Societe Generale, fino a 600 milioni di risparmi con l’AI: obiettivi del piano 2029 oltre le attese


Societe Generale alza l’asticella sulla redditività, promette nuovi tagli ai costi e punta a restituire agli azionisti oltre 21 miliardi di euro nei prossimi quattro anni. È il cuore del nuovo piano strategico presentato il 21 settembre dall’amministratore delegato, Slawomir Krupa, che mira a rilanciare la seconda banca francese quotata per dimensioni.

Rote fino al 15%

Per il 2029 Societe Generale ha previsto un rendimento del patrimonio netto tangibile (Rote) compreso tra il 13% e il 14% (12,9% la stima del consenso) rispetto all’11% stimato per fine 2026, un livello più basso di quello dei concorrenti. Nel 2030 e negli anni successivi è atteso al 15% (13,1% il consenso).

Nuovi tagli ai costi

I costi elevati e la redditività debole hanno penalizzato la banca per anni. Il ceo Krupa si è impegnato a cambiare questa situazione dopo aver assunto la guida nel 2023 e aver lanciato un primo piano triennale che ha iniziato a dare risultati dopo un avvio difficile.

Tra i nuovi obiettivi dell’istituto di credito c’è anche un taglio dei costi al di sotto di 16,3 miliardi di euro entro il 2029 (rispetto ai 16,9 miliardi previsti dal consenso) con una diminuzione del 2% rispetto ai livelli del 2026, tramite una riduzione della spesa IT e del numero dei dipendenti attraverso il naturale ricambio del personale.

In precedenza Krupa aveva apportato cambiamenti profondi ai vertici della banca, posto fine a una politica particolarmente generosa di lavoro da remoto e annunciato quasi 3.000 riduzioni di posti di lavoro.

Ora punta a un rapporto costi/ricavi inferiore al 55% entro il 2029 rispetto all’obiettivo attuale del 60%. Si prevede, in particolare, che i ricavi aumenteranno a un tasso medio annuo del 3% nel periodo 2026-2029. Il che implica ricavi superiori a 30,6 miliardi nel 2029, rispetto ai 30,7 miliardi previsti dal consenso.

L’AI consentirà di ridurre i costi fino a 600 milioni di euro

Più nel dettaglio, Societe Generale si attende che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale contribuirà in maniera significativa agli sforzi di riduzione dei costi, almeno per 500-600 milioni di euro. Circa 350 milioni di questi risparmi sono già «incorporati» nelle previsioni fino al 2029.

Al contempo si aspetta benefici dalla collaborazione strategica con il colosso statunitense dell’intelligenza artificiale Anthropic. Molte banche hanno dichiarato che l’AI avrà un ruolo sempre più importante per renderle più efficienti e alcune hanno persino stimato quali potrebbero essere le conseguenze sull’occupazione. Secondo Morgan Stanley le banche europee potrebbero ridurre il numero dei dipendenti fino a un quinto.

Societe Generale vede un potenziale per l’AI in aree quali la reportistica automatizzata e il monitoraggio dei dati finanziari, nella riduzione dei costi di programmazione o nell’aumento delle capacità di consulenza offerte ai clienti.

Ridurre il gap con Bnp Paribas

Negli ultimi due anni Societe Generale ha visto migliorare la propria performance, registrando profitti in crescita grazie ai tassi di interesse più elevati, che hanno spinto l’utile, e al programma di riduzione dei costi. Krupa però spera che questo nuovo piano strategico venga accolto più favorevolmente rispetto al precedente, presentato a settembre del 2023, che aveva fatto crollare l’azione alla borsa di Parigi. E per ora la reazione degli investitori è positiva: il titolo il 21 settembre è salito in chiusura dell’1,76% a 73,87 euro.

«Oggi entriamo in una nuova fase. La nostra ambizione è chiara: accelerare la crescita redditizia e mantenere una rigorosa disciplina sui rischi e sui costi», ha dichiarato l’ad. Tuttavia, la banca vale la metà della rivale francese Bnp Paribas (capitalizzazione di mercato di 54,5 miliardi di euro vs 110,9 miliardi) e deve dimostrare di essere in grado di generare una crescita sostenibile, mentre le banche digitali si stanno espandendo nel mercato francese del retail e le banche statunitensi continuano a guadagnare terreno nell’investment banking.

La banca digitale del gruppo, BoursoBank, punta a superare i 14 milioni di clienti alla fine del 2029 rispetto ai 9,1 milioni del secondo trimestre del 2026, con un obiettivo di attività in gestione di 115 miliardi dagli 84 miliardi del secondo trimestre. E gli investimenti nella divisione Global Banking and Investor Solutions saranno tra le attività che guideranno la crescita della banca nei prossimi anni.

La promessa di 21 miliardi di euro agli azionisti

La nuova politica di distribuzione del capitale agli azionisti prevede un payout del 50%, suddiviso equamente tra dividendi e riacquisti di azioni proprie, oltre a un’ulteriore distribuzione del capitale in eccesso rispetto a un ratio Cet1 del 13%, presumibilmente attraverso ulteriori riacquisti di azioni.

La prima componente dovrebbe ammontare a oltre 13 miliardi di euro nel periodo 2026-2029, mentre la seconda dovrebbe aggiungere 8 miliardi di euro, portando il ritorno di capitale agli azionisti a oltre 21 miliardi di euro nell’arco dei prossimi quattro anni fino al 2029. Questo dato si confronta con i 24 miliardi di euro stimati da Citi e con i 20,8 miliardi del consenso.

Il nuovo orientamento verso la crescita non significa necessariamente che Societe Generale possa svolgere un ruolo attivo nell’ondata di consolidamento che sta ridisegnando il settore finanziario europeo. Anche perché Krupa dovrà affrontare un contesto politico e fiscale difficile in Francia in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.

Gli analisti

A detta di Citi gli obiettivi al 2029 di Societe Generale sono sostanzialmente in linea con le sue aspettative e leggermente migliori rispetto alle previsioni del consenso. Ma, cosa importante, i ricavi e la base dei costi impliciti per il 2029 indicano una traiettoria ancora migliore, con costi molto più bassi rispetto a quelli previsti dal consenso. La società ha inoltre indicato un Rote superiore al 15% per il 2030, ben al di sopra delle aspettative del consenso.

Anche la politica di distribuzione è stata aggiornata, con l’obiettivo di restituire più di 21 miliardi di euro nel periodo 2026-2029, pari a oltre il 37% della capitalizzazione di mercato, ancora una volta leggermente al di sopra del consenso, «e ci aspettiamo che tale cifra venga superata», aggiunge Citi che quindi si attende che questo piano venga accolto favorevolmente dal mercato. E ha ribadito una raccomandazione buy e un target price a 96 euro sull’azione. (riproduzione riservata)


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