Lo vediamo a ogni Design Week ma anche, seppure in misura minore, durante le altre “week” che scandiscono il calendario cittadino: a Milano il metro quadro è caro, anzi carissimo, e chiunque voglia avviare un progetto culturale è costretto a fare i conti con questa realtà. Visti i problemi del mondo “di sopra”, c’è chi ha avuto l’idea di guardare sotto il livello del manto stradale, a una rete di luoghi sotterranei che nessuno reclama perché esistono soltanto come residuo di un tempo passato. Sono i bunker antiaerei usati come riparo dai cittadini delle periferie nord della città durante la Seconda Guerra Mondiale, spazi nascosti e liminali in tutti i sensi del termine che il progetto 100 cose da non dimenticare cerca di riattivare come presidi “resistenti” dedicati alla cultura e alla memoria.
Gli esordi della Repubblica del Design e la ricerca di “tesori” nei quartieri a nord di Milano
All’origine dell’iniziativa c’è l’associazione Repubblica del Design, impegnata ormai da anni nei settori più esterni del Municipio 9, tra Dergano, Bovisa, Lancetti e Affori, al netto di incursioni in territori più centrali da un punto di vista geografico, ma comunque ai margini – memorabile, soprattutto, quella del 2023 nel carcere di San Vittore. “Nel 2019, quando avemmo l’idea di creare un nuovo distretto del design permanente a Milano, il primo passo fu fare una mappatura approfondita dei nostri quartieri per capire quali fossero le caratteristiche che potevano permetterci di distinguerci dagli altri e raccontare il valore delle periferie tutto l’anno, non solo durante la Design Week”, spiega Davide Crippa, architetto e docente universitario tra i curatori del progetto. “Qui c’erano, e ci sono ancora, diversi presidi territoriali di interesse: le università con i loro incubatori, i makerspace, ma anche la più importante concentrazione di artigiani e di fabbriche ancora operative in città, a partire dallo storico stabilimento del Fernet Branca. In quell’occasione scoprimmo anche il bunker di via Bodio, un luogo dalla storia particolare”.
1 / 8
2 / 8
3 / 8
4 / 8
5 / 8
6 / 8
7 / 8
8 / 8I bunker, da ricoveri di emergenza e infrastrutture civiche e spazi per produzioni culturali
Il “Rifugio 87”, uno dei tanti ex-ricoveri antiaerei pubblici sparsi per la città, si trova sotto una scuola elementare e tra i motivi della sua riscoperta, in anni più recenti, ci sono le parole scritte in un libro autobiografico da uno dei bambini che vi si nascondevano per sfuggire alle bombe. Il romanzo si intitola Il ragazzo della Bovisa e il suo autore è il regista Ermanno Olmi (Bergamo, 1931 – Asiago, 2018), che in seguito ricreerà l’atmosfera claustrofobica del bunker e i senso di isolamento dal mondo nei suoi film, da L’Albero degli zoccoli a Torneranno i prati. Qui, e nel Bunker Breda sotto il Parco Nord, lo scorso aprile la Repubblica del Design ha organizzato una serie di mostre storiche e di design collegate tra loro da un unico filo tematico: la Resistenza. “L’idea ci è venuta perché quest’anno, in maniera del tutto anomala, le date del Salone del Mobile comprendevano il 25 aprile”, prosegue Crippa. “Ci siamo detti che poteva avere un senso lavorare su questi luoghi, abbandonati ma comunque di grande attualità, visto che di guerra purtroppo sentiamo parlare tutti i giorni, per parlare di resistenza culturale. Nel corso degli anni abbiamo visto Milano cambiare: oggi è una città che dà sempre meno spazio ai creativi e anche la vitalità di cinque o sei anni fa si è un po’ persa”.

Un crowdfunding civico per il recupero dei bunker tutto l’anno
Il tema, in quell’occasione, è stato declinato in diversi modi: seguendo il filo della storia e della memoria, con una riflessione sui valori fondamentali da traghettare nel nuovo secolo affidata a cento aeroplani di carta e a una serie di documenti e fotografie d’epoca, mettendo a confronto le ricerche sui materiali di derivazione militare del Dopoguerra e quelle, più orientate alla sostenibilità, che si fanno oggi nelle università italiane, o ancora attraverso il racconto di progetti di design come Murano 3D, “resistenti” poiché aiutano i vetrai di Murano a rimanere sulla loro isola dotandosi di nuove soluzioni e competenze tecnologiche. La campagna di crowdfunding in corso fino al 15 giugno ha come obiettivo da la raccolta di una cifra che, raddoppiata dal Comune di Milano, servirà a far partire tutta una serie di interventi, dalla sistemazione della parte esterna del Bunker Breda all’allestimento di una mostra permanente nel rifugio di via Bodio, fino all’organizzazione di laboratori creativi e alla preparazione di un nuovo evento per il 2027. Si cerca, insomma, di uscire dalla logica delle “week” e dalla consuetudine che vuole, sì, il recupero di spazi abbandonati ma solo come cornici pittoresche per eventi temporanei, e di lavorare invece sul lungo periodo per restituire gli ex-rifugi antiaerei alla cittadinanza in maniera permanente.
Giulia Marani
Il crowdfunding su Produzioni dal Basso
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Giulia Marani
Source link


