Il Liceo Classico, Musicale e Coreutico “D. A. Azuni” di Sassari non è solo l’unico liceo in Sardegna a offrire l’indirizzo coreutico – il che ne fa il polo di riferimento per la danza nell’isola –, ma è una delle istituzioni storiche più prestigiose d’Italia. Alla tradizione umanistica secolare e solida, con molti alunni illustri, oggi unisce modernità e innovazione. Abbiamo parlato con il professore Gioele Lumbau, docente di viola e musica d’insieme archi all’Azuni, musicista professionista e Presidente dell’Associazione Progetto Enarmonia APS.
Nel Liceo Azuni di Sassari è la storia che parla
Il Liceo è nato nel 1852, dopo che i moti del 1848 avevano posto fine alla secolare gestione ecclesiastica dell’istruzione cittadina, affidata a Gesuiti e Scolopi. Con l’Unità d’Italia, divenne Regio Liceo Classico e, nel 1865, fu intitolato al giurista sassarese Domenico Alberto Azuni. Qui si arriva da tutto il nord e centro di un’isola che non è solamente bellezze naturali, ma anche immenso bacino di cultura, tradizioni e creatività. Oltre che di impegno civile. Molti gli alunni dell’Azuni che, negli anni, hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia sarda e nazionale. In queste aule hanno studiato due Presidenti della Repubblica (Antonio Segni e Francesco Cossiga che qui prese la maturità classica nell’estate del 1944, a soli 16 anni), due segretari del Partito Comunista Italiano (Palmiro Togliatti e Enrico Berlinguer), parlamentari, intellettuali come il giornalista Attilio Deffenu o il teorico del “sardismo” Camillo Bellieni. E poi artisti come i pittori Filippo Figari e Giuseppe Biasi, gli scrittori Sebastiano Satta, Salvator Ruj, Salvatore Mannuzzu e Gavino Ledda, il poeta Angelo Mundula. Qui si lavora per realizzare una cultura di “Nuovo Umanesimo” finalizzata alla formazione di personalità positive, capaci di orientarsi nella realtà con consapevolezza e dedizione al mondo.
Il Liceo Azuni nel contesto di Sassari
Il Liceo Azuni si trova nel cuore del centro storico cittadino, una posizione simbolica e funzionale. La centralità culturale è legata alla breve distanza dalle sedi storiche dell’Università e dalla vicinanza con i principali snodi dei trasporti che permette di accogliere molti studenti pendolari, diventando punto di incontro tra la realtà urbana e quella dei piccoli comuni della provincia. L’Azuni rappresenta il volto intellettuale della città. È un istituto che poggia su una solida base socioeconomica medio-alta, ma che funge anche da ascensore sociale per gli studenti meritevoli della provincia, operando in un territorio che fatica ancora a crescere economicamente, ma che punta tutto sulla formazione di alta qualità. Rappresenta dunque un volano culturale, ma anche un potenziale motore di sviluppo. L’offerta formativa, inoltre, supera i confini regionali grazie a una rete di scambi che vede la Sardegna come un ponte verso l’Europa e le grandi istituzioni nazionali.
Le parole del professore Gioele Lumbau
“Siamo un’istituzione che coniuga la specificità del territorio con una visione globale: l’unica scuola superiore dell’isola con Carta della Mobilità Erasmus+, grazie alla quale gli studenti svolgono 5 settimane di stage lavorativo in Europa, un’esperienza che va oltre l’ambito scolastico per abbracciare competenze trasversali. L’Azuni, poi, ospita regolarmente studenti stranieri, in particolare dai Conservatori spagnoli. Negli anni, siamo riusciti a trasformare giovani talenti sardi in professionisti attivi nelle principali fondazioni lirico-sinfoniche e studenti d’eccellenza nei conservatori più importanti d’Italia”, spiega.

