L’intelligenza artificiale non è più una prospettiva da osservare a distanza. Tra chatbot generativi, strumenti per la progettazione didattica, automazione documentale e nuove regole europee, le scuole sono già chiamate a confrontarsi con una trasformazione che coinvolge contemporaneamente insegnamento, organizzazione e responsabilità amministrative.
Da questa consapevolezza è nato il convegno “La Scuola aumentata: guidare l’innovazione nell’Era dell’IA”, promosso da ANDIS Sicilia a Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, e dedicato ai dirigenti scolastici. L’iniziativa ha riunito docenti universitari, esperti di innovazione, specialisti della privacy e pedagogisti per discutere come governare una tecnologia che sta modificando il modo di apprendere, insegnare e amministrare le istituzioni scolastiche.
Il dilemma dell’autonomia: l’IA come supporto o come sostituzione
Uno dei temi centrali affrontati durante il confronto riguarda il rapporto tra capacità umana e sistemi intelligenti.
A porre la questione è stato Giuseppe Anastasi, professore ordinario di Ingegneria dell’Informazione all’Università di Pisa, che ha richiamato l’attenzione su un interrogativo destinato ad accompagnare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni: questi strumenti devono agire come supporto alle decisioni oppure rischiano di sostituire progressivamente il giudizio umano?
La domanda investe direttamente il mondo della scuola. L’utilizzo crescente di sistemi generativi per produrre contenuti, sintetizzare informazioni o assistere nella valutazione degli elaborati pone infatti il problema di mantenere un controllo consapevole sui processi educativi.
I Large Language Model entrano nella progettazione didattica
Se fino a pochi anni fa l’intelligenza artificiale appariva come una tecnologia destinata soprattutto ai laboratori di ricerca, oggi gli strumenti basati sui Large Language Model sono accessibili a docenti e studenti.
Su questo aspetto si è soffermato Lorenzo Redaelli, presidente di Didattica Innovativa ETS, illustrando le possibili applicazioni dell’IA generativa nella progettazione delle attività formative e nei processi di valutazione.
Il tema è particolarmente attuale perché molte scuole stanno già sperimentando l’uso di chatbot e assistenti virtuali per supportare la preparazione delle lezioni, la produzione di materiali didattici e la personalizzazione dei percorsi di apprendimento.
La sfida non riguarda soltanto l’acquisizione di competenze tecniche, ma anche la capacità di integrare questi strumenti senza ridurre il ruolo educativo dell’insegnante.
Dalla didattica agli uffici: l’IA nella macchina amministrativa della scuola
L’intelligenza artificiale non interessa soltanto le aule.
Una parte significativa del convegno è stata dedicata alle possibili applicazioni nella gestione organizzativa e amministrativa degli istituti scolastici.
Giorgio Cavadi, formatore ed esperto di processi gestionali, ha affrontato il tema dell’utilizzo dei prompt e degli strumenti generativi per semplificare attività documentali e procedure che assorbono una parte consistente del lavoro delle scuole.
L’argomento assume particolare rilievo in un contesto caratterizzato da una crescente complessità amministrativa. Dalla redazione di documenti alla gestione delle comunicazioni, fino all’analisi dei dati, l’IA viene sempre più spesso considerata come uno strumento di supporto alla leadership scolastica e ai processi decisionali.
Privacy, GDPR e AI Act: le nuove responsabilità dei dirigenti
Accanto alle opportunità emergono però questioni giuridiche tutt’altro che secondarie.
Rossella Gobbo e Antonio Bove, esperti di privacy e protezione dei dati personali, hanno richiamato l’attenzione sulle implicazioni derivanti dall’utilizzo di piattaforme basate sull’intelligenza artificiale in ambito scolastico.
L’entrata in vigore dell’AI Act europeo si affianca infatti agli obblighi già previsti dal GDPR, imponendo alle istituzioni scolastiche una riflessione sulle modalità di trattamento dei dati, sulla trasparenza degli algoritmi e sulle responsabilità connesse all’adozione di nuovi strumenti digitali.
Per dirigenti e amministrazioni scolastiche si apre una fase nella quale innovazione e conformità normativa dovranno procedere parallelamente.
Il tema del controllo umano
La riflessione si è spostata poi sulle implicazioni culturali e filosofiche dell’intelligenza artificiale.
Antonio Fundarò, docente dell’Università di Palermo, ha affrontato il tema del controllo umano sui sistemi intelligenti, questione che attraversa oggi il dibattito internazionale sull’IA.
In ambito scolastico il problema assume una valenza particolare. La scuola non è soltanto un luogo che utilizza tecnologie, ma un’istituzione che deve educare gli studenti a comprenderne funzionamento, limiti e conseguenze.
Personalizzazione e inclusione: l’IA secondo Alessandro Biondi
Tra i temi affrontati durante la seconda giornata anche quello della didattica personalizzata.
Alessandro Biondi ha concentrato il proprio intervento sulle opportunità offerte dagli agenti educativi e dagli strumenti intelligenti per favorire percorsi di apprendimento maggiormente adattati alle esigenze dei singoli studenti.
L’interesse verso queste applicazioni deriva dalla possibilità di costruire attività più inclusive, capaci di rispondere alle differenti esigenze formative presenti nelle classi contemporanee.
La scuola oltre gli algoritmi
In un programma dominato da tecnologia, dati e automazione, uno degli interventi più orientati alla dimensione relazionale è stato quello del pedagogista e formatore Paolo Inguglia.
Attraverso attività dedicate al digital storytelling e all’educazione alla teatralità, Inguglia ha posto l’accento su una questione spesso trascurata nel dibattito pubblico: la qualità delle relazioni educative.
L’idea emersa dal confronto è che l’innovazione tecnologica non possa essere valutata esclusivamente in termini di efficienza o produttività. La scuola continua infatti a fondarsi su processi umani che riguardano ascolto, partecipazione, costruzione di significati e crescita personale.
Verso un Manifesto per l’Intelligenza Artificiale nella scuola
Dai contributi emersi durante il convegno dovrebbe nascere un documento condiviso dedicato al rapporto tra scuola e intelligenza artificiale. L’iniziativa, sostenuta da ANDIS Sicilia sotto la guida della presidente Gloriana Russitto e con il coordinamento organizzativo di Loana Giacalone, punta a elaborare una visione che tenga insieme innovazione, responsabilità e centralità della persona.
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