Il panorama degli ammortizzatori sociali in Italia è in costante evoluzione e, tra le misure che subiscono variazioni periodiche, l’ANF occupa un posto di rilievo. Ogni anno l’INPS adegua le soglie e i contributi all’inflazione, rendendo fondamentale monitorare il tema dell’assegno al nucleo famigliare aumenti per non perdere la quota spettante in busta paga o sulla pensione.
Cosa sono gli aumenti dell’assegno al nucleo famigliare
Gli aumenti dell’assegno al nucleo famigliare consistono nella rivalutazione annuale degli importi e dei limiti di reddito applicata dall’INPS. Questo meccanismo di adeguamento automatico scatta ogni anno a partire dal 1° luglio fino al 30 giugno dell’anno successivo.
Il calcolo della rivalutazione si basa sulla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) calcolato dall’ISTAT. L’obiettivo è proteggere il potere d’acquisto dei nuclei beneficiari di fronte all’aumento del costo della vita (inflazione), aggiornando i parametri di calcolo contenuti nelle storiche tabelle ministeriali.
Nuovi importi e tabelle aggiornate
Gli importi dell’ANF non sono fissi, ma variano su base progressiva: decrescono all’aumentare del reddito complessivo e aumentano in base al numero dei componenti del nucleo familiare.
L’INPS pubblica annualmente le tabelle di riferimento tramite una circolare dedicata (solitamente entro il mese di maggio). Per conoscere la cifra esatta spettante, è necessario consultare la tabella specifica corrispondente alla propria composizione familiare (es. Tabella 19 per nuclei composti solo da fratelli, sorelle e nipoti; Tabella 21A per nuclei monoparentali senza figli minori, ecc.) e incrociarla con il reddito conseguito nell’anno precedente. Qui puoi trovare le tabelle complete:
Chi ha diritto agli aumenti ANF
Attualmente, il diritto all’assegno al nucleo familiare e ai relativi aumenti spetta solo ad alcune categorie specifiche di lavoratori e pensionati.
I requisiti principali prevedono che il richiedente sia:
- Lavoratore dipendente (del settore privato o pubblico).
- Pensionato da lavoro dipendente.
- Lavoratore assistito da ammortizzatori sociali (CIG, NASpI, mobilità).
- Lavoratore iscritto alla Gestione Separata INPS.
Attenzione alla composizione del nucleo: dal momento che la normativa ha ridisegnato il welfare familiare, oggi l’ANF spetta esclusivamente ai nuclei familiari senza figli minori o figli dipendenti. Ne hanno diritto, ad esempio, i nuclei composti da:
- Coniugi o uniti civilmente (senza figli minori).
- Fratelli, sorelle o nipoti (orfani o inabili).
- Famiglie composte esclusivamente da soggetti maggiorenni inabili al lavoro.
Limiti di reddito e calcolo dell’importo
Per beneficiare dell’assegno al nucleo famigliare aumenti e quote base, il reddito complessivo del nucleo deve rispettare due regole fondamentali:
- La regola del 70%: Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto per almeno il 70% da redditi derivanti da lavoro dipendente, assimilati o da pensione da lavoro dipendente.
- Le soglie limite: Se il reddito supera il limite massimo previsto dalle tabelle INPS per quella specifica tipologia di nucleo, l’importo dell’assegno si azzera.
Il calcolo dell’importo viene effettuato prendendo come riferimento il reddito dell’anno solare precedente a quello in cui si richiede la prestazione. Ad esempio, per il periodo di validità che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, si prenderanno in considerazione i redditi percepiti nel 2025.
Come fare domanda per l’assegno al nucleo famigliare
La domanda per ottenere l’ANF e i relativi aumenti deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’INPS. La procedura varia leggermente a seconda della categoria contrattuale:
- Lavoratori dipendenti del settore privato: La domanda va inoltrata direttamente all’INPS tramite il portale web (accedendo con SPID, CIE o CNS) o tramite i servizi gratuiti dei Patronati. Una volta accolta, l’importo viene anticipato dal datore di lavoro direttamente in busta paga.
- Lavoratori domestici, agricoli o disoccupati (NASpI): La richiesta si fa sempre online, ma il pagamento viene erogato direttamente dall’INPS sul conto corrente del beneficiario.
- Dipendenti Pubblici: La gestione avviene generalmente attraverso la piattaforma NoiPA o secondo le modalità specifiche dell’amministrazione di appartenenza.
Arretrati e decorrenza degli aumenti
Gli aumenti legati alla rivalutazione annuale decorrono automaticamente dal 1° luglio di ogni anno. Se la domanda viene presentata in ritardo, non si perde il diritto alle somme spettanti per i mesi precedenti.
La legge italiana prevede infatti la possibilità di richiedere gli arretrati ANF fino a un massimo di 5 anni indietro (termine di prescrizione quinquennale). Se un lavoratore non ha mai richiesto l’assegno pur avendone diritto, o se il datore di lavoro non ha applicato gli scatti e gli aumenti corretti, è possibile presentare una domanda di ricostituzione o una nuova domanda tardiva per recuperare le somme spettanti.
Differenza tra assegno al nucleo famigliare e assegno unico
Una delle principali fonti di confusione riguarda il rapporto tra l’Assegno al Nucleo Familiare (ANF) e l’Assegno Unico e Universale (AUU) introdotto nel 2022. Si tratta di due misure distinte e non sovrapponibili:
- Assegno Unico Universale: Ha assorbito tutte le tutele dedicate ai figli a carico (dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, o senza limiti di età se disabili). Se nel nucleo sono presenti figli che danno diritto all’Assegno Unico, non è più possibile richiedere l’ANF per quegli stessi figli.
- Assegno al Nucleo Famigliare (ANF): Resta in vigore esclusivamente per i nuclei familiari composti da altre figure (come coniugi senza figli, fratelli, sorelle, nipoti) in cui non vi siano i requisiti per l’Assegno Unico.
I due strumenti, pertanto, viaggiano su binari paralleli e rispondono a tabelle, requisiti reddituali e modalità di domanda completamente differenti.
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Flavio Di Stefano
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