Mastrangeli, la maggioranza non c’è ma i numeri arriveranno lo stesso

Prima di fare qualsiasi analisi politica, più o meno centrata, sulla situazione kafkiana in atto al Comune capoluogo, una considerazione oggettiva va comunque fatta. Al cittadino di Frosinone — quello che la mattina combatte con il traffico e deve trovare un parcheggio volante per accompagnare i figli a scuola — sapere se il Rendiconto di Gestione 2025 verrà approvato o meno, se in prima o in seconda convocazione, o chi sarà il nuovo presidente del Consiglio Comunale interessa il giusto. Vale a dire: zero carbonella.

Sono questioni che appassionano quasi esclusivamente i protagonisti e gli addetti ai lavori. Temi di nicchia, insomma. Ciò detto, proprio negli ambienti della politica cittadina la domanda che circola con insistenza in queste ore è una sola: che cosa succederà nel Consiglio Comunale dell’8 giugno — e del 9 in seconda convocazione — quando si voterà il Rendiconto 2025?

Per quanto si cerchi di ricamarci sopra un romanzo d’appendice (o di appendicite, dipende dal pathos con cui si vive il momento) la risposta è semplice e banale allo stesso tempo: niente. Il Rendiconto verrà approvato. Punto e basta. Probabilmente non in prima convocazione. Molto più realisticamente in seconda, quando basteranno 12 voti favorevoli per portare a casa la delibera. Pensare oggi di vedere 17 mani alzate compatte dentro una maggioranza che da mesi vive tra diffidenze, antipatie, sospetti, veti incrociati, penultimatum e malumori vari appare un esercizio di ottimismo talmente azzardato da sfociare nella pratica dei videogiochi fantascientifici per la PlayStation.

Lo spiegone: l’alternativa è il Commissario

L’alternativa sarebbe la fine anticipata della consiliatura. Rien ne va plus. In caso di mancata approvazione del consuntivo, il Prefetto di Frosinone firmerebbe il decreto di scioglimento del Consiglio con la nomina di un Commissario: traducendosi nell’interruzione anticipata della consiliatura un anno prima. Un’eventualità che tutti, ma proprio tutti, in Consiglio Comunale vogliono evitare come la peste. A casa un anno prima della scadenza naturale del mandato non ci vuole andare nessuno. È una circostanza certificata dai fatti e dalle reiterate azioni politiche, in maggioranza e in opposizione.

A nulla servono i riferimenti a fantasiose dimissioni di massa o improbabili mozioni di sfiducia verso il sindaco. Il problema a Frosinone non è la diciassettesima firma, ma tutte le sedici prima. Anche determinate non partecipazioni ai lavori del Consiglio ordinario sono indicative della volontà di contribuire a mettere un puntello a tutta la baracca.

Se l’obiettivo – certamente legittimo per tutti – di rimanere incollati allo scranno è comune, le motivazioni sono profondamente diverse e aprono scenari che meritano una riflessione. Alcuni consiglieri rischiano di non essere rieletti, altri addirittura di non essere nemmeno ricandidati. Le coalizioni del 2027 non sono ancora per nulla definite. I confini politici sono assolutamente liquidi e le alleanze ancora tutte da costruire.

Mastrangeli unico nome sul tavolo del centrodestra

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

Il sindaco Riccardo Mastrangeli sarà sicuramente ricandidato: è una delle poche certezze. Ma ancora non è chiaro quale coalizione lo sosterrà. Difficilissimo pensare alla stessa composizione del centrodestra del 2022. Forza Italia ha preso la residenza sull’Aventino dell’opposizione e tutto fa pensare che gli azzurri l’anno prossimo si schiereranno ovunque tranne che dalla parte di Mastrangeli. Fratelli d’Italia non ha ancora ufficializzato il sostegno alla ricandidatura del sindaco uscente: è molto probabile che alla fine lo farà, ma più per ragioni di equilibrio generale del centrodestra che per autentico entusiasmo politico. Un segnale in questa direzione lo ha dato ieri sera intervenendo alla trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso l’assessore regionale Giancarlo Righini.

