Ha chiuso a Londra a dicembre 2023, dopo 16 anni di attività, il museo privato dei collezionisti Anita e Poju Zabludowicz, fondatori della Zabludowicz Collection, che, tenendo attive invece le sedi di New York e nell’isola finlandese di Sarvisalo, hanno deciso di concentrarsi su un’ottimizzazione dell’accessibilità della raccolta attraverso campagne sistematiche e mirate di prestiti. A giugno 2026 si apre però un nuovo capitolo della storia di una delle collezioni più all’avanguardia di arte contemporanea e una selezione di opere sarà venduta in asta da Christie’s a Londra. La vendita Beyond Ordinary – Then. Now. Next. Works from the Zabludowicz Collection sarà, infatti, tra gli eventi più importanti della stagione estiva delle aste londinese e a King Street ci si prepara a esitare un catalogo di 106 lotti, con una stima aggregata di circa 15 milioni di sterline, in due sessioni dedicate: una dal vivo, in calendario il 25 giugno 2026, e una online, aperta alle offerte dal 18 al 30 giugno.
La Zabludowicz Collection: in asta una raccolta pionieristica di arte contemporanea
Fondata da Anita e Poju Zabludowicz nel 1994, storica dell’arte inglese lei e imprenditore di origini finlandesi lui, in un momento di profonda trasformazione della scena artistica britannica, la Zabludowicz Collection è stata per oltre tre decenni una piattaforma pionieristica e più che all’avanguardia per l’arte contemporanea. Improntata a un solido sostegno filantropico e mecenatistico, molto vicina agli artisti quanto alle istituzioni dell’arte, la raccolta ha dato spazio anche a voci sottorappresentate, quanto alle ricerche più sperimentali per media e tecnologie, scommettendo sempre sugli artisti più giovani e agli esordi, quando in pochi erano pronti a dar loro credito, e sul futuro dell’arte.
Nel 2007 la Collezione Zabludowicz aveva aperto uno spazio espositivo no-profit in una vecchia chiesa metodista nel quartiere di Chalk Farm a Camden, nel nord di Londra, che è diventato rapidamente un punto di riferimento per scoprire le ricerche artistiche più innovative e i nuovi talenti, fino alla chiusura nel dicembre 2023. Nel passato la collezione è stata oggetto di critiche e controversie per i presunti legami con un gruppo di lobbying filo-israeliano e con gli armamenti militari, ma pare che questo non abbia influenzato le scelte per le evoluzioni dei progetti artistici dei coniugi Zabludowicz.

L’arte contemporanea nella Collezione Zabludowicz
Oggi la Zabludowicz Collection comprende oltre 5.000 opere e continua a essere un punto di riferimento per la cultura visiva contemporanea, anche attraverso collaborazioni e campagne di prestiti con musei e istituzioni. Nel nuovo percorso della collezione, le aste di Christie’s a Londra costituiscono uno spartiacque importante e i ricavati della vendita di alcune delle opere – meccanismo piuttosto fisiologico in organismi di questa scala – saranno driver di nuove progettualità, nuove acquisizioni e iniziative per il futuro della collezione e dell’arte.
“Quella che era iniziata come una passione personale è diventata un impegno per tutta la vita: un modo di vivere guidato dalla curiosità, dall’istinto e dall’apertura alla sperimentazione”, ha evidenziato la cofondatrice della Zabludowicz Collection, Anita Zabludowicz, che sulla creazione della raccolta aggiunge: “Non si è mai trattato di seguire un’unica narrazione, ma di abbracciare scoperta, dialogo e rischio. Oggi siamo in una fase di riflessione, mentre ci prepariamo alla prossima generazione e a nuovi progetti ancora da realizzare”.

I top lot della Zabludowicz Collection
Le opere in catalogo da Christie’s sono per la maggior parte inedite sul mercato delle aste e molte sono state acquistate subito dopo la loro realizzazione, lungo i principali binari di interesse della Collezione. A partire dagli Young British Artists, che si sono imposti sulla scena artistica britannica negli Anni ’90, proprio quando la collezione muoveva i primi passi, e continuando con la Pictures Generatione le ricerche su appropriazione culturale e questioni razziali e sociali.
Tra i principali lotti in asta dalla Collezione Zabludowicz c’è I Love You (1994-1995) di Damien Hirst (stima: £600.000-800.000), del 1995; Quantum Cloud XXXII (2000) di Antony Gormley (stima: £300.000-500.000); Mirror Head (1977) di Philip Guston (stima: £3,5-5,5 milioni), esempio di grande formato della sua produzione figurativa più tarda. Per la Pictures Generation, di quegli artisti che si sono affermati a New York negli Anni Settanta e Ottanta, c’è Untitled (Cowboy) del 1994 di Richard Prince (stima: £800.000-1.200.000), con le sue iconiche immagini tratte dalle pubblicità delle sigarette Marlboro, che interrogano la costruzione dei miti culturali e degli archetipi dell’immaginario americano.
Appropriazione culturale, storia e società del presente dalla Collezione Zabludowicz
Altre opere affrontano il tema dell’appropriazione culturale da prospettive molto diverse, dalla rielaborazione del linguaggio del Realismo Socialista di Neo Rauch in Zähmung (2011) (stima: £500.000-700.000), alla riflessione su questioni razziali e sociali di Farther South and Elsewhere (2016) di Mark Bradford (stima: £1-1,5 milioni).
Tra gli artisti in catalogo c’è anche Lubaina Himid, ora in mostra alla Biennale di Venezia nel Padiglione della Gran Bretagna, con Free Healthcare or Free Birdsong del 2014 (stima: £20.000-30.000).
Costruita in decenni di mecenatismo per la cultura contemporanea, la vendita di opere dalla Collezione Zabludowicz rimette ora sul mercato opere che rappresentano ancora “momenti cruciali nella carriera di molti artisti”, ha segnalato Katharine Arnold, Vicepresidente 20/21 di Christie’s, “e offrono ai collezionisti una rara opportunità di acquisire lavori di duratura importanza culturale”. In attesa di vedere le nuove evoluzioni di un’importante raccolta di arte contemporanea.
Cristina Masturzo
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