Il PSI scopre le carte: Iacovissi sindaco, Pizzutelli vice. Ora la palla passa al PD

Se l’obiettivo era chiarire, una volta per tutte, quale fosse la linea del Partito Socialista a Frosinone, il vertice del centrosinistra convocato ieri nella sede del Partito Democratico ha raggiunto il risultato. Senza ambiguità. Con brutale nitidezza.

Il PSI guidato da Gian Franco Schietroma non ha chiuso affatto la porta all’unità del centrosinistra. Al contrario, ha rilanciato proponendo una soluzione che, nelle intenzioni dei socialisti, dovrebbe tenere insieme tutte le anime della coalizione riformista. Ma c’è un punto sul quale non è disposto ad arretrare: il candidato sindaco resta Vincenzo IacovissiÈ questo il vero enorme messaggio politico uscito dalla riunione.

Al tavolo erano presenti il Partito Democratico, il PSI e le forze civiche della coalizione La Frosinone di Domani (Frosinone Aperta, Area Vasta e Provincia in Comune) che da mesi sostengono la candidatura del consigliere comunale socialista. Il PD, dal canto suo, ha ufficializzato la candidatura a sindaco di Angelo Pizzutelli: una posizione nota da tempo, che non ha sorpreso nessuno ma che ha trovato da parte dei socialisti una totale indisponibilità persino ad iniziare una trattativa.

Il ticket: Iacovissi sindaco, Pizzutelli vicesindaco

Il vice Segretario nazionale Psi Vincenzo Iacovissi

Pur riconoscendo a Pizzutelli «autorevolezza, esperienza amministrativa e un significativo consenso elettorale», il PSI ha escluso qualsiasi ipotesi di ritiro della candidatura di IacovissiCosì è se vi pare.

Da qui la proposta politica messa sul tavolo: Vincenzo Iacovissi candidato sindaco e Angelo Pizzutelli vicesindaco. Nella moderna grammatica politica si chiama ticket. Una formula presentata come tentativo di sintesi ma che, letta tra le righe, rappresenta molto di più. È una strategica narrazione storica costruita per ottenere una legittimazione.

I socialisti ricordano che il progetto politico costruito attorno a Iacovissi non nasce oggi: parte dalle Comunali del 2022 e si è progressivamente consolidato durante l’attuale consiliatura con l’adesione di altre forze civiche e progressiste. Il ragionamento è il seguente: «Il percorso è sempre stato chiaro e trasparente. Nessun diktat, massimo rispetto per tutti, ma una precisa iniziativa politica che, per ragioni di coerenza, serietà e credibilità nei confronti degli elettori, non può essere revocata». Tradotto: la candidatura di Iacovissi non si tocca, né è negoziabile.

Il precedente del 2017 che pesa come un macigno

Fabrizio Cristofari (Foto: A.S.Photo / Andrea Sellari)

Non è casuale nemmeno il riferimento storico richiamato dal PSI nel corso dell’incontro. Nel 2017 fu proprio il Partito Democratico a chiedere un passo indietro a Vincenzo Iacovissi, già candidato da mesi, per favorire l’unità del centrosinistra attorno alla candidatura di Fabrizio Cristofari del PD. Iacovissi accettò, diventando candidato vicesindaco. Le elezioni poi le vinse Nicola Ottaviani e il centrodestra.

Oggi i socialisti chiedono al PD di compiere un gesto analogo. «Ci auguriamo che possa prevalere, questa volta, un analogo spirito unitario da parte del Partito Democratico». Una frase che pesa come un macigno. Perché non richiama soltanto il precedente politico: richiama anche la reciprocità.

Angelo Pizzutelli (Foto © Stefano Strani)

Lo scrittore e poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe diceva: «Le compagnie più piacevoli sono quelle nelle quali regna, tra i componenti, un sereno rispetto reciproco»Traduzione: se il passo indietro lo ha fatto Iacovissi nel 2017 per favorire il candidato del PD, coerentemente nel 2027 Pizzutelli può fare un passo indietro per favorire il candidato del PSI. Elementare, Watson.

Giova ricordare però che dire ad Angelo Pizzutelli di fare ancora una volta un passo indietro o di lato sulla candidatura a sindaco sarebbe come chiedere a Messi di non calciare un calcio di rigore nella finale del Mondiale. Ci vuole tanto coraggio.

La patata bollente passa al PD: tertium non datur

Vincenzo Iacovissi e Gian Franco Schietroma

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, la proposta socialista ha una precisa valenza strategica: è stata preparata bene a tavolino e incartata anche meglio. Il PSI si dichiara disponibile all’unità del centrosinistra ma delimita con estrema chiarezza il perimetro entro cui quella unità può realizzarsi: esclusivamente con la candidatura a sindaco di Iacovissi. La disponibilità ad assegnare a Pizzutelli il ruolo di vicesindaco diventa così il massimo punto di equilibrio che il PSI è disposto a concedere.

È una proposta che, sul piano politico, sposta inevitabilmente il peso della decisione sul Partito Democratico. Perché, dopo aver formalizzato pubblicamente questa ipotesi, i socialisti possono sostenere di aver fatto tutto il possibile per ricomporre il centrosinistra senza rinunciare alla propria linea. In altre parole: se dovesse saltare il banco, la narrazione è già pronta. La disponibilità all’accordo c’era, ma senza mettere in discussione la candidatura di Iacovissi. Sono loro che hanno rotto.

Margini di trattativa al minimo

Stefano Pizzutelli (Foto © Massimo Scaccia)

La proposta socialista rende poi decisamente più complesso immaginare una controproposta speculare da parte della segreteria dem, con Pizzutelli sindaco e Iacovissi vicesindaco: apparirebbe come un semplice ribaltamento della stessa formula, trasformando il confronto in un gioco al rimpiattino piuttosto che in una vera mediazione politica.

Il margine negoziale della trattativa PSI-PD si è ristretto sensibilmente. Forse è arrivata al punto di non ritorno. Il PD ormai ha solo due possibilità: convergere sulla candidatura a sindaco di Iacovissi in nome dell’unità della coalizione, oppure proseguire con un proprio candidato sindaco caricandosi la responsabilità della rottura. Tertium non datur.

La proposta del PSI ha cambiato il baricentro del confronto: non si discute più se Iacovissi deve restare in campo, ma se il Partito Democratico è disposto a costruire attorno a lui l’alternativa a Mastrangeli. Il tempo scorre veloce e lo spazio per le mediazioni felpate si è azzerato. Il PSI lo ha capito perfettamente e ha agito di conseguenza.


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