Dal voto del 2 giugno 1946 alla Costituzione, passando per il primo suffragio universale femminile. Il 2 giugno non è soltanto una ricorrenza istituzionale. È una data che racconta la rinascita dell’Italia dopo la guerra, la scelta della democrazia e la nascita di una nuova identità nazionale. Quest’anno la Festa della Repubblica assume un significato ancora più profondo: ricorrono infatti gli 80 anni dal referendum del 2 giugno 1946, quando milioni di italiani furono chiamati a decidere il futuro del Paese scegliendo tra monarchia e repubblica.
Fu una giornata storica sotto molti aspetti. Per la prima volta votarono le donne in una consultazione nazionale e venne eletta l’Assemblea Costituente che avrebbe scritto la Carta fondamentale della Repubblica italiana. Una scelta che segnò definitivamente l’uscita dal fascismo e aprì la strada alla costruzione di uno Stato fondato sulla libertà, sulla partecipazione democratica e sulla tutela dei diritti.
Il 2 giugno 1946: la nascita della Repubblica
Il referendum istituzionale rappresentò uno spartiacque nella storia italiana. Dopo il ventennio fascista, la guerra e la Resistenza, gli italiani scelsero la Repubblica, avviando un percorso che avrebbe portato alla Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
Nel messaggio inviato ai prefetti in occasione dell’80° anniversario, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come il voto del popolo italiano segnò una svolta storica, ponendo le basi per un nuovo patto civile ispirato ai principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e pace.
Valori che ancora oggi costituiscono il fondamento della convivenza democratica e che trovano espressione concreta nel lavoro, nella tutela della dignità delle persone, nella giustizia sociale e nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Ottant’anni dopo: una Repubblica chiamata a guardare al futuro
Le celebrazioni del 2026 non guardano soltanto al passato. Gli 80 anni della Repubblica rappresentano anche un’occasione di riflessione sulle sfide del presente.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato nei giorni scorsi come il compito delle istituzioni sia quello di consolidare il rapporto di fiducia con i cittadini. Un richiamo particolarmente significativo in una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni economiche e sociali.
Anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha invitato a non vivere questo anniversario come una semplice celebrazione, evidenziando alcune delle “ferite” del Paese: povertà crescente, denatalità, disuguaglianze sociali, sfiducia e indifferenza. L’80° anniversario, ha affermato, deve trasformarsi in una promessa per il futuro e in un impegno concreto per custodire la democrazia e rafforzare la coesione sociale.
Sul piano europeo, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha ricordato il ruolo svolto dall’Italia nella costruzione dell’Europa, sottolineando l’importanza di continuare a investire nei giovani, nell’innovazione e nelle opportunità offerte dal digitale.
Le celebrazioni nazionali tra Quirinale, Fori Imperiali e memoria storica
Le iniziative per la Festa della Repubblica sono iniziate già nei giorni precedenti e culminano oggi con la tradizionale cerimonia all’Altare della Patria, la parata militare lungo via dei Fori Imperiali e il sorvolo delle Frecce Tricolori.
A Roma si svolge inoltre l’evento “I volti della Repubblica. 80 anni dal Referendum”, promosso al Quirinale alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Per consentire una partecipazione diffusa, circa novanta comuni italiani hanno allestito maxischermi nelle piazze.
Tra le iniziative culturali spiccano la mostra “1946: nasce la Repubblica” alla Camera dei Deputati e l’esposizione fotografica dedicata alle donne della Repubblica, un omaggio al primo voto femminile e alle conquiste sociali e civili maturate in questi otto decenni.
Trapani celebra la Repubblica tra istituzioni, memoria e riconoscimenti
Anche la provincia di Trapani partecipa alle celebrazioni dell’80° anniversario con un ricco programma organizzato dalla Prefettura.
La cerimonia principale si svolge in Piazza Vittorio Veneto, davanti al Monumento ai Caduti. Alla presenza del prefetto Daniela Lupo, delle autorità civili, militari e religiose, sono previsti l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica.
