Dalla manutenzione degli aliscafi alle nuove opportunità offerte dalla blue economy: Trapani Shipyard raccoglie oltre trent’anni di competenze sviluppate nella cantieristica dei mezzi veloci e si apre oggi al mercato nazionale e internazionale. Ne abbiamo parlato con Giovanni Luca Morra, Amministratore Delegato della società, per approfondire la nascita di una nuova realtà della cantieristica trapanese che affonda le radici in oltre trent’anni di know-how e competenze sviluppate nel cantiere storico dedicato ai mezzi veloci.
Domanda: Come nasce Trapani Shipyard e quale esigenza ha portato Liberty Lines a creare inizialmente un cantiere interno?
Trapani Shipyard nasce da una scissione parziale di Liberty Lines con un duplice obiettivo: da un lato migliorare il servizio alla compagnia, dall’altro acquisire l’autonomia necessaria per operare anche per armatori terzi. La nuova società prende forma nel 2026, ma porta con sé oltre trent’anni di competenze e know-how sviluppati all’interno del cantiere storico dedicato alla flotta. Oggi Trapani Shipyard si propone in modo strutturato al mercato conto terzi, mettendo a disposizione professionalità altamente specializzate maturate nel settore dei mezzi veloci. Si tratta di un passaggio strategico che consente di ampliare il business e, allo stesso tempo, valorizzare il territorio, facendo leva sulle competenze presenti a Trapani e su una lunga tradizione marittima.
Domanda: Oltre ai mezzi veloci, il cantiere guarda anche al mondo offshore. In quale direzione?
È una delle linee di sviluppo più promettenti. Stiamo mettendo le competenze acquisite sui mezzi veloci al servizio della blue economy, supportando attività offshore, trasferimento equipaggi e lavorazioni di carpenteria legate alle infrastrutture in mare. Il Canale di Sicilia rappresenta un’area strategica e la posizione del cantiere, all’interno del porto di Trapani, ci colloca al centro di queste rotte. È un mercato in cui la nostra esperienza nella lavorazione dell’alluminio e nella gestione di sistemi complessi trova applicazioni nuove e interessanti.
Domanda: L’apertura al mercato conto terzi si sta traducendo in nuovi clienti?
Assolutamente sì. Accanto a Liberty Lines collaboriamo oggi con diverse compagnie e operatori del settore. È la dimostrazione che le competenze sviluppate sui mezzi veloci sono riconosciute e richieste ben oltre il nostro contesto originario. Diversificare la clientela significa inoltre rendere il cantiere più solido e meno dipendente dall’andamento di un singolo mercato.
Domanda: Quali tappe hanno segnato la crescita del cantiere?
In una prima fase ci occupavamo anche della costruzione di nuove unità. Con l’espansione della flotta Liberty Lines ci siamo poi concentrati soprattutto sulle attività di manutenzione e refitting, sviluppando competenze distintive nel settore degli High Speed Craft (HSC). Questo percorso ci ha permesso di diventare un punto di riferimento anche per clienti esterni. Nel tempo abbiamo realizzato importanti interventi per flotte come SNAV, Caremar e per armatori internazionali operanti in Grecia e Corsica. Oggi questo patrimonio di esperienza rappresenta uno dei nostri principali punti di forza.
Domanda: Se dovesse descrivere Trapani Shipyard in tre parole?
Know-how, crescita e prospettiva. Il nostro valore risiede nelle competenze, che continuiamo a sviluppare e aggiornare, sostenute da una visione chiara del futuro.
Domanda: Cosa rende la costruzione di un aliscafo diversa rispetto a quella di altre imbarcazioni?
È un settore altamente specialistico che integra molti principi dell’ingegneria aeronautica: la progettazione delle superfici alari, la gestione della portanza e i sistemi di stabilizzazione. Per certi aspetti siamo più vicini all’aeronautica che alla cantieristica tradizionale.
Domanda: In cosa siete tra i principali esperti nel settore HSC?
Nella capacità di gestire l’intero ciclo di vita dell’unità navale: dalla progettazione alla costruzione, fino alla manutenzione. Questo approccio integrato rappresenta uno degli elementi che ci distingue nel mercato.
Domanda: Quali sono oggi le principali sfide operative?
