“I poveri siano prioritari nel dibattito”


Roma è terza in Italia per reddito pro capite, dopo Milano e Bologna, con 32.501 euro di media nel 2024. Nonostante ciò, come emerso dalla relazione di Salvatore Monni (Roma Tre, co-autore di “MappaRoma”), i dati territoriali rivelano una drammatica frattura socio-economica. Il quadro dipinto dal docente, ex collaboratore di Andrea Catarci in Campidoglio, è frutto dell’unione dei report sulla città elaborati nell’ultimo anno da Caritas Roma, Cgil Roma e Lazio e Cisl Roma e Rieti, per la prima volta unite nel lanciare un appello alla politica: “La Capitale è ricca ma invivibile, le differenze sono troppe, bisogna rimettere al centro delle scelte la vita delle persone più fragili”. 

Caritas, Cgil e Cisl unite contro le disuguaglianze

L’occasione in cui si è sancito questo nuovo “patto” è un incontro nella sala del Carroccio, proprio in Campidoglio. Una sala forse troppo piccola per contenere tutti i partecipanti, vista la presenza di due grosse sigle sindacali (Cgil e Cisl) e di Caritas, ma anche esponenti del Terzo Settore e volontari delle tre realtà che ogni giorno hanno a che fare con senza dimora, anziani, donne sole, disoccupati, malati. “Bisogna tutelare le persone e le famiglie messe sempre più alla prova, per questo abbiamo deciso di far incontrare sensibilità diverse, per capire quali possono essere le proposte comuni e stringere un rapporto di collaborazione sui territori” ha esordito Giustino Trincia, direttore di Caritas Roma. “Le sentinelle della città siete voi” ha salutato Svetlana Celli, presidente dell’assemblea capitolina. “I dati Istat e i vostri studi ci riportano numeri preoccupanti su povertà e lavoro a Roma. Il Governo fa interventi sport utili solo al consenso immediato, invece servono risposte strutturali per i giovani, la casa, le periferie” ha aggiunto. 

La spaccatura economica tra Parioli e Tor Bella Monaca

Durante l’evento, il professor Monni ha esposto il suo lavoro di unione e sintesi dei tre report sulla città di Caritas, Cigl e Cisl. Colpisce un dato: “Tra il 2019 e il 2024 la distanza di reddito tra la ‘città ricca’ e la ‘città del disagio’ si è ampliata di quasi 4mila euro. Il divario è netto nel confronto tra i Parioli, dove si arriva a 78.500 euro medi a contribuente, e il quadrante Tor Bella Monaca/Torre Angela dove si scende a 21.700 euro: sono quasi 57mila euro di scarto” sottolinea Monni. Una distanza che si è andata ad ampliare e che cela l’invivibilità di Roma per ampie fasce della sua popolazione, che soffre anche la difficoltà di accesso ai servizi basilari. Questo anche perché, a causa dei costi delle case all’interno del Raccordo “nell’ultimo trentennio la geografia cittadina si è spostata sempre più fuori: dal 2001 a oggi Roma ha perso 200mila residenti dentro i confini, mentre nell’hinterland sono aumentati di 300mila unità”. Una vera e propria fuga dalla città disuguale, ingiusta e inaccessibile che è Roma oggi, nonostante i miliardi piovuti dal cielo con i grandi eventi (dal Giubileo del 2000 a quello del 2025), il Pnrr e gli introiti del turismo. 

Le dichiarazioni dei redditi dei romani: la classifica dei quartieri più ricchi e più poveri

Le testimonianze dai territori

Ma al di là dei numeri, che già sono rilevatori, sono le storie a far capire cosa significhi Roma per tante famiglie. Un volontario Caritas, che opera nel settore nordest (che include quartieri benestanti come Parioli e Montesacro, ma anche più in difficoltà come il Tiburtino e dintorni), racconta dell’emergenza barbonismo domestico: “Una condizione che interessa spessissimo anziani soli. I senza dimora sono sempre di più, tanti italiani, molti con disagio mentale e sempre più giovani. Per questo in IV municipio con l’Asl Roma 2, l’amministrazione locale, Croce Rossa e Sant’Egidio abbiamo aperto un tavolo apposito sul disagio mentale”. Dal sindacato pensionati di Cgil emerge un dato: il 40% delle famiglie sotto povertà ha almeno una persona non autosufficiente nel nucleo. Per questo “abbiamo deciso, dal Covid in poi, di aprire sempre più sportelli territoriali per intercettare i nuovi bisogni”. 

Il dramma della casa

Particolarmente sentito l’intervento di Paolo Rigucci, sindacalista della casa per Sicet: “Quello che va capito è che le persone qui presenti nelle periferie non hanno bisogno di andarci, perché ci vivono, ci stanno ogni giorno. Siamo però stufi di fare le sentinelle. Mi occupo di casa, tema che adesso sembra andare tanto di moda. Roma è la città dei proprietari, ma il 30% vive in affitto: è tanto. E poi ci sono gli sfratti, circa 4mila l’anno, ho paura a sapere i dati aggiornati del ministero tra qualche settimana: queste persone uscite di casa dove vanno? A Roma non c’è nulla, non hanno posti dove andare”. E quando qualcuno dal pubblico chiede polemicamente “qual è la soluzione che fornite?”, Ragucci risponde: “Bisogna salire di un piano e andarlo a chiedere a chi sta in consiglio”. Svetlana Celli, andata via prima proprio per presiedere l’assemblea, non può sentire. 

“Adesso Campidoglio deve dare risposte”

Rosita Pelecca di Cisl Roma e Rieti sottolinea l’importanza dell’unità con Caritas e Cgil, e spiega che l’iniziativa del 24 settembre è mossa da un bisogno: “Capire come sono cambiati i bisogni. Roma merita risposte, noi cerchiamo di sopperire a ciò che non arriva dalle istituzioni, dobbiamo fare ancora meglio. Indubbiamente l’amministrazione attuale ha fatto quello che ha potuto al massimo delle sue possibilità, ma quando si va nel dettaglio, quando ci si addentra si notano le disuguaglianze, che sono enormi”. Natale Di Cola, Cgil Roma e Lazio, ricorda che entro la fine dell’anno il sindaco Gualtieri dovrà dare risposte alla richiesta unitaria (Cgil, Cisl e Uil) rispetto a maggiori risorse a bilancio per il welfare e il taglio dell’Irpef: “I termini sono questi, se non ci dovesse essere risposta allora il giudizio su questo aspetto non potrà essere positivo. Da quattro anni aspettiamo risposta sull’eliminazione della sovrattassa Irpef dello 0,4%, chiediamo investimenti sui lavoratori delle partecipate e sull’eliminazione delle liste d’attesa per disabili e anziani. Abbiamo fatto tanto durante il Giubileo con il Comune per migliorare la qualità del lavoro negli appalti, ma questo è il momento del giudizio. Siamo fiduciosi”. 

Caritas: “La politica si converta e scelta di pensare ai poveri”

Per Giustino Trincia “la politica deve convertirsi e fare delle scelte, osare, mettere al centro le persone fragili e povere, perché le loro esigenze sono le più vicine al bene comune”. Il direttore di Caritas Roma commenta poi l’azione pubblica di Regione e Comune negli ultimi anni: “I problemi sono complessi, ma ci sono stati segnali di apertura e miglioramento importanti, basti pensare all’arricchimento della rete dei servizi. Ma anche i confini della precarietà si sono ampliati, un problema italiano e non solo romano: dal 2008 a oggi la povertà è triplicata. Per questo chiediamo un cambiamento radicale nelle politiche pubbliche”. 


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