Anche se il monito del capogruppo FdI Franco Carfagna a Mastrangeli — ricreare il perimetro del centrodestra tradizionale, ergo anche con Forza Italia — non potrà restare privo di riscontri concreti. In un senso o nell’altro.

Franco Carfagna

Nel 2027 si voterà anche per le elezioni politiche nazionali e nessuno nel centrodestra di governo vorrà regalare un Comune capoluogo come Frosinone agli avversari. Per questo Mastrangeli continua a lavorare parallelamente: sia sul fronte di una coalizione a trazione centrodestra dei Partiti, sia su quello meno identitario delle liste civiche.

Come ripeteva spesso l’amministratore delegato di General Electric Jack Welch«Se le tue azioni non ti portano dove volevi, devi cambiare rotta. Avere sempre un piano di riserva è l’essenza della leadership»Il sindaco sta lavorando a candidati civici di certificata affidabilità politica: da sigillo notarile. Chi è stato morso dal serpente ha paura anche della lucertola. E nell’area di centrodestra il nome di Mastrangeli resta comunque l’unico attualmente sul tavolo.

Sul fronte opposto

Vincenzo Iacovissi

A sinistra le certezze sono anche di meno. La candidatura a sindaco del consigliere socialista Vincenzo Iacovissi è già in fase avanzata e viaggia spedita verso maggio 2027, mentre il Partito Democratico appare ancora indeciso a tutto: se convergere su Iacovissi oppure costruire una candidatura direttamente riconducibile al partito. Di fatto i dem stanno ancora «a carissimo amico».

C’è poi da considerare la variabile più imprevedibile e indecifrabile: quella dei cosiddetti dissidenti. I sette consiglieri eletti nel centrodestra — ai quali se ne potrebbero aggiungere altri due — che nel corso della consiliatura hanno progressivamente preso le distanze dalla maggioranza e dal sindaco. Anche in questo caso il cantiere è aperto, le strategie future ancora tutte da definire. 

Forza Italia continua a ragionare sull’ipotesi di una candidatura a sindaco civica, moderata e trasversale, capace di intercettare il voto degli scontenti sia di Mastrangeli che dell’opposizione di centrosinistra. Un progetto che richiede tempo, molto tempo. Ecco perché un altro anno di consiliatura serve a tutti come il pane.

Quello che incide sui cittadini

Per tutti questi motivi il Rendiconto verrà approvato. Per gli stessi identici motivi, dopo estenuanti trattative, veti e controveti, alla fine verrà trovato anche un accordo sul nuovo presidente del Consiglio Comunale. Perché dietro ogni discussione, dietro ogni polemica, dietro ogni dichiarazione pubblica, esiste una verità che tutti conoscono ma che nessuno dice: l’unica cosa che conta è arrivare al 2027. Non andare a casa prima del tempo è l’unica moneta avente corso legale a Palazzo Munari.

Poi resta il tema di fondo: quanto interessa tutto questo ai cittadini. Nulla. A toccarli è semmai il problema pratico del traffico, diventato insostenibile a causa dei cantieri e dei lavori per la realizzazione del nuovo sistema di trasporto urbano BRT. Per il resto, in questi anni il sindaco Mastrangeli ha inaugurato piazze, ristrutturato scuole, ricavato parcheggi: a dirla tutta ha tagliato più nastri lui del predecessore Nicola Ottaviani. Se riuscirà a risolvere il nodo del traffico, tutta la polemica politica tornerà ad avere il peso specifico del nulla.

A Frosinone probabilmente non si è mai vista un’Aula consiliare così traballante: ma proprio per questo, mai così ferocemente determinata a non cadere. È l’istinto animale, e naturale, della conservazione.


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