Spostare un radiatore è un’operazione che può variare molto per complessità e costi. Se il cambio di posizione avviene lungo lo stesso muro, l’operazione è relativamente rapida; tuttavia, spostare un termosifone da una parete all’altra è un intervento strutturale che comporta la creazione di nuove tracce a pavimento o a soffitto per far transitare i tubi dell’acqua da un lato all’altro della stanza. Rispetto a un semplice spostamento di pochi centimetri sulla stessa parete, questa operazione richiede lavori decisamente più invasivi e costi superiori, poiché coinvolge la demolizione e il successivo ripristino di porzioni estese di massetto o intonaco.
Come si cambia la posizione del termosifone?
Cambiare la posizione di un termosifone per scaldare bene casa è una necessità comune durante le ristrutturazioni, spesso dettata dal bisogno di recuperare spazio per un armadio, una scrivania o per migliorare l’efficienza energetica di una stanza.
Sia che si abbia l’intenzione di spostare un termosifone di pochi centimetri o trasportarlo su una parete completamente diversa, è fondamentale comprendere le implicazioni tecniche di questa operazione.
Verifica iniziale dell’impianto e vincoli normativi
Il primo passo non riguarda i tubi, ma la natura dell’impianto di riscaldamento. Per chi ha un impianto autonomo la situazione è più semplice. Si ha il pieno controllo della caldaia e del circuito e si può procedere in qualsiasi momento dell’anno, a patto di spegnere l’apparecchio e svuotare la pressione del sistema.
Se, invece, ci si sta chiedendo come spostare un termosifone con impianto centralizzato, la questione è più burocratica. Non si può agire autonomamente durante l’inverno. I lavori devono essere eseguiti tassativamente in primavera o estate, quando il riscaldamento è spento.
È necessario avvisare l’amministratore, poiché lo svuotamento della colonna montante potrebbe influenzare la pressione dell’intero edificio. Inoltre, se sono presenti le termovalvole e i contabilizzatori di calore, questi andranno ritarati o reinstallati da tecnici autorizzati per evitare sanzioni o errori di lettura.
Come estendere le tubazioni: le soluzioni tecniche
Per portare il calore nella nuova posizione, il cuore dell’intervento risiede nel capire come allungare il tubo del termosifone. Esistono due strade principali.
Opzione sotto traccia (invisibile)
Questa è la soluzione esteticamente preferibile ma più invasiva. Consiste nello spaccare il muro o il pavimento per creare una traccia in cui alloggiare i nuovi tubi:
- materiali: oggi si preferisce il multistrato isolato, un materiale flessibile, resistente e facile da posare rispetto al vecchio rame;
- vantaggi: estetica impeccabile; i tubi sono protetti all’interno della struttura;
- svantaggi: costi più alti a causa delle opere murarie e della necessità di ripristinare intonaco e vernice.
Opzione esterna (senza rompere il muro)
Se l’obiettivo è spostare un termosifone senza rompere il pavimento o distruggere un rivestimento di pregio, la soluzione esterna è l’ideale. I tubi di mandata e ritorno vengono prolungati a vista, solitamente correndo lungo il battiscopa:
- materiali: si utilizzano tubi in rame cromato o multistrato bianco, fissati con appositi collari;
- vantaggi: velocità d’esecuzione e costi contenuti;
- svantaggi: impatto visivo. Tuttavia, esistono canaline eleganti in PVC o metallo che possono mimetizzare le tubazioni rendendole simili a un elemento di design o a un battiscopa tecnico.
Fasi operative dello spostamento: passo dopo passo
Spostare un termosifone fai-da-te è sconsigliato a chi non ha esperienza avanzata (il rischio di perdite occulte è altissimo) ed è sempre meglio chiedere un preventivo a chi si occupa di servizi per la casa. Tuttavia, ecco come si articola professionalmente il lavoro:
- isolamento e smontaggio: si chiudono la valvola (in alto) e il detentore (in basso). Si svuota l’acqua residua allentando i dadi di connessione, raccogliendo il liquido (spesso scuro e fangoso) in una bacinella per non macchiare il pavimento;
- preparazione della nuova sede: si decide la distanza. Spostare un termosifone di 20 cm richiede solitamente solo un piccolo raccordo dei tubi esistenti, mentre spostare un termosifone di un metro o più implica un ricalcolo della pendenza dei tubi per evitare bolle d’aria;
- prolungamento tubi: si intercettano i vecchi terminali. Per allungarli, si effettuano giunzioni a pressare o a saldare. È fondamentale che ogni giunzione sia a tenuta stagna prima di chiudere eventuali tracce;
- fissaggio e collegamento: si fora la nuova parete, si installano le staffe di sostegno (zanche) e si appende il radiatore. Si collegano infine la valvola e il detentore ai nuovi terminali dei tubi;
- ricarica e sfiato: si riapre l’acqua. Questa è la fase critica, perché bisogna eliminare tutta l’aria dal circuito tramite la valvolina di sfiato per garantire che il radiatore scaldi in modo uniforme.
Spostamenti minimi: quando bastano pochi centimetri
Non sempre serve un trasloco radicale, spesso il problema è un’interferenza con un mobile o un infisso. Spostare un termosifone di pochi centimetri richiede, comunque, la massima attenzione: a volte è possibile utilizzare dei raccordi eccentrici o flessibili in acciaio inox che permettono di adattare la posizione senza dover tagliare i tubi nel muro.
Se però lo spostamento supera i 5-10 cm, il taglio e la giunzione dei tubi diventano inevitabili.
Spostare un termosifone: quanto costa?
Il fattore economico è spesso il punto di domanda principale. Spostare un termosifone: quanto costa realmente nel 2026?
| Tipo di intervento | Costo stimato (solo idraulico) | Note |
| Spostamento entro 50 cm | 150€ – 250€ | Opere murarie escluse |
| Spostamento oltre 1 metro | 250€ – 450€ | Richiede più materiale e tempo |
| Installazione tubi a vista | 100€ – 200€ | Soluzione più economica |
| Intervento su impianto centralizzato | +50€ / 100€ | Include gestione scarico colonna |
I prezzi non includono il costo del radiatore se si decide di sostituirlo, né l’intervento del muratore per chiudere le tracce e del pittore per la tinteggiatura, che possono aggiungere dai 200 euro ai 500 euro al totale.
Aspetti burocratici e Cila
Se lo spostamento del termosifone avviene all’interno di una manutenzione ordinaria (nel caso, per esempio, si dovesse cambiare solo un radiatore spostandolo di poco), generalmente non servono permessi.
Tuttavia, se l’intervento fa parte di una ridistribuzione degli spazi interni che richiede una Cila (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), lo spostamento dei punti calore deve essere segnalato nella relazione tecnica e nella planimetria aggiornata. Questo è fondamentale per la conformità urbanistica e per accedere a eventuali bonus edilizi o detrazioni fiscali per il risparmio energetico.
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Pierpaolo Molinengo
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