Cantiere fantasma e degrado: i fondi del Pnrr sono andati persi?


Un ritratto d’altri tempi che oggi suona quasi come una beffa. Era l’11 agosto del 2025 quando l’allora sindaco Pietro Tidei annunciava con toni trionfali sui social l’avanzamento “a ritmo serrato” dei lavori per la nuova pista ciclopedonale di via delle Colonie.

Un’opera ambiziosa da circa 1,5 milioni di euro, finanziata con i fondi del Pnrr, destinata nelle intenzioni a ricucire la viabilità cittadina con oltre 1,5 chilometri di percorso tra la rotonda di Poggio Bellavista e l’ex cementificio.

A distanza di oltre un anno da quell’annuncio, e nonostante nel frattempo si sia insediata una nuova giunta comunale, la realtà sul campo racconta tutta un’altra storia: il cantiere è rimasto praticamente congelato allo stato di allora, lasciando il quartiere in un limbo paralizzante.

Quello che doveva essere un corridoio verde e sicuro per unire le scuole dell’istituto Carducci, la Città dello Sport e l’area del “Cantinone”, si è trasformato in un incubo logistico. Nessuna traccia dei parcheggi promessi per alleviare la sosta in via delle Colonie, né dell’accessibilità garantita al porto turistico tramite l’ampliamento del Ponte Valdambrini.

Anziché uno spazio aperto a podisti, ciclisti e persone con mobilità ridotta, l’intera zona vive quotidianamente i disagi di una viabilità mutilata, tra transenne arrugginite, deviazioni provvisorie diventate definitive e materiali da costruzione lasciati incustoditi.

Un disagio divenuto ancora più grande in questi mesi estivi, dove il quartiere si è popolato di villeggianti, i soliti che dagli anni ‘60 riempiono le strade di Santa Marinella e che fortunatamente garantiscono linfa vitale a tutta l’economia cittadina.

Oltre al danno funzionale, c’è il pugno nell’occhio estetico. L’area che avrebbe dovuto riqualificare il quartiere offre oggi una vista desolante di degrado e incuria. Il cambio di passo della nuova amministrazione, auspicato da molti per dare impulso all’opera, non si è ancora visto: il cronoprogramma stringente legato ai fondi europei rischia ora di trasformarsi nell’ennesimo fallimento burocratico.

Un quadro di degrado urbano è reso ancor più drammatico dall’immondizia accumulatasi ai margini della strada, immondizia che ben si nasconde tra le sterpaglie cresciute proprio laddove doveva nascere la bella e funzionale pista ciclabile. Cuscini, latte d’olio, cartacce, ferri arrugginiti e chi più ne ha più ne metta è quello che rimane di un progetto che doveva essere e che chissà se e quando mai sarà.

E infine, la parentesi “Cantinone”, un’area stupenda al centro di S. Marinella, un polmone verde che anno dopo anno vede seccarsi alberi secolari, un terreno diventato una specie di discarica abusiva, piena di calcinacci e mezzi abbandonati, tra i quali spiccano con le loro “romantiche” figure un camion e un’ambulanza, per non parlare dei container rotti e abbandonati a se stessi; una vera e propria coltellata nel cuore dei residenti e di chi ama S. Marinella.

Un luogo che la stessa amministrazione Tidei non era riuscita a valorizzare, non avendo fatto un bando pubblico per l’affidamento in gestione.

Ad onor del vero era stato raggiunto un temporaneo accordo e l’area era stata concessa dal Comune in comodato d’uso gratuito al Nucleo di Protezione civile dei Sommozzatori per ospitare mezzi e attrezzature di emergenza, lo stesso Nucleo aveva provveduto alla pulizia dell’intera zona, salvo poi defilarsi dopo qualche mese per un accordo che probabilmente non si è mai concretizzato; ma queste sono solo supposizioni, visto che nessuno ha mai pensato di mettere la cittadinanza a conoscenza dei fatti.

La nuova amministrazione, di tutta questa situazione, non può e non deve lavarsene le mani, perché una politica virtuosa come prima “missione” ha quella di dare continuità al lavoro imbastito, seppur con delle lacune, da chi ha governato precedentemente, senza lasciar morire dei progetti in stato d’avanzamento; anzi, se ne ha le capacità deve cercare di fare ancora meglio dei predecessori.

I cittadini, esausti ormai da anni di attesa e promesse non mantenute, chiedono risposte. Quando si deciderà la politica locale a restituire al quartiere in particolare, e alla città tutta in generale, la vivibilità che merita? Allo stato attuale delle cose non si sa nulla, tutto tace.

Le ultime parole del Comune in merito a questa spinosa situazione risalgono ad inizio estate, quando una nota congiunta firmata dai capigruppo della nuova maggioranza Bruno Ricci, Paola Rocchi, Roberta Ara e Daniele Fedrigo aveva provato a spiegare le motivazioni che avevano bloccato le opere e lo stato dei progetti del Pnrr a S. Marinella.

I consiglieri avevano denunciato gravi criticità, errori di progettazione e difformità esecutive che rischiavano di compromettere i finanziamenti europei. Dall’esame della documentazione e dalle verifiche sul campo erano emerse presunte discrepanze sostanziali tra i progetti approvati e quanto realizzato: presunte modifiche senza le necessarie autorizzazioni o le varianti previste, che mettevano a rischio la regolarità stessa dei cantieri. Secondo la maggioranza, questi ritardi avevano un’origine ben precisa che risaliva al 2021, ben prima dell’insediamento della commissaria prefettizia e della giunta guidata dal sindaco Manuelli.

L’amministrazione comunale del sindaco Alessio Manuelli si era detta pronta ad attivare ogni strumento utile per salvare le opere recuperabili. La relazione del Collegio dei Revisori aveva confermato la presenza di questioni aperte.

Lo snodo decisivo era stato individuato nella scadenza del 31 agosto: entro tale data, infatti, avrebbe dovuto essere completata tutta la documentazione richiesta per capire quali interventi avrebbero potuto essere salvati.

I capigruppo di maggioranza avevano chiarito che, subito dopo questa scadenza, sarebbe stato inevitabile procedere a un “accertamento puntuale di tutte le eventuali responsabilità amministrative, tecniche e gestionali che avevano determinato il caos attuale, per rispetto dei cittadini e per garantire la massima trasparenza”. Ad oggi nessuna risposta.

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