Tra paradosso istituzionale e visione del futuro
“La Sardegna si trova, però, oggi dinanzi a un paradosso istituzionale. Pur essendo una Regione a Statuto Speciale, la nostra autonomia scolastica appare compressa entro parametri numerici nazionali che ignorano le specificità del territorio. La soglia dei 938 alunni per il mantenimento dell’autonomia degli istituti è un criterio puramente ragionieristico che, nel contesto del calo demografico, condanna l’isola a una sorta di isolamento culturale. Per contrastare l’accorpamento selvaggio e la perdita della ‘scuola di prossimità’, che costringe molti studenti al pendolarismo, è necessario elevare la questione al piano politico-istituzionale. Dobbiamo rivendicare la nostra minoranza linguistica non solo come patrimonio culturale, ma come strumento normativo: il sardo (nelle sue due riconosciute varietà logudoresi e campidanesi) potrebbe diventare il cardine per richiedere deroghe ai target numerici, permettendo la formazione di classi più contenute e la salvaguardia di molti posti di lavoro. Se regioni come il Trentino-Alto Adige riescono a esercitare una sovranità piena sulla gestione dei propri modelli educativi è perché hanno saputo coniugare lo Statuto Speciale con la specificità etnico-linguistica. Per la Sardegna, giocare la ‘carta della minoranza’ non è una scelta identitaria, ma una necessità vitale per garantire il diritto allo studio e la resilienza delle comunità locali”, conclude Lumbau.
Il liceo Azuni tra passato, presente e futuro
In questo liceo c’è stata molta storia, ma oggi “la nostra identità deve farsi progetto economico e capacità di visione. Nonostante il percorso musicale sia stato avviato solo nel 2010 – è quindi giovane per poterne misurare un impatto significativo – esso ha già dimostrato di saper plasmare menti imprenditoriali e artistiche di altissimo profilo, capaci di imporsi anche oltre i confini dell’isola. Il successo dei nostri ex studenti – da chi oggi calca il prestigioso palco del Maggio Musicale Fiorentino a chi ritorna nelle nostre aule come docente di clarinetto – è la prova inconfutabile che la nostra formazione è attrattiva e competitiva. Questo ‘ritorno’ generazionale è il primo seme di una resistenza culturale che combatte lo spopolamento.
Il rapporto della scuola con gli enti territoriali
“Vantiamo 329 convenzioni attive con enti pubblici, aziende e terzo settore, trasformando l’orientamento professionale in un percorso di scoperta della propria vocazione. Andiamo dalla partnership strategica con la Cooperativa Teatro e Musica di Sassari per la formazione tecnica, artistica e gestionale, alle collaborazioni con l’Ordine Forense di Sassari, i Comuni, le biblioteche, gli asili nido, le associazioni corali, bandistiche e sportive e alcune aziende agricole del territorio. Il valore di questo ecosistema è dimostrato anche dall’efficacia del placement: recentemente, ad esempio, alcuni studenti sono stati assunti dagli enti presso cui hanno svolto il percorso di formazione scuola-lavoro, confermando che la sinergia territoriale è un ponte reale verso l’occupazione”, spiega Lumbau.
Le peculiarità del liceo musicale e coreutico
Il liceo musicale e coreutico è indirizzato all’apprendimento teorico e tecnico-pratico della musica o della danza. Gli studenti acquisiscono, attraverso specifiche attività di composizione, interpretazione, esecuzione e rappresentazione, la padronanza della musica (primo e secondo strumento) o della danza (classica o contemporanea), in un programma vasto e articolato. L’apprendimento della musica o della danza affianca lo studio delle tipiche materie liceali: italiano, lingua straniera, storia e geografia, filosofia, matematica, fisica, scienze naturali, storia dell’arte. Nella sezione musicale si impara a eseguire e analizzare opere di epoche, generi e stili diversi, conoscerne lo sviluppo storico e coglierne i valori estetici; partecipare a insiemi vocali e strumentali, usare le principali tecnologie elettroacustiche e informatiche relative alla musica; conoscere i codici della scrittura musicale e utilizzare ad integrazione dello strumento principale un secondo strumento. Per questo indirizzo, l’Azuni lavora con il Conservatorio Luigi Canepa di Sassari.
