#Finsubito news – Crisi d’impresa, quanto vale davvero la liquidazione? A Padova il confronto tra commercialisti e avvocati


Immagine generata con AI

Quando un’impresa entra in crisi, la domanda non è soltanto quanto debito debba ristrutturare per tornare sostenibile. Ce n’è un’altra, spesso decisiva nelle trattative con i creditori: quanto sarebbe effettivamente recuperabile se, anziché perseguire il risanamento, si arrivasse alla liquidazione del patrimonio?

È proprio nella distanza tra questi due scenari che si gioca una parte fondamentale delle strategie di restructuring. Perché conoscere, stimare e rappresentare correttamente il valore di liquidazione significa disporre di un parametro economico e giuridico per valutare le alternative, misurare la convenienza delle proposte e costruire accordi sostenibili.

A questo tema, particolarmente attuale nell’evoluzione della disciplina della crisi d’impresa, è dedicato “La liquidazione del patrimonio aziendale nella composizione negoziata della crisi”, l’incontro in programma mercoledì 18 novembre 2026, dalle 18.00 alle 19.30, alla Pasticceria Graziati di Padova, in Piazza dei Frutti 40.

L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Concorsualisti in collaborazione con Abilio, rientra nel ciclo itinerante AperiAbilio, otto incontri pensati per favorire il confronto tra professionisti attraverso esperienze operative, casi concreti e approfondimenti sulle trasformazioni del diritto della crisi.

Dalla diffidenza iniziale a uno strumento sempre più utilizzato

Introdotta nell’ordinamento italiano nel 2021 e successivamente integrata nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la composizione negoziata ha progressivamente conquistato un ruolo centrale tra gli strumenti di gestione delle difficoltà aziendali.

Nata come percorso volontario e stragiudiziale, fondato sull’intervento di un esperto indipendente per agevolare le trattative tra imprenditore e creditori, ha attraversato una prima fase di sperimentazione, segnata anche da diffidenze e incertezze applicative, prima di registrare una crescita significativa.

A fotografarne l’evoluzione sono i dati di Unioncamere: secondo la nona edizione dell’Osservatorio semestrale, al 15 maggio 2026 le istanze presentate dall’introduzione dello strumento avevano raggiunto quota 4.489, con 594 percorsi conclusi favorevolmente. Il Veneto, con 413 istanze, rappresentava il 9,2% del totale nazionale, collocandosi al quarto posto tra le regioni italiane.

Numeri che testimoniano una diffusione crescente, pur in presenza di margini di miglioramento nell’efficacia dei percorsi, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

Parallelamente si è evoluto anche il quadro normativo e professionale. Il correttivo al Codice della crisi del 2024 ha introdotto, tra l’altro, la possibilità di accordi transattivi con il fisco nell’ambito della composizione negoziata. Nel giugno 2026, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha pubblicato i Principi di comportamento dell’esperto della composizione negoziata, contribuendo a definire ulteriormente criteri operativi e responsabilità professionali.

È in questo contesto che la valutazione del patrimonio e il confronto tra scenari alternativi assumono una rilevanza sempre maggiore.

Il valore della liquidazione come leva nelle trattative

Il cuore dell’incontro padovano sarà il confronto tra Andrea Fontana, dottore commercialista e revisore legale di FSST – Fontana Savio Scattolin Tono & Partners, esperto in finanza aziendale e tecnica bancaria, e Andrea Olivieri, avvocato di Casa & Associati, specializzato in diritto della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Due competenze complementari per affrontare una questione che richiede necessariamente l’integrazione tra analisi economico-finanziaria, valutazione aziendale e interpretazione giuridica.

Il punto di partenza è tutt’altro che teorico: il valore del patrimonio in uno scenario liquidatorio può modificare sensibilmente gli equilibri negoziali tra debitore e creditori, diventando un riferimento per verificare la convenienza delle proposte di risanamento.

Ma quando è necessario determinare questo valore? In quale fase della composizione negoziata deve essere comunicato all’esperto e ai creditori? E soprattutto, quali criteri devono guidarne la stima e quando occorre l’intervento di un professionista indipendente?

