La mostra di Elisa Montessori da Monitor a Roma


Quadri, installazioni, sculture, persino un libro d’artista e un imponente ramo di pino; opere diverse per medium, epoca, dimensione eppure evidentemente figlie della stessa mano e, soprattutto, della stessa lucida, nitida e inequivocabile chiarezza mentale. Vivace, curiosa, sempre aperta al nuovo, questo il ritratto di Elisa Montessori (Genova, 1931) che emerge dalla mostra 50×35, con cui la galleria Monitor celebra, nella sua sede di Roma, i 10 anni di collaborazione. Un’antologica che presenta un corpus di lavori realizzati tra il 2014 e il 2026 per restituire una visione ampia della ricerca energica e sfaccettata di Elisa Montessori, che con la sua pratica dimostra effettivamente come l’età sia solo un cliché, un dato numerico, dal momento che, quando la mente è creativa, vigile e operativa, anche a oltre novant’anni – per l’esattezza 94 – è possibile dare vita a nuovi progetti e concepire inedite realtà.

Elisa Montessori, 50 x 35, 2026, installation view at Monitor Rome, ph. Giorgio Benni

La libertà di Elisa Montessori in mostra alla galleria Monitor di Roma

In effetti, l’aspetto che maggiormente colpisce nelle sale della galleria è l’identità di instancabile sperimentatrice della Montessori, sempre pronta a mettersi alla prova con diverse tecniche e materiali. Attitudine indice di uno spirito estremamente libero che, negli anni, le ha permesso di nutrire la sua ricerca e la sua interiorità – considerando che per lei l’arte, il dipingere, il disegnare sono “azioni involontarie, come respirare o essere svegli”, per usare le sue parole – con suggestioni eterogenee provenienti tanto dalla cultura occidentale, quanto da quella orientale di matrice cinese a cui è molto legata (come ben esemplificato dalla mostra al MUCIV di Roma). Impressioni e ispirazioni molteplici e sfaccettate da cui deriva una pratica intuitiva e istintuale che, pur nella sua complessità e in assenza di una prestabilita progettualità non risulta mai artificiosa, ambigua o frammentata. Guidata dall’interesse per il segno e la natura, l’artista fluttua tra immagini, forme e scrittura, mantenendo una cifra stilistica sempre coerente, riconoscibile e rigorosa. Le due citate costanti rappresentano infatti i pilastri della sua ricerca e, come stelle polari, ne orientano il percorso creativo, garantendone l’intima unità anche a fronte della massima eterogeneità.

A Roma Elisa Montessori lascia il segno con una mostra che ne ripercorre gli ultimi anni di ricerca

In mostra questa sua “scrittura libera, scevra dall’esigenza di farsi codice” come la definisce la gallerista Paola Capata si manifesta attraverso “un respiro che traccia segni su supporti e con materiali diversi: tradizionali, moderni, casuali, semplicemente ‘determinati’ come arte, come il grande ramo che proviene direttamente dalla natura”. Ramo che, insieme alla poesia Il segno di Virginia Woolf, scritta direttamente “alla sua ombra” sulla parete, costituisce l’omonimainstallazione site-specific legata concettualmente alla serie di opere uniche su carta disposte a nastro, dallo stesso titolo, Il segno sul muro #1-14, 2026. Lavori in cui la leggerezza, tipica dell’artista, si fa massima nel felicissimo incontro tra segno e colore, sempre diverso e sorprendente per raccontare la brulicante energia di un ecosistema variopinto e in movimento.

Più avanti 4 opere del 2024, pur essendo completamente nuove, mutuano il titolo dai Tropismi del 1973, con cui condividono la presenza dell’elemento fotografico, rarissimo nella pratica di Montessori. Riproduzioni di scatti del 1976 che hanno per soggetto quella natura famigliare e domestica (un cespuglio), riconoscibile anche in altri lavori, convivono con un’ariosa pittura ad aerografo su stencil. Mentre, le opere della serie Parafrasi della Natura, anch’esse del 2024, legate a lavori degli Anni ’70 e ad altri del 2010, si connotano per la presenza di applicazioni di plastiche trasparenti che, precedentemente usate per avvolgere libri e fiori, Montessori trasforma in paesaggi attraverso rapidi passaggi di inchiostro nero.

Le opere in ceramica di Elisa Montessori alla galleria Monitor di Roma

In mostra anche dei lavori in ceramica, opere piuttosto rare nella sua produzione, che si distinguono tra quelle realizzate a quattro mani con il ceramista Riccardo Monachesi; come Pneuma, 2014, scultura plasmata dal maestro e dipinta da Montessori, alla cui base, infatti troneggiano le due iniziali; e quelle da lei definite come necessarie, Senza Titolo, 2013 o Giardino, 2020, in cui il valore della ceramica, acquistata e non direttamente prodotta, è dato dal suo farsi supporto all’urgenza creativa e in questo caso pittorica dell’artista.

A Roma la magistrale tecnica mista di Elisa Montessori

Del 2018 è Lungotevere #2, ampia ed eterea opera in tecnica mista su tela che, insieme al libro d’artista 50 x 35, rappresenta un po’ la summa della sua ricerca. L’opera, infatti, nei suoi 3 metri di lunghezza, contiene molte delle componenti ricorrenti nella sua pratica: il segno nero, il colore, gli elementi erbacei, la banda di carta; confermando nella leggerezza e nell’armonia della pur estremamente libera composizione, come Elisa Montessori meriti a pieno titolo l’epiteto di “regina della tecnica mista” a ragione attribuitole dall’esperta gallerista.

Ludovica Palmieri

Roma // fino al 17 luglio 2026
50 x 30. Elisa Montessori
GALLERIA MONITOR – Via degli Aurunci, 44, 46,48
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