Stati Uniti, offerte di lavoro sotto le attese ad agosto. Spagna, inflazione ai massimi da inizio 2023


Ad agosto le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese oltre le attese del mercato, quits rate stabile sui minimi dal 2020. In Spagna l’inflazione di settembre tocca il massimo da inzio 2023 e la versione armonizzata sale al 5%.

Ad agosto, le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese di 256 mila unità, fermandosi a 7,08 milioni; minimo da cinque mesi e sotto le attese di 7,23 milioni. Il calo ha interessato soprattutto servizi professionali, sanità, manifattura e costruzioni, con una contrazione particolarmente marcata nell’Ovest del paese. Le assunzioni sono rimaste pressoché stabili a 5,2 milioni, così come le separazioni a 5,1 milioni. Anche le dimissioni volontarie sono diminuite leggermente a 3,07 milioni, mantenendo il quits rate all’1,9%, vicino ai minimi dal 2020. Nel complesso, i dati delineano un mercato del lavoro meno dinamico, caratterizzato da minori opportunità e una ridotta propensione dei lavoratori a cambiare impiego.

Australia, banca centrale alza i tassi e resta aperta a ulteriori interventi.

In Australia la banca centrale (RBA) ha alzato di 25 punti base i tassi di interesse, portando il riferimento al 4,60%, in linea con le attese e sui massimi dal 2011. È il quarto rialzo del 2026. La decisione riflette il riaccendersi delle pressioni inflazionistiche, alimentate dall’aumento dei prezzi energetici globali, da un’inflazione domestica più persistente e da limiti di capacità produttiva ancora rilevanti. La domanda legata all’AI sta spingendo verso l’alto i prezzi dei beni tecnologici. Sul fronte interno, la crescita del PIL ha rallentato nel 2° trimestre, mentre consumi, mercato del lavoro e comparto immobiliare mostrano segnali di raffreddamento. Il board non esclude ulteriori strette per riportare l’inflazione stabilmente verso il target.

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Spagna, inflazione a settembre sale sui massimi da inizio 2023.

Il primo dato sull’inflazione di settembre nella zona Euro non è rassicurante. L’inflazione spagnola ha accelerato al 4,9% su base annua, dal 4,3% di agosto, superando le attese del 4,7% e raggiungendo il livello più alto da febbraio 2023. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dal rincaro dei carburanti, a cui si aggiunge il base effect rispetto ad agosto 2025, e dalla minore flessione dei prezzi dei pacchetti turistici. Su base mensile, l’indice CPI è aumentato dello 0,3%, dopo il +0,7% di agosto. Segnali di persistente pressione arrivano anche dall’inflazione core, salita al 3,1%, massimo da marzo 2024. L’indice armonizzato UE ha superato il 5% annuo, confermando un quadro inflazionistico ancora particolarmente intenso e spargendo i primi indizi di un potenziale nuovo intervento della banca centrale da qui a inizio inverno.

Eurozona, rallenta sentiment del settore privato a settembre 2026.

A settembre il sentiment economico dell’Eurozona è sceso a 97,9, da 98,4, risultando inferiore alle attese di 99,0 e segnando il primo calo da aprile. Il peggioramento riflette soprattutto il deterioramento della fiducia dei consumatori, penalizzata dai rincari del petrolio e dallo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto USA-Iran. Le aspettative d’inflazione sono aumentate, mentre il clima è rimasto sostanzialmente stabile tra retailer e costruzioni. Al contrario, manifattura e servizi hanno registrato un miglioramento, sebbene nel comparto industriale siano cresciute anche le attese sui prezzi di vendita. Tra le principali economie, il sentiment è peggiorato in Francia e Italia, mentre ha recuperato in Spagna, Germania e Paesi Bassi.

Stati Uniti, prezzi delle abitazioni nel mese di luglio 2026.

A luglio, l’indice Case-Shiller sui prezzi delle abitazioni nelle 20 principali aree metropolitane USA ha registrato un aumento annuo del 2,5%, accelerando dal mese precedente e superando le attese del 2,2%. Su base mensile, i prezzi sono rimasti invariati. In termini reali, tuttavia, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti per il 14° mese consecutivo, poiché l’inflazione (+3,4%) ha superato la crescita nominale dei prezzi.

Stati Uniti, indice fiducia consumatori CB scende a settembre 2026.

A settembre la fiducia dei consumatori USA ha registrato un marcato deterioramento: il Conference Board Consumer Confidence Index è sceso di 6,7 punti a 81,9, con cali sia nella valutazione delle condizioni attuali sia nelle aspettative future. L’Expectations Index, in particolare, è diminuito per il terzo mese consecutivo, raggiungendo 63,6. Parallelamente, sono aumentate le aspettative d’inflazione a 12 mesi, con la media salita al 6,1%, mentre il 68,4% dei consumatori si attende tassi d’interesse più elevati nei prossimi 12 mesi. L’ottimismo sui mercati azionari è rimasto prevalente, ma si è comunque attenuato. Il quadro riflette quindi maggiore cautela sulle prospettive economiche sulle quali pesano le tensioni geopolitiche e la recente stretta monetaria.

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