La giornata tipo dell’indirizzo musicale raccontata dal professore Lumbau
L’indirizzo musicale offre un percorso formativo unico, capace di fondere la preparazione culturale liceale con una specializzazione tecnica di alto livello, paragonabile a quella delle migliori accademie. “La giornata tipo inizia con le materie generaliste, come in un qualsiasi liceo, garantendo una solida base culturale”, racconta Lumbau. “All’interno dell’orario mattutino sono integrate le cinque discipline di indirizzo, per assicurare una continuità teorica e metodologica fondamentale alla comprensione profonda del linguaggio musicale. Il pomeriggio è dedicato alle lezioni individuali. Ogni studente segue lo studio di due strumenti: uno scelto dal candidato in base alla propria vocazione, l’altro assegnato dalla commissione in fase di ingresso. Questa doppia competenza è supportata da un organico d’eccellenza che copre tutte le specialità strumentali (inclusi strumenti rari come fagotto e oboe) e vanta 8 cattedre di pianoforte, un numero superiore persino a molti Conservatori. La formazione si completa poi attraverso progetti extrascolastici di alto profilo come la creazione di ensemble nate dall’unione di talenti di diverse classi per lo studio di repertori complessi o l’esibizione in contesti di rilievo per la vita culturale cittadina”.
La sezione coreutica del Liceo Azuni di Sassari
Nella sezione coreutica si apprende a eseguire e interpretare opere di epoche, generi e stili diversi, analizzandone movimento e forme coreutiche oltre ai contesti relativi a opere, generi, autori, artisti, movimenti, riferiti alla danza, anche in relazione agli sviluppi storici, culturali e sociali; utilizzare sia la tecnica classica che contemporanea, focalizzando gli elementi costitutivi di linguaggi e stili differenti; interagire nell’ambito di esecuzioni collettive. Il Coreutico è un percorso scolastico unico nel panorama italiano, pensato per chi sente la danza come una vocazione accademica. Vi si accede dopo superamento di una prova attitudinale volta a verificare le basi fisiche e tecniche necessarie per affrontare il percorso quinquennale. Anche qui la giornata tipo prevede che durante la mattina gli studenti affrontino le materie tradizionali per poi dedicarsi alla pratica coreutica. Il percorso si divide in un primo biennio, durante il quale si studiano le basi comuni sia della danza classica che della danza contemporanea, e un triennio successivo, dove lo studente sceglie un indirizzo di specializzazione tra sezione classica e contemporanea.
Studiare danza a 360 gradi
La danza si studia, dunque, anche sui libri, non solo in sala e allora vi sono tecnica della danza (per orientarsi nella pratica quotidiana), laboratorio coreutico (dove si sperimenta la composizione e l’improvvisazione), teoria e pratica musicale per la danza (per capire ritmo e struttura dei brani), storia della danza (per comprenderne le origini e le evoluzioni), anatomia fisiologica (per capire come muovere il corpo in sicurezza e prevenire infortuni). Molte le collaborazioni con le scuole di danza. “Il Liceo Coreutico non è un luogo chiuso”, ricorda Lumbau, “ma un ecosistema aperto che dialoga costantemente con il panorama coreutico nazionale e internazionale. La nostra visione si riassume nel concetto di ‘scuola senza pareti’, dove l’apprendimento si sposta dalla sala danza al palcoscenico dei grandi teatri.
Dalla Sardegna a Roma con la danza
Essendo l’unico coreutico statale della Sardegna, l’Azuni opera in stretta collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, che, per legge, deve supervisionare i programmi didattici e partecipare alle commissioni d’esame per garantire standard elevati. Così, ad esempio, da qui è partita la giovane Sara Sechi, che, nel 2025, è stata ammessa ai corsi di coreografia e danza dell’Accademia romana, a (ri)conferma della qualità tecnica dell’insegnamento sassarese. Il talento va accompagnato, spesso in silenzio ma con pazienza e dedizione, anche sui banchi di scuola, dove, con bravi maestri, i sogni possono decollare fino a diventare realtà.
Simonetta Sandri
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