La regione governata da Attilio Fontana è l’unica a non aver optato per le “misure compensative” consentite dal governo. Ma Salvini spinge per ottenere un nuovo rinvio
A meno di un intervento dell’ultimo minuto da parte del governo, dal 1° ottobre la Lombardia potrebbe vietare la circolazione delle auto diesel Euro 5. Il blocco, in realtà, era previsto già per l’anno scorso e coinvolge quattro regioni del Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il partito che più di tutti si è speso politicamente per rinviare questa misura è la Lega, che lo scorso anno spinse per un decreto-legge che consente di fatto di aggirare l’entrata in vigore del blocco, a patto di adottare una serie di misure compensative per ridurre le emissioni inquinanti. Tre regioni hanno scelto proprio questa strada, mentre la Lombardia – che peraltro è governata proprio dalla Lega – è l’unica a non impedire il divieto.
L’eterno problema dello smog in Pianura Padana
Negli ultimi anni, l’Italia è finita più volte sotto procedura d’infrazione a causa degli alti livelli di inquinamento atmosferico in Pianura Padana, una delle zone con la peggiore qualità dell’aria di tutta l’Unione europea. Secondo i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente, la presenza di polveri sottili causa ogni anno circa 40mila morti premature nelle regioni del Nord Italia. Il traffico su strada è uno dei principali responsabili dell’immissione di ossidi di azoto in atmosfera. E le vetture diesel, in particolare, presentano livelli più elevati delle auto a benzina e, ovviamente, delle elettriche, che non hanno alcun tubo di scappamento.
Ci sono diverse ragioni per cui il Nord Italia ha l’aria così inquinata. Innanzitutto, c’è un problema di tipo orografico: la posizione della Pianura Padana, “chiusa” tra le Alpi e l’Appennino, ostacola la circolazione dell’aria e favorisce l’accumulo di sostanze inquinanti. A questo si aggiunge il fatto che proprio al Nord si concentrano molte industrie e allevamenti intensivi, tra le principali fonti di inquinamento atmosferico insieme ai sistemi di riscaldamento degli edifici e al traffico veicolare, specialmente nei grandi centri urbani.
Le condanne della Corte di giustizia Ue e i decreti del governo Meloni
Nel 2023, in seguito a una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea, il governo di Giorgia Meloni approvò un decreto per recepire il divieto di utilizzare veicoli diesel Euro 5 (cioè immatricolati fino al 2015) nei comuni con una popolazione superiore ai 30mila abitanti di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Quel divieto sarebbe dovuto scattare a ottobre del 2025, ma il governo decise di rinviarlo di un anno, alzando da 30mila a 100mila la soglia di abitanti delle città coinvolte dal divieto.
La scorsa primavera, il Parlamento ha approvato un altro decreto-legge che consente una scappatoia per aggirare in toto il divieto, a patto di adottare misure di compensazione in altri settori, per esempio accelerando la decarbonizzazione degli edifici. Una misura fortemente contestata dagli ambientalisti, che accusano il governo Meloni di voler semplicemente rimandare gli interventi strutturali necessari per migliorare davvero la qualità dell’aria nella Pianura Padana.
Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto evitano il blocco
Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno approfittato della scappatoia creata dal governo. «La tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini. Non possiamo imporre un nuovo costo a chi magari utilizza l’auto ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, assistere un familiare o mandare avanti la propria attività. La sostenibilità deve essere anche economica e sociale», ha spiegato il presidente del Veneto, Alberto Stefani. Tra le misure compensative che verranno introdotte dalla Regione, rientrano l’imposizione di un tetto alle temperature del riscaldamento di uffici e negozi, la possibilità di agevolare lo smart working per alcune categorie di dipendenti pubblici, l’incentivo al bike to work, agevolazioni per il trasporto pubblico locale e nuovi eco-incentivi.
A optare per questa strada è anche l’Emilia-Romagna, l’unica delle quattro regioni coinvolte governata dal centrosinistra. «Continuare ad avere un mix di misure può essere giusto e corretto anche l’anno prossimo. Sono favorevole, penso che si debba ragionare in maniera laica. Bisogna ridurre le emissioni nocive, e se si trovano altre misure che vanno in questa direzione, è giusto farlo. Se nel frattempo si mette anche qualche incentivo, perché le persone che hanno dei diesel euro 5 possono sostituire la macchina, anche quella è una cosa giusta e sensata», ha commentato il presidente di regione, Michele de Pascale, a margine del Festival di Open a Parma.
La Lombardia verso il divieto per le auto diesel Euro 5
La Lombardia, al contrario delle altre tre regioni coinvolte, ha deciso di non rinviare il divieto. Dal 1° ottobre, dunque, scatterà il divieto di circolazione delle auto diesel Euro 5 nei comuni con più di 100mila abitanti, ossia Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il blocco sarà valido dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30. I dati dei registri automobilistici mostrano che le auto diesel Euro 5 in Lombardia sono 443mila su un totale di 6,5 milioni, ossia circa il 7% del parco circolante regionale. Queste vetture, a partire dal 1° ottobre, non potranno più circolare nelle quattro città dove scatta il divieto. Il 1° ottobre 2027, lo stesso blocco scatterà anche per furgoni, veicoli commerciali leggeri e minibus diesel Euro 5. Un anno più tardi, il divieto si estenderà anche ai camion sopra le 12 tonnellate e gli autobus.
Il pressing di Salvini per un nuovo rinvio
A far slittare, per il secondo anno consecutivo, il blocco delle auto diesel Euro 5 in Lombardia potrebbe essere un altro intervento del governo. A chiederlo è ancora una volta Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, che ha annunciato di voler portare la questione all’attenzione dell’esecutivo. «Giovedì ci sarà un Cdm di cui non so ancora l’ordine del giorno, ma chiederò di inserire anche un decreto sugli Euro 5 in Lombardia», ha detto il segretario del Carroccio.
Foto copertina: ANSA/Mourad Balti Touati
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