Fondo d’Istituto (MOF) 847,36 milioni: dagli incarichi ATA alle funzioni strumentali, dalle supplenze all’educazione motoria. Continuità didattica e Agenda Sud. Tutte le cifre e il TESTO da scaricare


Ministero dell’Istruzione e del Merito e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto il 22 settembre 2026 l’ipotesi di Contratto collettivo nazionale integrativo che definisce i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2026/27. L’intesa riguarda complessivamente 847,36 milioni di euro lordo Stato, destinati al Fondo d’istituto, alle funzioni strumentali, agli incarichi specifici del personale ATA, alle ore eccedenti e alle altre voci della contrattazione integrativa.

Alla sottoscrizione è stata affiancata una dichiarazione congiunta tra MIM e sindacati sulla necessità di accelerare la ricognizione dei risparmi prodotti dal dimensionamento della rete scolastica previsto dal PNRR. L’obiettivo indicato dalle organizzazioni è utilizzare le risorse disponibili per incrementare l’indennità di direzione dei Funzionari EQ/DSGA; l’amministrazione si è impegnata a portare la richiesta al Dipartimento per avviare un confronto specifico.

Fondo d’istituto e valorizzazione del personale: oltre 690 milioni

La componente più consistente dell’accordo riguarda il Fondo delle istituzioni scolastiche, al quale sono ricondotti complessivamente 690,261 milioni di euro. La somma comprende 559,5 milioni provenienti dalle risorse per il Fondo e la formazione e altri 130,761 milioni destinati alla valorizzazione del personale scolastico.

La distribuzione non segue un unico parametro. Una parte delle somme viene assegnata considerando i punti di erogazione del servizio, un’altra in proporzione ai posti dell’organico dell’autonomia. Sono previste inoltre quote specifiche per personale educativo, corsi di recupero nella scuola secondaria di secondo grado, convitti ed educandati, indennità di bilinguismo e trilinguismo in Friuli-Venezia Giulia e sostituzioni o incarichi ad interim dei DSGA.

Tra le voci compare anche un incremento di 30 milioni di euro del Fondo d’istituto, da distribuire in proporzione ai posti dell’organico dell’autonomia dei docenti, compresi sostegno e personale educativo.

Per i 130,761 milioni destinati alla valorizzazione del personale, l’80% sarà ripartito in base alla consistenza dell’organico docente, educativo e ATA. Il restante 20% dipenderà da quattro indicatori di complessità: presenza di alunni con disabilità, percentuale di studenti stranieri, numero medio di alunni per classe e presenza di sedi in aree totalmente montane o nelle piccole isole.

Funzioni strumentali, incarichi ATA e sostituzioni

Alle funzioni strumentali sono riservati 45,24 milioni di euro. La ripartizione combina una quota distribuita tra le scuole, una legata alle situazioni di maggiore complessità organizzativa e una terza collegata alla dimensione degli istituti, misurata attraverso il numero dei docenti nell’organico dell’autonomia, compresi quelli di sostegno.

Per gli incarichi specifici del personale ATA sono stanziati 34,62 milioni. Le risorse saranno distribuite sulla base dei posti ATA in organico di diritto, esclusi i DSGA, e potranno finanziare prestazioni aggiuntive, intensificazione del lavoro e incarichi con ulteriori responsabilità.

Per i collaboratori scolastici l’accordo richiama espressamente anche l’assistenza agli alunni, compresi gli studenti con disabilità e quelli della scuola dell’infanzia, oltre alle attività di primo soccorso. La contrattazione d’istituto dovrà definire l’indennità tenendo conto, tra gli altri elementi, del numero degli alunni assistiti. Il valore di riferimento richiamato dal contratto è di 700 euro lordo dipendente, pari a 928,90 euro lordo Stato.

Altri 30,027 milioni finanziano invece le ore eccedenti effettuate per sostituire colleghi assenti. La distribuzione avverrà considerando sia i posti dei docenti nell’organico dell’autonomia sia quelli del personale ATA nell’organico di diritto.

Educazione fisica: 17,15 milioni

Per le attività complementari di educazione fisica il fondo disponibile ammonta a 17,15 milioni di euro. Quasi tutta la dotazione, 17,105 milioni, è destinata all’avviamento alla pratica sportiva e sarà ripartita sulla base del numero delle classi della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Una quota di 45 mila euro è invece riservata ai docenti coordinatori di educazione fisica presso gli Uffici scolastici regionali. Negli istituti comprensivi potranno essere finanziati anche progetti di alfabetizzazione motoria e avviamento alla pratica sportiva rivolti agli alunni della primaria.

