Aspides, Tajani: “Italia non in guerra ma missione va rafforzata”. Kallas scrive ai 27


Il ministro degli Esteri sottolinea che la missione europea nel Mar Rosso resta difensiva ma torna a chiedere il sostegno degli altri Stati membri. Una richiesta di aiuto che Tajani rinnoverà anche all’Onu: “O mandano altre unità o devono farsi carico di una parte del costo economico”, ha detto il ministro al Corriere. Kaja Kallas ha scritto ai Ventisette chiedendo più assetti navali e aerei per far fronte alle nuove minacce nel Mar Rosso

L’Italia non è in guerra e la missione Aspides resta difensiva (COS’È), ma va “rafforzata”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce così, in un’intervista al Corriere della Sera, l’importanza strategica della missione europea nel Mar Rosso. Ieri l’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, ha risposto a una lettera del ministro Crosetto concordando “sulla necessità” di rafforzare la missione e si prepara ora a coivolgere gli Stati membri. 

Tajani: “Aspides deve assolutamente continuare ed essere rafforzata”

Il ministro Tajani ha sottolineato l’importanza del Mar Rosso per il commercio italiano (vi transitano infatti il “40% dell’intero traffico marittimo commerciale dell’Italia e il 60% delle merci esportate verso l’Asia”) e ha ricordato che da mesi ormai l’Italia chiede agli altri Stati Ue di intervenire al suo fianco a sostegno della missione. Una richiesta di aiuto che il numero uno della Farnesina rinnoverà anche a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, dove incontrerà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio: “O mandano altre unità o devono farsi carico di una parte del costo economico. Aspides deve assolutamente continuare ed essere rafforzata”.




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Il caso Aspides

Il caso Aspides si è aperto con il ministro della Difesa Guido Crosetto che, per garantire il libero transito dello Stretto di Bab el-Mandeb alle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo, ha ipotizzato l’invio di navi italiane per scortare i mercantili. Navi che, ha poi precisato il ministro degli Esteri Tajani, fanno già parte di quelle “della Marina militare impiegate” nella missione Aspides dell’Unione europea che però, con le sue attuali forze, non può riuscire a sostenere la situazione nel Mar Rosso. Da qui la decisione di Guido Crosetto di inviare una lettera all’Ue. 

Kallas risponde a Crosetto

Nella missiva, indirizzata all’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas ha chiesto il potenziamento della missione europea di Aspides con l’invio di altre navi militari da parte di altri Paesi. L’Italia sarebbe pronta ad inviare anche una seconda fregata, se richiesto, ma gli altri Paesi dovrebbero contribuire a sostenere il peso finanziario dell’operazione. Kallas, dal canto suo, è sempre stata favorevole a rafforzare la missione scontrandosi però con gli altri Stati membri che materialmente inviano le navi e che, fino ad ora, non sembrano averne avuto l’intenzione. La sua riposta è arriva il giorno successivo alla lettera di Crosetto: l’Alta rappresentate ha annunciato che coinvolgerà i Ventisette sulla necessità di rafforzare la missione. 

La lettera ai Ventisette

“Vorrei richiamare la vostra attenzione sulla situazione nel Mar Rosso, che si è sostanzialmente deteriorata. La maggiore capacità di pressione acquisita dagli Houthi sullo stretto di Bab el-Mandeb con la conquista del porto di Mokha, dell’isola di Perim e delle isole Hanish rappresenta una seria minaccia alla sicurezza marittima lungo una rotta di transito internazionale fondamentale”, scrive Kallas nella lettera inviata ai Ventisette. “La situazione, che continua a evolversi mentre parliamo, sta già incidendo sugli interessi europei, con ripercussioni sulle nostre catene di approvvigionamento, e potrebbe avere implicazioni sulla nostra capacità di sostenere le nostre economie, già colpite dall’aumento dei prezzi dei carburanti – prosegue -. Per il momento, sebbene gli Houthi comunichino che colpirebbero soltanto interessi legati a Israele, permane incertezza sulla loro linea d’azione nei confronti delle navi che transitano attraverso lo stretto. In ogni caso, si trovano ora in una posizione migliore per poter potenzialmente danneggiare il traffico marittimo”. “La situazione può evolvere rapidamente e in modo imprevedibile – segnala quindi l’Alta Rappresentante -. Dobbiamo quindi agire per affrontare questa nuova minaccia. È per questo che, in vista delle prossime riunioni del Consiglio Affari esteri in formato Difesa e del Consiglio Affari esteri di settembre e ottobre, vorrei invitarvi a suggerire possibili azioni che l’Ue può intraprendere per far fronte a questa significativa sfida. Ciò include le azioni attuali e future che le nostre due operazioni navali nella regione, Aspides e Atalanta, possono prendere in considerazione”. “Una conclusione è già chiara – sottolinea -: abbiamo bisogno di più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati, per far fronte all’aumento del livello delle minacce, comprese maggiori capacità per effettuare protezione ravvicinata. In questa fase, Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri. Tuttavia, nell’attuale contesto di accresciuta insicurezza dobbiamo essere in grado di aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l’operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato. Ciò che è in gioco è il nostro obiettivo fondamentale di proteggere i nostri interessi in materia di sicurezza e prosperità, nonché la nostra credibilità e sicurezza come attore che garantisce sicurezza”. 

 


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