Fontana e Olivieri affronteranno questi interrogativi attraverso una prospettiva operativa, esaminando anche le componenti che concorrono alla formazione del valore liquidatorio: aziende e rami aziendali, beni non funzionali all’attività, crediti, attività patrimoniali ulteriori e possibili effetti economici delle azioni recuperatorie, risarcitorie e revocatorie.

Un’attenzione particolare sarà dedicata al cosiddetto recovery dei creditori, ossia alla percentuale di soddisfacimento attesa nelle diverse soluzioni della crisi.

Il confronto non riguarderà soltanto l’alternativa tra risanamento e liquidazione giudiziale, ma anche la necessità di considerare altri strumenti di regolazione della crisi, ciascuno con differenti conseguenze economiche, giuridiche e temporali.

Liquidare o risanare? Una questione ancora aperta

Tra gli interrogativi che animeranno la discussione ne emerge uno particolarmente significativo: la composizione negoziata può essere utilizzata per perseguire una soluzione esclusivamente liquidatoria, senza una prospettiva di prosecuzione dell’attività d’impresa, neppure attraverso il trasferimento dell’azienda o di suoi rami?

Una domanda che tocca direttamente la funzione stessa dell’istituto, costruito attorno alla ragionevole perseguibilità del risanamento, anche mediante continuità indiretta.

Il tema apre a riflessioni sulla delimitazione dei presupposti di accesso, sul rapporto tra risanamento e dismissione patrimoniale e sulla scelta degli strumenti più appropriati in presenza di situazioni di crisi o insolvenza.

Questioni che coinvolgono non soltanto gli advisor dell’imprenditore, ma anche gli esperti indipendenti nominati nell’ambito del sistema camerale, gli intermediari finanziari, i creditori pubblici e l’autorità giudiziaria.

La sfida professionale è trasformare la valutazione del patrimonio da semplice esercizio estimativo a elemento verificabile e credibile della negoziazione, capace di orientare decisioni e accordi nell’interesse delle parti coinvolte.

A Padova prende forma un nuovo spazio di confronto professionale

L’incontro assume anche un significato particolare per il territorio.

Costituita nel 2026, la sezione di Padova dell’Associazione Concorsualisti inaugura con questo appuntamento un percorso di confronto e condivisione professionale dedicato al diritto della crisi e alle tecniche di risanamento aziendale.

L’Associazione, con sede a Verona e una storia ormai venticinquennale, rappresenta una realtà di riferimento per il dialogo interdisciplinare tra commercialisti, avvocati e professionisti impegnati nella gestione delle crisi aziendali.

Ad aprire l’incontro saranno Silvia Zenati, avvocato e dottore commercialista, presidente dell’Associazione Concorsualisti, e Claudio Palazzetti, CEO di Abilio.

La collaborazione con Abilio, operatore specializzato nei servizi per le procedure concorsuali, nella gestione delle crisi aziendali e nelle operazioni straordinarie sul patrimonio delle imprese e dei gruppi, rafforza l’impostazione concreta dell’iniziativa.

Dalla tecnica professionale alle relazioni: la formula AperiAbilio

La scelta di una sede informale come la storica Pasticceria Graziati non è casuale. Il format AperiAbilio punta a favorire un dialogo diretto tra professionisti, superando il modello tradizionale della relazione frontale per dare spazio alle domande, alle esperienze e al confronto sulle difficoltà applicative.

Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo offerto da Abilio, che sarà anche l’occasione per celebrare l’avvio dell’attività della sezione padovana dell’Associazione Concorsualisti.

Un appuntamento che unisce approfondimento tecnico e costruzione di relazioni professionali, con un obiettivo preciso: contribuire alla diffusione di competenze e metodologie capaci di rendere la gestione della crisi d’impresa sempre più consapevole, tempestiva ed efficace.

Perché il valore di un’impresa in difficoltà non si esaurisce necessariamente nel patrimonio da liquidare. La vera sfida del restructuring è comprendere quali condizioni permettano di preservare, recuperare o trasferire quel valore, individuando soluzioni sostenibili per l’impresa e credibili per i creditori.
La partecipazione agli eventi è gratuita e non è richiesto accreditamento. Per info: monica.brunelli@abilio.com
Massimo Casagrande


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