Rotterdam è oggi uno dei principali laboratori europei di rigenerazione urbana. Di anno in anno si aggiungono edifici che contribuiscono a ridefinire lo skyline cittadino. Un processo continuo che a tratti dà la sensazione di non riuscire a starne al passo. In questo scenario, Powerhouse Company, studio di progettazione fondato nel 2005, si inserisce come attore progettuale e sviluppatore, contribuendo a una nuova idea di città contemporanea basata su un approccio multidisciplinare. “Crediamo che la collaborazione sia il modo migliore per ottenere i risultati migliori”, affermano i progettisti. “Solo mettendo insieme competenze diverse con architettura, ingegneria, sviluppo e costruzione si possono ottenere risultati davvero innovativi e duraturi”. A raccontarci l’evoluzione dello studio, dei progetti realizzati e di quelli attualmente in corso, è Stefan Prins, Partner Associato dello studio, che ci ha accolto all’interno di uno dei loro edifici più significativi: il Floating Office, una struttura-manifesto che galleggia nell’area del Rijnhaven, oggi protagonista di un importante processo di rigenerazione urbana.
Dalle ville all’identità integrata dello studio: i primi lavori di Powerhouse
Il primo grande riconoscimento di Powerhouse arriva con Villa 1, progetto candidato al Premio Mies van der Rohe nel 2008, che segna l’inizio della loro visibilità internazionale. Tuttavia, questo successo genera anche una tensione interna: il rischio di essere identificati esclusivamente come studio di ville di lusso. “Il nostro peggior incubo era diventare uno studio di ville, e che poi quello fosse l’unica cosa che fai”, afferma scherzosamente Prins. Il lavoro sulle residenze private tuttavia non viene abbandonato, ma evolve verso un approccio più tecnico e integrato. Villa B a Monaco rappresenta un passaggio importante in questa direzione. “È stato uno sviluppo importante nel modo in cui capiamo questo tipo di design integrato e ingegneria di case su misura”. All’interno di questo ambito, lo studio sviluppa anche soluzioni sperimentali sui dettagli costruttivi, come le grandi superfici vetrate senza telaio.
1 / 8
2 / 8
3 / 8
4 / 8
5 / 8
6 / 8
7 / 8
8 / 8RED Company: architettura e sviluppo immobiliare come unico sistema
Esattamente dieci anni dopo la fondazione dello studio, Powerhouse Company decide di ampliare il proprio orizzonte progettuale, affiancando all’attività di progettazione anche quella di sviluppo immobiliare. L’ASICS Headquarters nei Paesi Bassi segna un passaggio fondamentale in questa direzione, portando alla nascita di RED Company. “A un certo punto ci siamo resi conto di non essere più soltanto progettisti, ma parte attiva del processo di sviluppo immobiliare, con una responsabilità diretta sul modo in cui l’architettura prende forma e si realizza nel tempo”, racconta Prins. Questo approccio consente di seguire i progetti in tutte le loro fasi, dalla concezione fino alla realizzazione, garantendo un controllo più ampio sul processo decisionale.
Powerhouse e la costruzione della città contemporanea
Negli ultimi anni Powerhouse Company ha ampliato ulteriormente la propria scala operativa, lavorando sulla città verticale e sulla densità urbana. Tra questi figura la BaanTower, attualmente in costruzione. “È un’iniziativa piuttosto unica”, racconta Prins. “Si tratta interamente di appartamenti in affitto arricchiti da un ampio sistema di servizi condivisi: una piscina, una sala comune prenotabile per eventi e spazi di lavoro individuali. L’obiettivo non è semplicemente offrire un alloggio, ma favorire la nascita di una comunità e migliorare la qualità della vita nel centro della città”. Nella stessa direzione si colloca Rise, destinato a diventare entro il 2027 uno dei complessi residenziali più alti d’Europa, con un’altezza prevista di circa 280 metri. L’intervento si caratterizza per la sua articolata composizione funzionale, che combina diverse forme dell’abitare, dall’housing sociale alle residenze private, con attività complementari, tra cui hotel e uffici ospitati nel basamento dell’edificio.
