esplode il caso bus e BRT 


ATM Trapani stima perdite per circa 2 milioni e 400 mila euro tra il 2026 e il 2029, ha il problema del sotto organico, le assunzioni bloccate, il Bus Rapid Transit da avviare, il nodo delle strisce blu, il contenzioso TARI da circa 600 mila euro e adesso anche uno scontro politico e gestionale ormai pubblico tra il sindaco Giacomo Tranchida, il direttore generale Massimo La Rocca e l’opposizione. Sullo sfondo restano i cittadini, i turisti, i bus ridotti nei festivi e una città che prova a cambiare mobilità mentre il sistema appare già sotto pressione.

 

La polemica esplode il 2 giugno attorno alla mancata attivazione della linea 2 tra piazzale Ilio e il centro storico, proprio mentre i lavori per la corsia dedicata al BRT stanno riducendo parcheggi e viabilità nel cuore della città. Ma il caso politico nasce molto prima ed emerge nero su bianco nei verbali dell’assemblea soci del 13 maggio 2026 pubblicati sul sito di ATM.

E quei verbali raccontano un clima tutt’altro che sereno.

 

Il verbale: “freno a mano”, tensione e distanze

 

Nel documento il sindaco Tranchida, in qualità di rappresentante del Comune socio unico di ATM, impartisce un indirizzo preciso: potenziare già nei festivi il collegamento verso il centro storico, rimodulare il servizio urbano e incentivare gli abbonamenti.

 

Secondo il sindaco quell’indirizzo sarebbe stato disatteso anche il 2 giugno. Da qui lo sfogo pubblico affidato ai social e le scuse ai cittadini.

 

Il 13/5 in Atm, in sede di Assemblea Soci, ho deliberato, tra l’altro, specifico indirizzo per potenziare (anche rimodulando corse improduttive) già dalle domeniche e festivi il servizio da e per il centro storico (peraltro interessato dai lavori del BRT), altresì per rimodulare ed incentivare la campagna abbonamenti in favore della mobilità per i lavoratori. 
Tale indirizzo è stato disatteso, anche oggi 2 giugno, con evidenti disagi per i cittadini, turisti e lavoratori. 
Evidentemente in Atm qualcuno pensa di tirare a campare azionando il freno a mano a proprio piacimento. 
Sento il dovere da Sindaco di scusarmi (al posto di altri) di tanto,  al contempo assicuro che tale andazzo non verrà archiviato.  
 

 

Parole pesanti dentro una società partecipata controllata al 100% dal Comune. E proprio leggendo statuto e verbali emerge il vero punto dello scontro: il confine tra indirizzo politico e gestione tecnica.

 

Lo statuto infatti attribuisce al Direttore Generale la responsabilità della “gestione operativa della società” e dell’attuazione delle linee strategiche decise dall’organo amministrativo. Al tempo stesso il CdA mantiene “tutti i più ampi poteri” per la gestione ordinaria e straordinaria della partecipata. In definitiva, la politica indica la linea, ma la macchina operativa resta in mano alla struttura tecnica e amministrativa.

Ed è qui che il clima si sarebbe irrigidito.

 

 

Le perdite stimate: il BRT pesa sui conti

 

Nel verbale del 13 maggio il direttore generale Massimo La Rocca mette sul tavolo numeri molto pesanti. ATM stima perdite complessive per circa 2,4 milioni di euro nel quadriennio 2026-2029. Le cause indicate sono diverse: riduzione degli stalli a pagamento lungo la viabilità interessata dal BRT, incremento del costo del gasolio, aumento delle percorrenze chilometriche, costo del personale e necessità di rafforzare il servizio.

 

Secondo il documento, l’azienda teme soprattutto il calo degli introiti delle strisce blu proprio mentre il BRT obbligherà a potenziare linee e frequenze.

E qui emerge un altro paradosso politico: ATM dovrebbe sostenere il peso operativo della nuova mobilità urbana mentre contemporaneamente perderebbe una parte degli incassi collegati alla sosta.

 

Nel verbale si legge anche che il Collegio Sindacale invita Comune e CdA ad elaborare “una strategia più incisiva” perché le linee di indirizzo deliberate potrebbero “non essere sufficienti a colmare le perdite”.

Una frase che fotografa bene il livello di preoccupazione interna.