Ad accompagnare la manifestazione sarà la Fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani.
Particolarmente significativo il momento dedicato alla consegna delle Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a cittadini della provincia che si sono distinti per il loro servizio nelle istituzioni e nella società civile.
Riceverà il titolo di Commendatore Giuseppe Felice Peritore, questore in quiescenza. Sarà insignito del titolo di Ufficiale Michele Stante, luogotenente dell’Arma dei Carabinieri. Riceveranno invece il titolo di Cavaliere Domenico Giovannacci, Giuseppe Candela, Giovanni Samannà e Pietro Silvano.
Nel Palazzo del Governo saranno inoltre visitabili gli stand delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine e della Croce Rossa Italiana, insieme a reperti provenienti dal Parco Archeologico di Segesta e ai lavori realizzati dagli studenti degli istituti scolastici della provincia.
Le celebrazioni si concluderanno nel pomeriggio con il concerto della Fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri nello scenario del Tempio di Segesta.
Ad Alcamo una copia della Costituzione ai diciottenni
Anche Alcamo prende parte alle celebrazioni provinciali dedicate agli 80 anni della Repubblica. Il Comune sarà rappresentato dall’assessore Vito Lombardo e dal diciottenne Federico Rocca, che riceverà simbolicamente una copia della Costituzione italiana durante la cerimonia organizzata dalla Prefettura.
Un gesto dal forte valore simbolico, che collega la memoria del referendum del 1946 alle nuove generazioni chiamate oggi a custodire e rinnovare i principi democratici sanciti dalla Carta costituzionale. Contemporaneamente, ad Alcamo, la Polizia Municipale deporrà una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti di piazzetta IV Novembre.
A Trapani la manifestazione del Comitato No F-35
Accanto alle celebrazioni istituzionali, il 2 giugno nel Trapanese sarà anche una giornata di mobilitazione civica. Nel pomeriggio, alle ore 18 in piazza Saturno a Trapani, il Comitato No F-35 e diverse associazioni del movimento pacifista hanno promosso una manifestazione antimilitarista per richiamare l’attenzione sul tema della pace, dell’utilizzo delle risorse pubbliche e del ruolo strategico della Sicilia nel contesto militare del Mediterraneo.
L’iniziativa si inserisce nelle mobilitazioni organizzate in varie città italiane in occasione della Festa della Repubblica e punta a sollevare un dibattito sul progressivo rafforzamento delle infrastrutture militari nell’Isola. Al centro delle preoccupazioni degli organizzatori vi sono le attività legate alla base di Birgi e ai caccia F-35, ritenuti dagli attivisti fonte di possibili criticità ambientali e sociali.
Particolare attenzione viene rivolta alla tutela della Riserva dello Stagnone di Marsala, uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo, e agli effetti che un incremento del traffico aereo potrebbe avere sugli habitat naturali e sulle rotte migratorie dell’avifauna. Il Comitato richiama inoltre il tema dell’impatto acustico delle attività militari sulle comunità residenti.
La manifestazione vuole infine rilanciare una riflessione più ampia sulle priorità del Paese, chiedendo maggiori investimenti in sanità, istruzione, tutela dell’ambiente, transizione ecologica e sicurezza sul lavoro. Un’iniziativa che, al di là delle posizioni espresse, testimonia come i valori di partecipazione e confronto democratico, nati proprio con la Repubblica nel 1946, continuino ancora oggi ad animare il dibattito pubblico e la vita civile del territorio.
Una festa che appartiene a tutti
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno continua a rappresentare molto più di una semplice celebrazione istituzionale. È il giorno in cui l’Italia ricorda la forza del voto, il valore della partecipazione democratica e il coraggio di chi contribuì a costruire un Paese libero dopo le macerie della guerra.
Un anniversario che invita a guardare al passato con gratitudine, ma soprattutto al futuro con responsabilità, affinché i principi di libertà, uguaglianza, solidarietà e pace che animarono il referendum del 1946 continuino a essere il patrimonio comune delle nuove generazioni.
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