 2026, è stata robotica. Non come esercizio futuristico o promessa lontana, ma come terreno concreto sul quale Bosch sta concentrando tecnologie, competenze e investimenti. Dal palco dell’evento di Berlino, il gruppo tedesco ha delineato una visione che va ben oltre la semplice automazione industriale: sensori, piattaforme software, intelligenza artificiale e componentistica avanzata vengono presentati come gli ingredienti di una nuova generazione di sistemi robotici, inclusi quelli umanoidi.

Insomma, Bosch non vuole costruire robot umanoidi, ma punta a diventare uno dei protagonisti invisibili che ne renderanno possibile la diffusione. Un ruolo da fornitore tecnologico trasversale che, secondo l’azienda, potrebbe trasformarsi in un business da miliardi di euro.

BCW 2026: Bosch racconta la sua visione di robotica

Nel racconto di Bosch, la prossima fase dell’automazione non sarà guidata da una singola macchina rivoluzionaria, ma dall’integrazione di tecnologie già sviluppate in settori diversi. Sensori, software e sistemi di controllo nati per la mobilità, la manifattura e la domotica vengono ora messi al servizio della robotica avanzata.

L’azienda rivendica infatti una competenza “cross-domain”, costruita tra fabbriche, veicoli e abitazioni connesse, che oggi diventa un vantaggio competitivo nel mercato dei robot. In questo scenario, il cuore dell’offerta è rappresentato da ctrlX AUTOMATION, la piattaforma aperta sviluppata da Bosch Rexroth per integrare e controllare sistemi robotici e soluzioni di automazione in modo modulare e rapido.

La strategia è chiara: lasciare ad altri la produzione degli umanoidi e concentrarsi sugli elementi che permettono loro di funzionare. Bosch parla esplicitamente di diventare il fornitore del “cervello” e del “sistema nervoso” della robotica moderna, mettendo a disposizione tecnologie che spaziano dai controlli intelligenti ai motori elettrici di precisione, fino ai servoazionamenti e ai sottosistemi che garantiscono movimento, velocità e accuratezza.

La sfida della sensibilità: quando un robot deve saper toccare

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il BCW 2026 riguarda il tema della sensibilità tattile. Per lavorare accanto alle persone o muoversi in ambienti complessi, un robot non deve soltanto vedere e calcolare: deve anche saper percepire il contatto fisico e modulare la propria forza.

Qui entrano in gioco i sensori MEMS, sistemi microelettromeccanici di cui Bosch è leader mondiale. Sono componenti minuscoli ma fondamentali, capaci di fornire ai robot informazioni indispensabili per interagire con gli oggetti. È grazie a questa tecnologia che una macchina può distinguere tra la presa necessaria per sollevare un bicchiere robusto e quella richiesta per maneggiare un calice delicato senza romperlo.

Bosch vede in questo settore una delle aree di crescita più promettenti. Secondo i dati citati dall’azienda, il mercato globale dei sensori MEMS dovrebbe superare i 19 miliardi di dollari entro il 2030.

Dall’intelligenza artificiale alle partnership globali

La robotica del futuro, però, non si costruisce soltanto con hardware e sensori. Bosch considera l’intelligenza artificiale un elemento essenziale per permettere ai robot di comprendere l’ambiente, apprendere dall’esperienza e gestire attività sempre più complesse.

Per accelerare questo percorso, il gruppo ha creato la nuova Robert Bosch Robotics GmbH e sta rafforzando una rete di collaborazioni internazionali. Tra queste spicca la partnership con la tedesca Neura Robotics per lo sviluppo dei robot cognitivi, mentre in Cina è stato istituito il Bosch Robotics Center China, dedicato all’AI fisica e alla commercializzazione di soluzioni robotiche.

A sostenere questa strategia c’è anche un patrimonio di dati accumulato in oltre 230 stabilimenti produttivi nel mondo, utilizzato per addestrare sistemi intelligenti e ottimizzare processi industriali. Un vantaggio che Bosch considera decisivo nella corsa alla prossima generazione di automazione.

Più che una presentazione di prodotti, il Bosch Connected World 2026 ha mostrato una direzione precisa: mentre il mercato guarda agli umanoidi, Bosch punta a diventare l’infrastruttura tecnologica che li farà funzionare. Una scommessa che passa dai sensori invisibili, dall’intelligenza artificiale e da una lunga esperienza industriale, ma che potrebbe ridefinire il ruolo dell’azienda nel futuro della robotica.


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 Marco Brunasso

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