Floating Office a Rotterdam: costruire sull’acqua come risposta progettuale
Il Floating Office Rotterdam rappresenta uno dei manifesti più chiari di questo approccio integrato. Situato nel porto di Rijnhaven, nasce da un’esigenza specifica: realizzare rapidamente la sede del Global Center on Adaptation. “L’istituzione aveva la sede a Rotterdam. Inizialmente avevano solo un piano concesso dal Comune per lavorare”, spiega Prins. “Poi nel 2017 il sindaco promise loro un ufficio galleggiante, se avessero mantenuto la sede in città. Due anni dopo però non era ancora stato fatto nulla, ma l’apertura era prevista per il 2021. La situazione era diventata urgente”. Dopo una serie di tentativi per far funzionare la struttura, la soluzione definitiva vede una piattaforma composta da circa 20 cassoni in cemento armato galleggianti su cui si sviluppa una struttura in legno, leggera e regolare, suddivisa in unità flessibili. L’edificio integra solai irrigidenti, terrazze progressive verso l’esterno e una copertura altamente performante: circa 900 m² di pannelli fotovoltaici che producono più energia del fabbisogno (110–115%) e un tetto verde. Si tratta di un edificio autosufficiente sotto ogni punto di vista. “Il sistema di scambio termico sfrutta direttamente l’acqua del porto, che mantiene una temperatura bassa tutto l’anno. In estate si scalda solo nei primi centimetri superficiali, mentre in profondità resta sempre fredda. È quindi un sistema energetico estremamente locale ed efficiente”.
Codrico Terrain e il nuovo skyline del Rijnhaven
Il passaggio successivo dello studio è la scala urbana: sulla sponda opposta del Rijnhaven rispetto al Floating Office si estende un’ampia area destinata a diventare un intero quartiere. Qui, fino all’anno scorso, sorgeva lo stabilimento Codrico, uno degli ultimi grandi complessi industriali ancora attivi nel porto cittadino; nei prossimi dieci anni, invece, prenderà forma un nuovo pezzo di città. “L’ambizione è quella di creare una sorta di nuovo centro attorno al porto”, spiega Prins. “E l’aspetto interessante è che, essendo acqua, ci sono meno problemi legati all’ombreggiamento. Quindi è più facile densificare quest’area, creando di fatto un nuovo centro urbano”. Al suo interno ci saranno circa 2.000 abitazioni, oltre a una serie di funzioni commerciali e terziarie e a una torre di circa 220 metri.
La riqualificazione del porto e il nuovo rapporto con l’acqua
Powerhouse, con il Floating Office Rotterdam e il masterplan del Codrico Terrain, anticipa una nuova direzione per la città: l’acqua non è più soltanto un’infrastruttura, ma diventa un elemento centrale dell’identità urbana. In questa visione, infatti, si inserisce anche la riqualificazione del Rijnhaven che, entro il 2035, trasformerà l’ex porto in un nuovo quartiere fatto di residenze, spazi pubblici, parchi sull’acqua, connessioni pedonali e addirittura una spiaggia urbana. Si tratta di una grande operazione promossa dal Comune di Rotterdam, che mira a riattivare la memoria del porto integrandola in un waterfront più accessibile e vissuto collettivamente. “Rijnhaven era un grande porto, uno dei punti importanti già in passato”, ricorda Prins. “C’è anche l’Hotel New York: era il luogo in cui si trascorreva l’ultima notte prima di imbarcarsi per New York, con le valigie pronte”. Oggi quella stessa infrastruttura storica sta per diventare il supporto per una nuova idea di città, in cui il rapporto con l’acqua si fa più diretto, quotidiano e abitabile. “A Rotterdam non abbiamo un rapporto molto diretto con l’acqua: siamo sempre un po’ sopraelevati sui moli. Con queste nuove configurazioni, però, la stiamo riscoprendo sempre di più e stiamo comprendendo quanto possa essere una risorsa preziosa in un contesto urbano”.
Carolina Chiatto
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Carolina Chiatto
Source link


