Fossanova, il vino e la pace. Quando nel calice entra la Terra Santa

Mettetevi comodi. Chiudete gli occhi un momento. Immaginate di essere nell’Abbazia di Fossanova — pietra e silenzio, chiostri medievali che respirano ancora di preghiera e di storia, l’aria che sa di ginepro e di vigna — e di avere davanti a voi un calice di DaboukiHamdaniJandali. Uve palestinesi. Uve che crescono sulle colline di Beit Jala, nell’area di Betlemme, coltivate da cristiani, musulmani ed ebrei che lavorano fianco a fianco in una vigna fondata dai Salesiani nel 1885. Una vigna che si chiama Cremisan e che da centoquarant’anni custodisce qualcosa di più del vino: custodisce un’idea di pace possibile.

Ecco. Questo è Vini d’Abbazia 2026. E se vi sembra troppo per un evento enogastronomico, significa che non lo avete ancora capito fino in fondo.

Fossanova, dal 12 al 14 giugno

Alla quinta edizione, questo format ha trovato la sua maturità. È nato dalla sinergia tra Regione LazioArsialCamera di Commercio Frosinone-Latina e Azienda Speciale Informare, ideato dal giornalista Rocco Tolfa e organizzato dalla Strada del Vino della Provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal.

Non è una fiera del vino. Non è una degustazione travestita da evento culturale. È qualcosa di genuinamente diverso: un luogo dove il vino diventa il pretesto per parlare di pace, di memoria, di scienza, di arte, di spiritualità. Con protagonisti che non si trovano insieme da nessun’altra parte.

Venerdì 12 giugno, alle 18:30 nel Refettorio del ChiostroRiccardo Cotarella guiderà la masterclass su Cremisan. Enologo di fama mondiale, presidente di Assoenologi, è uno dei pochi che può permettersi di non aver bisogno di presentazioni. Con lui, a moderare, Marcello Masi.

Cotarella è uno di quegli enologi che capiscono il vino come pochi altri al mondo. Ma qui non si tratterà solo di tecnica. Si tratterà di raccontare come in una vigna a Betlemme – in uno dei territori più tormentati del pianeta – cristiani, musulmani ed ebrei abbiano trovato nel lavoro della vigna un linguaggio comune. Come le uve autoctone palestinesi — alcune delle quali erano a rischio di estinzione — siano state salvate e valorizzate grazie a questa cooperazione silenziosa e quotidiana. Come il Cremisan Wine Estate, fondato nel 1885 dai Salesiani, continui ancora oggi a formare giovani viticoltori locali in un’esperienza concreta di dialogo. Viticoltura come diplomazia. Vino come costruzione di pace.

I grandi rossi e il viaggio nel paesaggio italiano

Alle 20:00 dello stesso venerdì, Roberto Cipresso condurrà «I Grandi Rossi»: un viaggio tra Brunello di Montalcino, Langhe, Umbria, Lazio e Borgogna. SangiovesePinot NoirNebbioloSagrantinoNero BuonoCesaneseCabernet. Un itinerario che non è solo un assaggio di vini eccellenti: è una lettura del paesaggio italiano attraverso i suoi vitigni.

Cipresso sa come si fa. Sa che il vino è memoria prima ancora che essere liquido. Sa che aprire una bottiglia di Brunello significa aprire un pezzo di Toscana, che versare un Nebbiolo delle Langhe significa chiamare in causa generazioni di viticoltori che hanno trasformato una collina in un’identità. Sarà una serata da non perdere a patto di portarsi un taccuino.

Il vino dei monasteri e la scienza delle emozioni

Sabato 13 giugno alle 18:30Vincenzo Mercurio guiderà la masterclass «Il vino dei monasteri»Abbazia di NovacellaAbbazia di PragliaMonastero di Monte Oliveto MaggioreMonastero delle Suore Trappiste di VitorchianoFraternità Monastica di Bose-Assisi. Ogni etichetta una storia, ogni storia una comunità. Il vino monastico non è vino come gli altri — nasce da una relazione diversa con la terra, con il tempo, con il silenzio.

Alle 20:00, l’evento più inatteso e forse il più prezioso: Francesca Venturi e Giuseppe Ferroni dell’Università di Pisaporteranno a Fossanova la loro ricerca sul rapporto tra emozioni, percezione e degustazione. Nel calice, sostengono, non confluiscono soltanto colore, profumi, struttura e persistenza ma anche ricordi, stati d’animo, suggestioni. La degustazione come ascolto. Il vino come strumento di consapevolezza. È la frontiera più avanzata della sommellerie contemporanea: quella che smette di parlare di «note di frutti rossi» e comincia a chiedersi perché certe bottiglie ci commuovono.

Chiude il programma domenica 14 giugno alle 18:00Chiara Giovoni guida «Tra Bianchi e Perlage: alla scoperta della luce»Chardonnay della Santissima AnnunciataAbbazia di RosazzoFeudi di San Gregorio con l’Abbazia del GoletoMontée de Tonnerre 2023Bellone Pas Dosé di CincinnatoMaturano di Atina. Un percorso tra purezza, eleganza e luminosità — tra chiostri veneziani e vigne dello Chablis, tra tradizione monastica e innovazione enologica.

ViCro: quando il vino diventa paesaggio visivo

Nel Chiostro e nel Refettorio sarà allestita in anteprima la mostra «ViCro – Il vino al microscopio. Forme e colori del gusto» — progetto espositivo dell’artista multimediale Silvia Iorio, con il coordinamento dell’architetto Maurizio Condoluci di Westway Architects.

Tannini, polifenoli, zuccheri, lieviti, sostanze aromatiche, bucce d’acino viste al microscopio e rielaborate artisticamente fino a diventare paesaggi visivi immersivi. È la cosa più originale che abbia visto fare al vino negli ultimi anni: portarlo in un territorio dove la biologia molecolare incontra la visione poetica, dove il microcosmo di un acino d’uva si trasforma in un universo.

Come arrivare e come partecipare

Vini d’Abbazia 2026 si svolge all’Abbazia di Fossanova, a Priverno (LT), dal 12 al 14 giugno. Le masterclass prevedono posti limitati e sono acquistabili online su www.vinidabbazia.com, dove si trovano anche i biglietti per le singole giornate. Per i giornalisti è attiva la procedura di accredito su vinidabbazia.com/registrazione-giornalisti.

Partner tecnici dell’evento: Slow Food LazioAssociazione Italiana SommelierOltre Roma Wine TourAcqua FiletteVivaio AumentaFedercampeggio. Main sponsor Banca di Credito Cooperativo di Roma. Media partner ufficiali Rai Radio 2 e la rivista Camp.

Tre giorni, cinque masterclass, una mostra, centinaia di vini da abbazie e monasteri di tutto il mondo, e la storia del vino più commovente che esista: quella che nasce tra i vigneti di Betlemme e attraversa tre religioni per arrivare nel calice di chi ha ancora voglia di credere che la pace è possibile.

Andate. Ne vale ogni chilometro.


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