Il dossier dell’edizione 2026 si legge su due piani. Da una parte c’è la consegna del riconoscimento a un regista francese ormai centrale nel cinema europeo contemporaneo. Dall’altra c’è la volontà di Fiesole di legare il Premio a un lavoro critico più ampio, fatto di incontro pubblico, libro, retrospettiva e proiezione dell’opera più recente.
Avviso editoriale: l’articolo ricostruisce programma, contesto e significato culturale del Premio Fiesole 2026 sulla base di informazioni verificate alla data di pubblicazione.
Il programma del 12 luglio al Teatro Romano
La giornata di premiazione si svolgerà al Teatro Romano di Fiesole, in Largo Fernando Farulli 1. L’apertura alle 18.30 concentra la parte più critica dell’evento: dialogo con Assayas e presentazione del volume monografico. La seconda parte, alle 21.30, porta sullo stesso asse la consegna del Premio e la visione de Il mago del Cremlino.
La struttura della serata è significativa perché evita di isolare la premiazione dal lavoro dell’autore. Il riconoscimento viene collocato accanto a un libro di studio e a un film recente, quindi il pubblico non assiste soltanto a una celebrazione. Entra dentro una traiettoria artistica leggibile, con un prima critico e un dopo cinematografico.
Il volume monografico: perché conta nel disegno del Premio
Il libro presentato a Fiesole è indicato come il primo volume monografico italiano dedicato ad Assayas. La cura è affidata al critico Aldo Spiniello, con contributi dei soci del Sncci e pubblicazione per Edizioni ETS di Pisa nella collana Clockwork diretta da Augusto Sainati.
Questo dettaglio sposta il baricentro dell’evento. Il Premio Fiesole non si limita a inserire un nome nell’albo d’oro ma produce un oggetto critico destinato a restare. Per un autore come Assayas, spesso attraversato da letture frammentarie tra festival, serialità e cinema francese, un volume italiano dedicato alla sua opera offre una cornice più stabile.
Il mago del Cremlino chiude la serata e rafforza il taglio politico
La proiezione finale sarà Il mago del Cremlino, film del 2025 in cui Assayas ha lavorato con Emmanuel Carrère all’adattamento cinematografico del romanzo di Giuliano da Empoli. La scelta è coerente con la parte più recente del suo percorso: potere, rappresentazione pubblica e costruzione dei linguaggi politici diventano materia narrativa.
Nel calendario italiano delle uscite avevamo già registrato il film come Il mago del Cremlino – Le origini di Putin, con distribuzione 01 Distribution. Il passaggio di Fiesole consente ora di leggerlo in rapporto al Premio, non come semplice titolo di chiusura ma come opera che permette di vedere in tempo reale dove sta andando il cinema di Assayas.
La retrospettiva a Firenze: tre tappe per leggere Assayas
L’assegnazione del Premio sarà accompagnata da una retrospettiva nell’arena estiva Apriti Cinema in piazza de’ Pitti a Firenze. Il percorso partirà il 18 giugno con Sils Maria, proseguirà il 25 giugno con Personal Shopper e arriverà il 2 luglio a Il gioco delle coppie.
La sequenza non è casuale. Sils Maria lavora sullo sdoppiamento tra ruolo e identità professionale, Personal Shopper porta il lutto dentro una grammatica del visibile e Il gioco delle coppie osserva la trasformazione culturale prodotta dal digitale. In tre film si ritrova la linea che rende Assayas adatto al Premio: raccontare il presente senza ridurlo a cronaca.
Il nuovo corso: Luceri alla direzione artistica e Nepi al coordinamento Sncci
L’edizione 2026 coincide con un passaggio organizzativo preciso. Marco Luceri assume la direzione artistica del Premio e Luigi Nepi prende il coordinamento del Gruppo Toscano del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Il riconoscimento resta conferito dal Comune di Fiesole in collaborazione con Sncci Gruppo Toscano e Fondazione Sistema Toscana.
Questa architettura spiega il profilo dell’iniziativa. La dimensione istituzionale garantisce continuità, la componente critica orienta la selezione e la Fondazione Sistema Toscana collega il Premio alla rete regionale del cinema. Regione Toscana, Fondazione CR Firenze e Villa San Michele, A Belmond Hotel, Florence sostengono l’edizione, completando un impianto che unisce città e sistema culturale.
L’omaggio ad Aldo Tassone e il legame con il cinema francese
L’edizione 2026 è dedicata alla memoria di Aldo Tassone, scomparso il 30 dicembre 2025. Il riferimento non è commemorativo in senso generico: Tassone ha legato Firenze al cinema francese attraverso l’esperienza di France Cinéma, rassegna che per anni ha costruito un ponte diretto tra autori, critica e pubblico italiano.
Premiare Assayas in questo contesto dà alla dedica una funzione concreta. Il regista francese non viene scelto come ospite isolato ma come figura capace di far riemergere quella storia di scambio culturale. Fiesole usa il Premio per riannodare un filo che passa da Firenze e arriva al cinema europeo di oggi.
Un Premio nato nel 1966 che nel tempo ha cambiato scala
Il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema nasce nel 1966 per iniziativa del Comune di Fiesole e all’inizio guarda ai registi capaci di rappresentare il cinema italiano nel mondo. Dal 1972 il perimetro diventa internazionale, mentre dal 2000 la collaborazione con il Gruppo Toscano del Sncci rafforza la cura scientifica del riconoscimento.
La scelta di Assayas conferma questa doppia natura: radice territoriale e apertura internazionale. L’albo d’oro parte da Luchino Visconti e arriva al recente passaggio di Luca Guadagnino, con un percorso che ha progressivamente trasformato Fiesole in un luogo di lettura critica del cinema, prima ancora che in una sede di premiazione.
Il rapporto con la Toscana non nasce adesso
Il legame di Assayas con la Toscana ha già un precedente cinematografico forte. Nel 2011 il regista girò a Firenze parti di Après mai, arrivato in Italia con il titolo Qualcosa nell’aria, coinvolgendo luoghi come piazza Peruzzi, Ponte Santa Trinita, Lungarno Acciaiuoli e la stazione di Santa Maria Novella.
Questo precedente rende il Premio meno episodico. Fiesole non accoglie soltanto un autore internazionale ma riconosce un cineasta che ha già usato il territorio fiorentino come spazio narrativo. Il ritorno attraverso il Premio chiude idealmente una distanza: dal set alla riflessione pubblica sull’opera.
Perché Assayas resta un autore difficile da incasellare
Assayas arriva al cinema dopo una formazione critica che passa anche dai Cahiers du Cinéma, dove scrive tra il 1980 e il 1985. Il suo primo lungometraggio, Désordre, esce nel 1986 e apre una filmografia che negli anni attraversa melodramma, thriller, serialità, racconto politico e riflessione metacinematografica.
Il Festival di Cannes lo ha premiato nel 2016 per la regia di Personal Shopper, ex aequo. Questo riconoscimento è utile per capire la scelta di Fiesole: Assayas è un autore da festival ma il suo cinema non resta chiuso nel recinto specialistico. Lavora su dispositivi narrativi riconoscibili e li forza dall’interno, spesso facendo emergere il rapporto instabile tra vita privata e rappresentazione.
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Junior Cristarella
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