Tranchida presenta la sua Trapani: PNRR, scuole, welfare. Ma chi completerà i progetti?



C’è una Trapani che programma, investe e progetta. Ed è quella che emerge dalle oltre 170 pagine della terza relazione di mandato presentata dall’amministrazione guidata da Giacomo Tranchida, che prova a disegnare l’immagine di una città che avanza attraverso investimenti, cantieri e progetti finanziati da fondi europei e nazionali.Il documento rappresenta una sorta di bilancio politico di metà legislatura. E come ogni bilancio politico non racconta soltanto ciò che è stato fatto, ma anche la visione che l’amministrazione vuole consegnare ai cittadini.Ma il punto più interessante della relazione non è l’elenco delle opere. È ciò che racconta indirettamente sul momento politico che sta vivendo Trapani. L’amministrazione Tranchida presenta infatti una città che, almeno sulla carta, dispone di una quantità di risorse e progetti probabilmente superiore a quella di molte precedenti consiliature. La relazione mette insieme PNRR, fondi sociali, rigenerazione urbana, edilizia scolastica, digitalizzazione, mobilità sostenibile, partecipate e sviluppo territoriale.La domanda che però indirettamente pone, non riguarda tanto l’esistenza delle risorse, quanto la capacità dell’amministrazione di portare a termine queste opere in una fase caratterizzata da forti tensioni politiche e dalle difficoltà emerse nelle partecipate comunali. È qui che si giocherà il giudizio finale sulla seconda parte del mandato di Tranchida. Le scuole: l’eredità materiale della sindacaturaUno dei capitoli più consistenti riguarda l’edilizia scolastica.La relazione non parla di semplici manutenzioni ma di interventi strutturali destinati a modificare il patrimonio scolastico cittadino.Il caso simbolo è quello della scuola primaria Leonardo Da Vinci, nel centro storico di Trapani. L’intervento finanziato attraverso il PNRR prevede il miglioramento sismico dell’edificio, il consolidamento di travi e pilastri, la messa in sicurezza delle strutture portanti, il rifacimento degli impianti, l’efficientamento energetico, l’installazione di un impianto fotovoltaico da circa 58 kWp con sistema di accumulo, nuove colonnine per la ricarica elettrica e interventi finalizzati alla riduzione dei consumi idrici.Politicamente questo capitolo è particolarmente significativo. Le opere scolastiche rappresentano infatti un’eredità tangibile destinata a rimanere oltre la durata della consiliatura e costituiscono probabilmente uno degli investimenti più difficili da contestare sul piano dell’utilità pubblica. Il Distretto 50: il centro di gravità della strategia di TranchidaC’è poi un tema meno visibile rispetto alle opere pubbliche ma probabilmente più importante sul piano strategico: il Distretto Socio Sanitario 50.La relazione elenca oltre 11,6 milioni di euro di risorse attivate per servizi sociali, disabilità, inclusione, contrasto alla povertà, telemedicina e politiche giovanili.Nel dettaglio figurano quasi 2 milioni di euro per la disabilità grave, circa un milione per i servizi Asacom, oltre 4 milioni tra Fondo Povertà 2022 e Fondo Povertà 2023, circa 900 mila euro per i progetti di telemedicina rivolti agli anziani, quasi 3 milioni per il programma “Destinazione Giovani” e ulteriori fondi PNRR destinati ad anziani, minori e inclusione sociale.È un dato politico enorme.Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sul BRT o sulle polemiche consiliari, la vera scommessa dell’amministrazione sembra essere quella di trasformare Trapani nel centro amministrativo e gestionale delle politiche sociali dell’intero comprensorio.La relazione dedica inoltre ampio spazio alle attività svolte per minori e famiglie. Nel corso del 2025 il Comune ha seguito 54 casi di dispersione scolastica, monitorato 33 minori in affidamento familiare, sostenuto percorsi educativi contro bullismo e cyberbullismo e promosso attività nei quartieri popolari attraverso i progetti “Quartieri in prevenzione” e “Quartieri in gioco”.Se questi progetti riusciranno a produrre risultati concreti, potrebbero rappresentare una delle eredità più importanti dell’era Tranchida. Fulgatore, Ummari e Xitta: la partita delle frazioniUn altro capitolo che rischia di passare inosservato riguarda la sicurezza del territorio.La relazione descrive gli interventi programmati sui canali demaniali nelle zone di Fulgatore, Ummari e Xitta.Non si tratta soltanto di opere di pulizia straordinaria. L’obiettivo dichiarato è la riduzione del rischio idraulico e la prevenzione degli allagamenti nelle aree periferiche della città. Due dei quattro progetti