ASReM, Rocchia rinuncia prima dell’insediamento


La ricostruzione parte da un dato semplice: il caso nasce da un incarico aziendale che si ferma prima dell’avvio. Questo rende la vicenda più rilevante sul piano amministrativo rispetto alla lettura immediata di un incarico durato pochi giorni.

Dato essenziale: fino alla pubblicazione di questo articolo non risultano atti noti di nuovo conferimento della Direzione sanitaria dopo la rinuncia di Rocchia.

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La sequenza che definisce il caso

Il calendario ordina l’intera vicenda. Il 29 maggio la deliberazione n. 944 formalizza la nomina di Rocchia. Il 1 giugno arriva la rinuncia formale all’assunzione dell’incarico. Il 4 giugno sarebbe stata la data di ingresso effettivo nella funzione. Il dato sul calendario trova riscontro anche in ANSA, che colloca la nomina al 29 maggio e la rinuncia al 1 giugno.

La formula scelta dall’azienda è decisiva: rinuncia all’assunzione dell’incarico. In termini amministrativi la presa di servizio non era ancora avvenuta, quindi il passaggio produce una conseguenza diversa da una cessazione dopo settimane di esercizio effettivo. La vicenda si consuma nella fase che separa il conferimento dalla sua operatività.

Perché la parola rinuncia cambia la lettura

Chiamarla soltanto dimissione riduce la precisione del fatto. La parola corretta è rinuncia, perché Rocchia non aveva ancora iniziato il servizio indicato per il 4 giugno. La differenza pesa sulla lettura delle conseguenze: l’ASReM deve completare il vertice sanitario senza gestire la sostituzione di un direttore già entrato nella catena ordinaria degli atti.

Nella nota aziendale riportata da Molise Tabloid il passaggio operativo è circoscritto con chiarezza: l’azienda dichiara di avere ricevuto la comunicazione ufficiale del professionista e collega la decisione ai giorni di riflessione successivi alla nomina.

Il profilo professionale resta separato dal controllo sull’atto

Rocchia resta indicato come professionista già alla guida dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Questo elemento ha un significato preciso: la rinuncia riguarda l’incarico aziendale di vertice e non cancella la funzione clinico organizzativa già svolta nel presidio.

La nomina del 29 maggio era stata presentata come completamento della squadra dopo il collocamento in quiescenza di Giovanni Emilio Giorgetta, che aveva traghettato la Direzione sanitaria come facente funzioni. Il quadro era stato ricostruito anche da AgenSalute, con riferimento alla deliberazione 944 e alla data del 4 giugno come avvio previsto.

Il punto normativo

Il nodo giuridico si concentra sulla conferibilità. L’articolo 8 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 stabilisce che gli incarichi di direzione nelle aziende sanitarie locali non possono essere conferiti a chi nei cinque anni precedenti sia stato candidato in competizioni elettorali svolte in collegi che comprendono il territorio della ASL. La formulazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale riguarda la distanza necessaria fra competizione politica e incarico di vertice sanitario.

Questo è il punto che rende la vicenda diversa da una semplice rinuncia personale. Il controllo preliminare sulla conferibilità è parte dell’istruttoria dell’ente. Quando emerge un profilo soggettivo da verificare, la domanda amministrativa non riguarda la stima verso il professionista. Riguarda la tenuta dell’incarico.

La candidatura del 2023 entra nella finestra quinquennale

Negli atti elettorali della Regione Molise per le regionali del 25 e 26 giugno 2023 compare il nome Nicola Sebastiano Pio Rocchia fra i candidati consiglieri. La nomina ASReM del 29 maggio 2026 cade quindi dentro la finestra dei cinque anni considerata dalla norma. Il collegamento è aritmetico prima ancora che politico: fra quelle elezioni e la delibera 944 sono trascorsi meno di tre anni.

La nostra lettura non trasforma questo dato in un provvedimento di annullamento che oggi non risulta pubblicato. Fissa però la gerarchia dei fatti: prima c’è la candidatura registrata negli atti elettorali, poi la norma di inconferibilità e infine la rinuncia prima della presa di servizio.

La posizione dell’ASReM dopo il passo indietro

La Direzione Generale ha preso atto della scelta e ha assicurato continuità strategica in attesa delle determinazioni successive per completare il vertice. Il dato è stato riportato anche da News Della Valle nella parte della comunicazione aziendale che richiama il ruolo della Direzione amministrativa guidata da Grazia Matarante.

La continuità strategica significa una cosa concreta: l’azienda mantiene l’operatività generale pur con la Direzione sanitaria da completare. Restano da definire le funzioni di indirizzo sanitario che nel modello aziendale affiancano la direzione generale e incidono sull’organizzazione dei servizi sanitari.

Il confronto politico e l’istruttoria amministrativa

La reazione politica si è concentrata sul controllo dei requisiti prima della nomina. La contestazione di Roberto Gravina e del Movimento 5 Stelle, ricostruita da myNews, si muove su un terreno preciso: l’eventuale omissione di verifiche amministrative prima della firma dell’accordo.

La distinzione è necessaria. Una critica sul procedimento non coincide con una valutazione negativa sul medico. Nel caso Rocchia i due piani vanno tenuti separati per evitare una confusione dannosa: da una parte la carriera sanitaria e dall’altra la regola pubblica che limita il conferimento di incarichi dopo una candidatura recente.

Cosa cambia per cittadini e reparti

Per i cittadini l’effetto immediato riguarda il vertice aziendale più che un servizio ospedaliero già annunciato. La rinuncia incide sulla capacità di definire rapidamente una guida sanitaria pienamente insediata. In un’azienda unica regionale come ASReM, il direttore sanitario partecipa alla costruzione delle scelte che collegano ospedali e distretti con il territorio.

La conseguenza pratica è una nuova decisione da assumere in tempi compatibili con gli equilibri dell’azienda. La priorità amministrativa diventa selezionare un profilo conferibile senza lasciare zone grigie nella fase di controllo preliminare.

La decisione successiva

Il prossimo passaggio reale coincide con l’atto amministrativo che indicherà come ASReM intende completare la Direzione sanitaria dopo la rinuncia. Ogni nuova scelta dovrà partire dallo stesso punto che ha reso fragile il caso Rocchia: istruttoria completa prima dell’annuncio pubblico.

La vicenda lascia una lezione amministrativa molto netta: nella sanità regionale il profilo professionale deve camminare insieme alla tenuta formale dell’atto, perché una nomina fragile rallenta proprio il governo che dovrebbe rafforzare.


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 Junior Cristarella

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