Il caso Paliotta diventa una resa dei conti Migliorelli, Salera e Leodori e il vaso di Pandora

C’è una sola frase che Achille Migliorelli ha autorizzato ad attribuirgli ufficialmente. È breve, secca, definitiva: «Il Partito democratico non è una bocciofila». Tutto il resto arriva per vie traverse, come spesso accade nel Pd quando la posta è alta, le parole pesano e nessuno vuole alzare ancora di più una temperatura già torrida. Ma il succo è chiaro.

Il rischio è che la Federazione si trasformi in un caravanserraglio, con gente che va e viene a piacimento, ognuno con le sue usanze ed i suoi modi di fare, ciascuno con la pretesa che debba essere il Pd ad adattarsi a loro e non il contrario. Migliorelli non è disposto ad accettarlo: pretende che ci siano delle regole e valgano per tutti. Ma il problema è che più di qualcuno pensa e dice che quelle regole non sono di tutti ma interpretate ad uso di una sola componente. (Leggi qui: La lettera di Paliotta scoperchia il vaso e mette all’angolo tutto il Pd).

La versione del segretario

Annalisa Paliotta

Il Segretario provinciale del PD di Frosinone contesta punto per punto la lettera aperta diffusa ieri da Annalisa Paliotta, la candidata Dem alle scorse Regionali che è passata con il centrodestra alle Comunali di Pontecorvo concluse una settimana fa con la sua elezione al Consiglio. (Leggi qui: I casi Paliotta e Isola non sono chiusi. Due lettere riaprono tutto. E c’è il caso Salera).

Il primo nodo è quello dell’unanimità, il punto su cui ieri la consigliera aveva costruito la sua difesa più robusta, accusando il Partito di «dichiarare il falso».

Migliorelli non ci sta. Conferma che Paliotta era alla riunione: non solo presente in sala ma al tavolo della presidenza, accanto a lui. E sostiene che in quella sede non disse no alla scelta di schierare il Pd come alternativa al sindaco Anselmo Rotondo: non sollevò obiezioni, non manifestò le perplessità che oggi mette per iscritto in una lettera pubblica. Dissentire, è il pensiero del Segretario, è legittimo. Farlo alla luce del sole è doveroso. Tacere in assemblea e poi ribaltare il tavolo dall’esterno è un’altra cosa.

La posizione di Migliorelli è netta anche sul piano dei principi: se si decide di andare con l’avversario, la buona creanza vorrebbe che si restituisse la Tessera. Non che si restasse dentro il Partito cercando di riscrivere la storia di quella riunione come se fosse stata uno scontro tra due posizioni legittime.

I due assessori ed il caso San Giorgio

Achille Migliorelli

Paliotta aveva usato le urne come argomento: la sua scelta aveva portato due iscritti PD in giunta, la linea ufficiale del Partito zero eletti. Un ragionamento difficile da smontare, sulla carta. Migliorelli smonta almeno una metà: uno dei due assessori indicati come tesserati PDSantamaria, non risulta iscritto al Partito. Se il conto è uno anziché due l’argomento non svanisce ma si ridimensiona. E non per una questione numerica ma perché Achille Migliorelli rivendica un altro risultato: avere costruito in queste elezioni la base per il futuro, il nocciolo intorno al quale far germogliare un’alternativa chiara e senza compromessi al centrodestra che governa Pontecorvo.

Il passaggio più politicamente carico della lettera di Paliotta era quello su San Giorgio a Liri, il riferimento alla «miopia ed egoismo» che aveva portato al commissariamento di quel Comune, guidato da un sindaco di Forza Italia nella cui giunta c’era il futuro Segretario Pd. Paliotta nella lettera fa un’allusione trasparente all’accordo tra il futuro Segretario Migliorelli ed il dominus della Lega Mario Abbruzzese

Migliorelli risponde sul merito: il sindaco di San GiorgioFrancesco Lavalle, era un civico che solo successivamente è passato in Forza Italia. E lui, Migliorelli, ha avuto il coraggio di dimettersi da quel ruolo un mese prima di diventare Segretario provinciale.