predisposti dagli uffici comunali risultano già approvati.Anche questo è un tema politicamente rilevante. Le frazioni rappresentano da sempre uno dei terreni più sensibili del consenso elettorale trapanese e gli interventi sul territorio hanno inevitabilmente una valenza che va oltre l’aspetto tecnico. La rivoluzione silenziosa della digitalizzazioneLa relazione dedica molto spazio anche alla trasformazione digitale della macchina comunale.Carta d’Identità Elettronica, Stato Civile digitale, piattaforme per le notifiche online, aggiornamento della toponomastica, servizi telematici e digitalizzazione degli archivi costituiscono una parte significativa del lavoro amministrativo svolto negli ultimi anni.Si tratta di interventi che raramente generano consenso immediato ma che incidono in maniera diretta sull’efficienza dei servizi pubblici e sul rapporto tra cittadini e amministrazione. ATM e BRT: la principale contraddizione della relazioneEd è qui che emerge il nodo politico più delicato.Nella relazione, ATM viene descritta come una società impegnata in un percorso di consolidamento organizzativo, efficientamento energetico e miglioramento dei servizi.Tuttavia il dibattito pubblico degli ultimi mesi racconta una situazione molto più complessa.Secondo quanto emerso dai verbali dell’assemblea dei soci del 13 maggio 2026, la partecipata stima perdite complessive per circa 2,4 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2026 e il 2029.Sul tavolo, vi sarebbero inoltre problemi di sottorganico, assunzioni bloccate, il contenzioso TARI da circa 600 mila euro e le incognite economiche e gestionali legate all’avvio del Bus Rapid Transit.È proprio il BRT ad essere diventato il principale terreno di scontro politico della consiliatura.Per l’amministrazione rappresenta il simbolo della mobilità sostenibile e della modernizzazione del trasporto pubblico locale. Per una parte crescente della maggioranza e per l’opposizione rappresenta invece una grande incognita finanziaria.La domanda che allora è semplice: ATM dispone realmente della capacità economica e organizzativa necessaria per sostenere il nuovo sistema di trasporto?La distanza tra il racconto contenuto nella relazione e le preoccupazioni emerse nel dibattito pubblico rappresenta uno dei nodi politici più delicati della fase finale della legislatura.Da una parte il Comune rivendica investimenti, innovazione e modernizzazione; dall’altra crescono i dubbi sulla sostenibilità economica delle partecipate e sulla capacità di sostenere nel tempo i nuovi servizi. La vera questione: non i progetti, ma la tenuta politicaDalla relazione emerge una macchina amministrativa che ha ormai impegnato decine di milioni di euro tra PNRR, fondi sociali, opere pubbliche e investimenti strategici.Questi progetti, però, hanno una caratteristica fondamentale: devono essere completati.Per farlo servono bilanci approvati, variazioni finanziarie, atti amministrativi, partecipate funzionanti e soprattutto una maggioranza politica stabile.Ed è esattamente ciò che oggi manca. Negli ultimi mesi Trapani ha assistito alla progressiva frattura tra il sindaco e una parte significativa della sua area politica.Le tensioni con Alberto Mazzeo e l’area vicina all’assessore regionale Mimmo Turano, le posizioni sempre più critiche di alcuni consiglieri comunali, il dibattito sulla sfiducia e le recenti ricomposizioni all’interno del centrodestra, stanno progressivamente modificando gli equilibri politici della città.Paradossalmente, la relazione arriva proprio nel momento in cui il Comune dispone di più progetti da realizzare e contemporaneamente di meno certezze politiche rispetto all’inizio del mandato. Chi porterà a termine tutto questo?La relazione di mandato prova a rispondere a una domanda: cosa ha fatto l’amministrazione Tranchida?La politica cittadina oggi ne pone però un’altra, forse ancora più importante: chi porterà a termine tutto questo?Perché il vero rischio non sembra essere la mancanza di finanziamenti. Le risorse, almeno sulla carta, ci sono già.Il rischio è che una crisi politica prolungata rallenti proprio quella macchina amministrativa che la relazione descrive come il principale successo della consiliatura.Ed è probabilmente su questo terreno, più che sulle polemiche quotidiane, che si giocherà il giudizio finale sull’esperienza amministrativa di Giacomo Tranchida, sul futuro politico di chi lo ha sostenuto, di chi ha fatto oppsizione ed anche di chi si è sfilato.


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 redazione@tp24.it (Valentina Colli)

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