La lavorazione dell’alluminio, che richiede competenze altamente specialistiche, e la gestione di sistemi elettronici e di automazione sempre più sofisticati e tecnologicamente avanzati.
Domanda: Come prende forma un nuovo progetto?
Tutto parte dalle esigenze dell’armatore. Da lì si sviluppa un processo iterativo che definiamo una vera e propria “spirale di progetto”, attraverso cui la configurazione evolve progressivamente integrando soluzioni tecniche, propulsive e di sicurezza sempre più raffinate.
Domanda: Quali sono le tempistiche?
Generalmente servono cinque o sei mesi di progettazione prima dell’avvio della produzione. Le attività di ottimizzazione, tuttavia, proseguono anche nelle prime fasi costruttive.
Domanda: Quali tecnologie stanno trasformando il settore?
Sicuramente l’automazione e la robotica applicate alla saldatura, sebbene con alcuni limiti legati alle produzioni non seriali. Un ruolo crescente lo sta assumendo anche l’intelligenza artificiale, soprattutto nella previsione di tempi e costi di lavorazione.
Domanda: Il Gianni M è considerato un progetto simbolo. Cosa rappresenta per voi?
Il Gianni M, varato nel 2016, è ancora oggi il più grande aliscafo al mondo e uno dei più efficienti. Rappresenta in modo concreto la nostra capacità di innovare, grazie a uno scafo evoluto e a soluzioni idrodinamiche e propulsive avanzate. L’obiettivo era aumentare la capacità di trasporto mantenendo elevati standard di prestazione ed efficienza, e il risultato ottenuto conferma la validità delle scelte progettuali.
Domanda: Quali professionalità lavorano all’interno del cantiere?
Oggi impieghiamo circa sessanta persone tra ingegneri, tecnici, operai specializzati e personale amministrativo. Le competenze spaziano dalla lavorazione dell’alluminio all’impiantistica, fino ai sistemi di bordo.
Domanda: Il vostro lavoro riguarda esclusivamente le imbarcazioni?
No. Le competenze che abbiamo sviluppato trovano applicazione anche oltre la cantieristica tradizionale. Realizziamo infatti lavorazioni che nascono dalle stesse capacità di progettazione, saldatura e meccanica impiegate sulle navi. Questo ci consente di offrire un servizio più completo e di valorizzare pienamente sia l’impianto produttivo sia le professionalità presenti in cantiere.
Domanda: Qual è l’aspetto meno conosciuto del vostro lavoro?
L’impegno costante dedicato alla formazione del personale, alle certificazioni e al rispetto degli standard di qualità, sicurezza e ambiente. Parallelamente stiamo lavorando per internalizzare un numero sempre maggiore di attività e ampliare ulteriormente le competenze disponibili.
Domanda: Cosa rende Trapani Shipyard un partner affidabile per un armatore esterno?
Da una parte ci sono l’impianto e la capacità produttiva: gestiamo oltre cento commesse all’anno e disponiamo di un’organizzazione in grado di affrontare progetti di diversa complessità. Dall’altra c’è il sistema qualità. Stiamo completando le certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 con RINA e manteniamo qualifiche di saldatura conformi agli standard internazionali. Per gli armatori questo rappresenta una garanzia concreta di affidabilità, organizzazione e miglioramento continuo.
Domanda: Quali sono le sfide del futuro?
L’efficientamento energetico e l’integrazione di tecnologie green, che rappresentano oggi una delle sfide più complesse per il settore dei mezzi veloci.
Domanda: Quale contributo può offrire Trapani Shipyard alla mobilità marittima del futuro?
Crediamo di poter svolgere un ruolo importante sia nello sviluppo di nuove unità sia nella riqualificazione delle flotte esistenti, mettendo le nostre competenze al servizio di un mercato sempre più ampio e diversificato.
Domanda: Di quale progetto va più orgoglioso?
Sicuramente del Gianni M, ma anche della nascita stessa di Trapani Shipyard. È una sfida importante per il territorio e un investimento concreto sul futuro della cantieristica locale.
Domanda: Cosa prova quando vede un aliscafo entrare in servizio?
Grande emozione perché si tratta di vedere una idea che si è trasformata in qualcosa di reale. Vedere un aliscafo navigare significa sapere di aver contribuito a creare un’opera concreta, utile alle persone ogni giorno, destinato a durare nel tempo.
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