 

Il braccio di ferro coi sindacati e gli autisti che mancano

 

Dentro questo quadro pesa anche un’altra vicenda che nelle ultime settimane ha agitato ATM: la causa per condotta antisindacale persa dall’azienda davanti al Tribunale del Lavoro di Trapani. Una battaglia nata dopo l’esclusione di FILT CGIL, FAISA CISAL e UGL dalle trattative sul contratto integrativo e culminata con una sentenza che parla apertamente di comportamento “selettivo e ritorsivo”.

 

Adesso però azienda e sindacati starebbero tentando di chiudere una tregua , nonostante i toni accesi delle trattative. La vicepresidente Laura Montanti ha parlato di un accordo “al 99%”, mentre i sindacati confermano che il confronto sarebbe ripartito dopo mesi di scontri, scioperi e ricorsi.

 

Ma anche dietro la pace sindacale resta il vero problema: il personale. Secondo quanto emerso nelle trattative e nei documenti interni, ATM oggi opererebbe con circa 42 autisti effettivi e, per garantire il servizio senza mettere in sofferenza il personale, mancherebbero almeno 10 unità operative.

 

Una situazione che pesa direttamente sulla rimodulazione del servizio urbano, sulle corse festive e soprattutto sull’avvio del BRT, tanto che nei verbali dell’assemblea soci si parla apertamente della possibilità di ricorrere ad agenzie interinali per reperire personale. Sullo sfondo restano costi in aumento, straordinari da contenere e un’estate ormai alle porte con il trasporto pubblico chiamato a sostenere il nuovo assetto della mobilità cittadina.

 

La linea 2 e il “falso problema”

 

C’è però un dettaglio che alimenta ulteriormente la polemica politica. La mancata attivazione del servizio festivo non sarebbe una novità improvvisa. Il piano ATM prevedeva infatti già in precedenza la mancata attivazione della linea in date come 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.

 

Per questo dentro la maggioranza qualcuno considera il caso un “falso problema”, sostenendo che il servizio non fosse previsto neppure l’anno scorso.

 

Ma la situazione cambia perché nel frattempo il centro storico è stato interessato dai cantieri del BRT, i parcheggi si sono ridotti e molti cittadini vengono indirizzati verso piazzale Ilio e le aree esterne.

E così l’assenza del collegamento navetta è diventata un caso politico.

 

L’attacco di Fileccia: “ATM come Trapani Servizi”

 

Durissimo anche il consigliere comunale d’opposizione Tore Fileccia. Secondo Fileccia il rischio sarebbe quello di vedere ATM seguire la stessa parabola di Trapani Servizi. Nel suo attacco politico il consigliere cita il contenzioso TARI da circa 600 mila euro con il Comune, le perdite stimate per il BRT, il ricorso previsto ad agenzie interinali e il rischio di tensioni finanziarie future.

 

E mentre lo scontro politico cresce, il Consiglio di amministrazione di ATM si ritrova davanti alla partita più delicata: far partire il nuovo modello di mobilità senza fare saltare i conti della partecipata.

 

Addio A.T.M

(Mi sbaglierò anche stavolta?)

Dopo aver atterrato la Trapani Servizi adesso il Sindaco ,da Socio unico della partecipata che si occupa degli Autobus e degli stalli , con la sua opera amministrativa cerca di fare “attummuliare” anche l’azienda dei trasporti locale . 

130 dipendenti tra uffici , autisti e ausiliari lavorano all’interno di questa Azienda .

In sintesi : 

– TARI da pagare al Comune di Trapani tramite Soget pari a 600.000 euro , il Sindaco chiede e riesce a deliberare di predisporre il Pagamento , mentre tutti dal Direttore Generale al CDA chiedono l’annullamento in autotutela (nisba).

– BRT  il Direttore Generale quantifica la perdita di 2milioni e 400.000 euro di mancati incassi per la mancanza di stalli dovuti alla realizzazione di questa Opera , costo del lavoro per garantire il personale ed i bus e costo per l’aumento Gasolio …

Il Sindaco da Socio unico propone e non vota la delibera perché va via prima dell’ultimo punto: NISBA !!!

Ed inoltre si delibera di mettere out i Quasi pensionati e rivolgersi ad un’agenzia interinale per il personale necessario alla BRT.

PREPARIAMOCI A VEDERE UN’ALTRA AZIENDA PARTECIPATA DEL Comune di Trapani andare in difficoltà!!!




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 redazione@tp24.it (Marco Marino)

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