Il caso Salera

Enzo Salera

Nel frattempo si apre un altro fronte: quello del sindaco di Cassino, Enzo Salera. Nei giorni scorsi Achille Migliorelli gli aveva rimproverato, di fronte al Segretario Regionale Daniele Leodori di avere indirizzato i suoi voti nelle recenti Comunali sulla consigliera Annalisa Bracciale a Cervaro e proprio su Annalisa Paliotta a Pontecorvo. Ma Bracciale è la candidata appoggiata dall’assessore regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli e schierata con Ennio Marrocco storico esponente di Forza Italia. Una lista civica ma con una connotazione politica difficile da ignorare.

Nemmeno Enzo Salera vuole parlare del tema. Niente dichiarazioni: i panni sporchi si lavano in famiglia. Ai suoi ha spiegato che alla famosa prima riunione di Pontecorvo per decidere come schierare il Pd venne ignorata totalmente Annalisa Paliotta: nonostante fosse stata candidata sindaco e poi alle Regionali dal Pd. Anche il sindaco di Cassino è convinto che sia stato fatto perché Paliotta era una candidata scomoda: competitiva al pari degli altri ipotizzati ma nella corrente sbagliata e cioè lontana da quella del Segretario Provinciale e del Presidente Regionale.

I suoi ricordi non coincidono con quelli del Segretario Provinciale: ai fedelissimi Salera ha detto che fu proprio lui a consigliare di ripartire da Paliotta per poi lavorare su una sintesi con gli altri due nomi. Nel ricordo di Salera, proprio per essere stata snobbata, la Paliotta ha deciso di andare nello schieramento avversario traghettando lì le sue centinaia di preferenze e contribuendo a far vincere per la terza volta le elezioni ad Anselmo Rotondo.

E il caso Cervaro

Luigi Gaglione

E su Cervaro? Anche qui nei ricordi riferiti dal sindaco Salera ai suoi collaboratori più stretti c’è un’altra storia di candidati snobbati. Accadde in una riunione tenuta il venerdì sera prima delle Provinciali: il Segretario Provinciale ed il Presidente Regionale del Pd – stando a quei ricordi – assicurarono l’investitura come candidato sindaco all’assessore Luigi Gaglione. Cosa puntualmente avvenuta: Migliorelli lo candida già nel suo discorso subito dopo l’elezione a Segretario Provinciale.

Chi venne snobbato? Proprio il sindaco Enzo Salera: quella sera – stando a quanto riferito ad una ristrettissima cerchia – offrì un candidato nella lista di Gaglione assicurando che avrebbe potuto portare un buon valore aggiunto e lui stesso lo avrebbe sostenuto. Ma – ricorda – venne posto il veto perché era della stessa zona del vice di Gaglione: Salera pare abbia fatto notare che fosse vicino a Forza Italia e molto considerato dal Segretario Provinciale azzurro Rossella Chiusaroli.

A questo punto è legittimo pensare che effettivamente Salera possa essersi contato su Annalisa Bracciale: di cui è amico e dal momento che conosce bene la realtà di Cervaro dopo esserci stato per due anni al fianco del sindaco Angelo D’Aliesio.

Tutti bussano a Leodori, non solo su Paliotta

Daniele Leodori

La questione sale di livello. Il caso Paliotta passerà ora all’esame della Segreteria regionale: quella guidata da Daniele Leodori, che sulla questione ha espresso una posizione netta e pubblica. (Leggi qui: Leodori lancia la sfida: «Coalizione larga per tornare a vincere in Regione»).

Ma per quanto abbia le idee chiare, non sarà semplice: collegati a Pontecorvo ci sono i casi di FerentinoVeroli, Isola del Liri e Sora. E ora anche la posizione individuale di Salera. Ognuno con le sue sfumature, le sue specificità: punire uno solo di quei casi e lasciare impuniti gli altri rischia di innescare una guerra. Dentro al caravanserraglio.


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