Il dato finale lo fornisce la cucina: i coperti serviti sono stati 1.350 e qualcuno ha anche fatto il bis. Il numero più attendibile lo indica la Digos presente sul posto: 1.250 persone ieri sera hanno riempito i giardini della Tenuta Corte Guadicciolo di Castrocielo per la convention annuale dell’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli. Non è stata solo festa, non è stato solo trionfo. Anzi: il segnale politico è stato molto netto.
La Lega slegata
Tra quei giardini non c’era Mario Abbruzzese, il Segretario organizzativo Regionale della Lega ma soprattutto il padre politico di Pasquale Ciacciarelli. Non si sono presentati i due consiglieri provinciali leghisti: Andrea Amata e Luca Zaccari. Nessuna traccia del sindaco di Frosinone di indicazione leghista Riccardo Mastrangeli. Assente giustificato e presente da remoto il deputato Nicola Ottaviani: ha parlato in video via Zoom da Montecitorio dove era bloccato dalle votazioni per la nuova legge elettorale. Tutti erano stati messi in scaletta e per tutti era stato previsto uno spazio. Chiaro il messaggio: hanno provato a lasciarlo solo.
La legittimazione politica per l’uomo che alle scorse Regionali ha preso oltre 14mila preferenze nella sola provincia di Frosinone è arrivata da quei 1.300 (la media tra piatti di pasta e rilevazione Digos). E dagli interventi del leader Matteo Salvini che ha interrotto il suo tour al Sud per intervenire in video con la folla di Castrocielo. E del vice Segretario nazionale Claudio Durigon, impegnato a Bologna per l’acclamazione a presidente della federazione nazionale della Pallavolo di Serie A.
La Lega unita
Non solo uomini sullo schermo. A Castrocielo è andato anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: è salito sul palco ed ha rivendicato una scuola moderna, al passo con i tempi, con il ritorno dei concetti di rispetto e fatica. Ed ha evidenziato il lavoro svolto da Ciacciarelli non solo nel Lazio ma per tutta la Lega. Sul palco anche Felice Squitieri, Commissario Straordinario per il Piano Casa venuto a spiegare agli amministratori presenti i vantaggi di quel Piano e le opportunità per i Comuni; ma anche per ricordare il lavoro fatto da Ciacciarelli per il recupero di tante aree ‘ferme’ nel Lazio: gli ex Cinema, i sottotetti, i solai nei centri storici…
Il clou è stato il confronto con i Presidenti delle Province del Lazio: Pierluigi Sanna ex sindaco di Colleferro eletto con cifre bulgare ed oggi vicepresidente del Consiglio Metropolitano di Roma, Luca Di Stefano Presidente della Provincia di Frosinone e Federico Carnevale, Presidente della Provincia di Latina.
Prima di loro, consiglieri Provinciali arrivati da Latina ed assessori da Anguillara, consiglieri di Roma Capitale e dirigenti leghisti dell’Urbe, senza salire sul palco è presente il sindaco di Terracina Francesco Giannetti ed il suo collega di Veroli Germano Caperna insieme al presidente del Costruttori Edili di Unindustria Arnaldo Zeppieri. Il paradosso è che mentre gli amici di sempre sono mancati, a parlare bene di Pasquale Ciacciarelli e della sua presenza costante e senza steccati politici sui Comuni del territorio sono stati quelli che stanno sull’altro fronte: come il sindaco di centrosinistra di Castrocielo Gianni Fantaccione (autore di uno spottone spontaneo per l’assessore) e dell’ex sindaco di Colleferro Sanna.
L’abbraccio di Rocca
La benedizione regionale è arrivata dal Governatore Francesco Rocca. Una volta terminato il tour con l’inaugurazione delle nuove strutture sanitarie di Alatri e di Pontecorvo è voluto andare anche lui alla Tenuta Corte Guadicciolo a Castrocielo. Ha parlato ai sindaci ed alla gente, spiegato il suo modello di sanità ed in cosa sia diverso da quello di “chi mi ha preceduto”. Come funzionerà la Salute secondo Rocca: meno Pronto Soccorso, più Medici di Famiglia disponibili per tutti ed a tutte le ore, strumentazione di ultimissima generazione per non dover più fare viaggi della speranza a Roma o in Molise. (Leggi qui: Rocca inaugura ad Alatri e Pontecorvo, poi risponde a Querqui: «Una trovata indecente»).
Tra i tavoli giurano che ci fosse anche il sindaco di Ceccano che in mattinata ha innescato una polemica proprio con Rocca. Il presidente non si nasconde: va all’attacco. Come gli fanno la domanda sembra il toro che ha appena inquadrato il drappo rosso del torero: carica a testa bassa e bolla quell’iniziativa come «una trovata indecente», ricordando che fu “chi mi ha preceduto” a spostare i servizi sanitari da Ceccano ad Amaseno ma Andrea Querqui non ha avuto remore a candidarsi con loro alle Regionali. (Leggi qui: Il presidio scatta: Querqui chiede fatti. FdI, l’Ospedale di Comunità è già deciso).
Legame stretto
Il rapporto di Rocca con Ciacciarelli è diretto, leale «Mai pentito, nemmeno per un solo minuto, di avergli affidato la delega alla Protezione Civile. Che richiede tanto impegno e tanta dedizione. Soprattutto richiede quella onestà intellettuale che Pasquale possiede”. Il vero segnale però è l’anticipazione su Stellantis Cassino Plant ed il suo futuro: Francesco Rocca avrebbe potuto annunciarla da qualunque posto, dal suo ufficio durante una conferenza stampa: è il cambio di orizzonte per il tessuto industriale nel Sud del Lazio. Ha scelto di farlo da Castrocielo. Un motivo deve esserci. Un segnale chiaro. Anche per chi non c’è andato. (Leggi qui: Rocca a novembre a Torino per i nuovi modelli Maserati: «Cassino non si vende»).
La politica, alla fine, è una fotografia. Quella scattata ieri sera a Castrocielo racconta due storie: da una parte una Lega che continua a fare i conti con le proprie fratture interne; dall’altra un assessore regionale che, nonostante tutto, resta uno dei pochi in grado di riempire un prato, chiamare a raccolta amministratori da tutto il Lazio e costringere il suo stesso partito a fare i conti con il suo peso. Per questo, più che una convention, quella di ieri è stata una prova di forza. E, forse, anche un avvertimento.
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