Continuità didattica, Agenda Sud e scuole in aree fragili

Un capitolo specifico riguarda la valorizzazione della professionalità docente, la continuità didattica e il servizio nelle aree caratterizzate da spopolamento, difficoltà socio-economiche e dispersione. Per queste misure il contratto considera 29 milioni di euro: 20 milioni per la valorizzazione professionale, 6 milioni per Agenda Sud e 3 milioni per le piccole isole.

I 3 milioni per le piccole isole saranno distribuiti alle scuole con plessi nei comuni classificati come isolani dall’Istat, in proporzione agli studenti frequentanti. Sarà la contrattazione di istituto a stabilire i criteri per attribuire il compenso ai docenti a tempo determinato e indeterminato; l’importo dovrà essere rapportato ai giorni di servizio effettivamente prestati.

Per Agenda Sud, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, i 6 milioni vengono divisi in due parti. Il 50% è collegato al numero di docenti a tempo indeterminato che hanno garantito la permanenza nella stessa scuola nell’ultimo triennio; l’altra metà è distribuita in base al numero degli studenti, per ampliare l’offerta formativa anche attraverso progetti extracurricolari e con il possibile coinvolgimento di soggetti del territorio e del Terzo settore.

I restanti 20 milioni sono destinati alle scuole che raggiungono almeno il valore medio di 43,5 nell’indicatore costruito considerando condizione sociale, economica e culturale degli studenti, dispersione scolastica, presenza di alunni stranieri e turnover del personale. La ripartizione terrà conto della consistenza del personale docente che ha garantito continuità didattica nell’ultimo triennio.

Piccole isole, personale ATA e assistenti tecnici

Accanto alle misure per i docenti, l’accordo assegna 750 mila euro al personale ATA in servizio nei plessi delle piccole isole. La somma sarà distribuita in proporzione al numero degli studenti e il compenso individuale, determinato nella contrattazione di istituto, sarà rapportato ai giorni effettivamente lavorati nella sede disagiata.

Per gli assistenti tecnici del primo ciclo è prevista invece un’indennità di disagio finanziata con 1,0616 milioni di euro. A ciascuna scuola polo viene attribuito un massimo di 800 euro lordo dipendente, modulato in funzione del numero dei plessi affidati all’assistente: 350 euro fino a cinque plessi, 575 euro tra sei e nove e 800 euro da dieci plessi in su. La distanza media tra le scuole potrà costituire un ulteriore parametro definito dalla contrattazione d’istituto.

DSGA, indennità di direzione e richiesta sui risparmi del dimensionamento

L’ipotesi di CCNI destina 6,697 milioni di euro all’incremento contrattuale della parte variabile dell’indennità di direzione dei DSGA. Il documento ridetermina anche alcuni parametri annuali legati alla tipologia della scuola e alla complessità organizzativa: tra questi figurano aziende agrarie, convitti, istituti verticalizzati e un valore unitario collegato al numero di docenti e ATA presenti nell’organico dell’autonomia. La relativa tabella è riportata a pagina 3 dell’ipotesi di accordo.

Su questo punto interviene anche la dichiarazione congiunta firmata insieme al contratto. I sindacati chiedono che venga completata in tempi più rapidi la ricognizione dei risparmi determinati dal dimensionamento scolastico previsto dal PNRR, richiamando la normativa che ne destina l’utilizzo all’incremento dell’indennità di direzione dei Funzionari EQ/DSGA. Il MIM ha assunto l’impegno di rappresentare la richiesta al Dipartimento e di favorire l’apertura di un confronto con le organizzazioni sindacali sulle risorse individuate.

Le scuole potranno ridestinare le risorse non utilizzate

L’accordo lascia un ruolo significativo alla contrattazione integrativa nelle singole istituzioni scolastiche. A quel livello saranno definiti i criteri di distribuzione del Fondo d’istituto e dei compensi accessori, considerando anche la composizione degli organici e le diverse attività presenti nelle scuole.

Le somme eventualmente non utilizzate potranno essere nuovamente contrattate anche durante l’anno scolastico. Le economie degli anni precedenti potranno inoltre essere destinate, nei limiti previsti dal CCNL, anche a finalità diverse rispetto a quelle originarie. Eventuali ulteriori economie derivanti dall’applicazione dell’accordo dovranno invece tornare a un successivo tavolo di contrattazione nazionale.

Scarica il testo del Contratto


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