Hong Kong rafforza la sua ambizione di trasformarsi in una piattaforma globale tra capitale e tecnologia, portando il deeptech cinese sulla scena internazionale con il lancio dell’Asia Innovation & Technology Enterprises Going Global Association (AITEGA).
Quasi 300 rappresentanti di governo, finanza e industria hanno preso parte al lancio dell’iniziativa, con una forte presenza di imprenditori e funzionari dalla provincia dello Zhejiang, da tempo uno dei motori della trasformazione digitale cinese.
Hangzhou, capitale dello Zhejiang, ospita Alibaba e i cosiddetti “sei piccoli draghi” della tecnologia cinese – DeepSeek, Game Science, Unitree, DEEP Robotics, BrainCo e Manycore Tech.
Una fucina di imprenditori e talenti tecnologici, pronta ora a estendere la propria influenza oltre i confini nazionali grazie all’infrastruttura finanziaria e alla rete internazionale di Hong Kong.
Hong Kong: un ponte fra Zhejiang e il mondo
Per gli imprenditori dello Zhejiang, la città non rappresenta soltanto un canale privilegiato verso i capitali. Offre visibilità su mercati di consumo diversificati, un accesso diretto al Sud‑Est asiatico e una piattaforma per la collaborazione transfrontaliera.
La scelta del Chief Executive John Lee di includere, lo scorso anno, Han Bicheng (BrainCo) e Wang Xingxing (Unitree) nel suo Consiglio di Consulenti nella categoria “innovazione e imprenditorialità” ha dato ulteriore forza a questa convergenza.
La loro presenza testimonia la volontà di Hong Kong di intensificare i legami con lo Zhejiang e di proporsi come trampolino di lancio per startup continentali con ambizioni globali.
Nel 2025, Hong Kong è stato uno dei motori della raccolta fondi a livello globale grazie alle quotazioni in borsa, raccogliendo 286 miliardi di dollari di Hong Kong (36,5 miliardi di dollari americani), e posizionandosi al terzo posto nel Global Financial Centres Index.
La ripresa del mercato è sostenuta da liquidità abbondante e da una partecipazione internazionale senza precedenti, con tecnologia e intelligenza artificiale affermatesi come un imporante volano di crescita, secondo Kelvin Teo di HKEX.
Al summit, i funzionari hanno rimarcato come la doppia anima di Hong Kong – finanza e innovazione – offra alle imprese asiatiche un percorso strutturato per crescere su scala globale. AITEGA sostiene questa traiettoria facilitando l’espansione internazionale, fornendo un quadro che riduce i rischi di conformità e colma i vuoti informativi.

Voci globali, strategie locali
Il summit si è aperto con l’intervento di José María Figueres, ex presidente della Costa Rica e primo CEO del World Economic Forum, che ha messo in luce l’opportunità storica dell’Asia di ridefinire l’innovazione globale.
Ha invitato le imprese asiatiche a competere non solo su prezzo e performance, ma anche su valori e credibilità, costruendo ecosistemi capaci di intrecciare tecnologia, conoscenza locale, capitale e istituzioni.
Bryan Peng, Executive Director dell’Office for Attracting Strategic Enterprises (OASES) di Hong Kong, ha illustrato la strategia a doppio binario del governo: trasformare la città in hub internazionale dell’innovazione e, al tempo stesso, fungere da “porto sicuro” per le imprese cinesi che guardano ai mercati esteri.
Dal 2015, Hong Kong ha investito 200 miliardi in valuta locale in innovazione e tecnologia, tra cui un programma da 10 miliardi che offre sovvenzioni dirette da 100 milioni di dollari di Hong Kong per progetto, al fine di favorire la collaborazione tra industria e mondo accademico.
Peng ha osservato che OASES ha già attratto 124 imprese strategiche, con altre in arrivo a ottobre, e ha sottolineato l’ambizione di Hong Kong di essere la prima tappa per le aziende che cercano espansione internazionale.
La dottoressa Yang Hongxia, ex capo del team di intelligenza artificiale di ByteDance US e direttore del team di IA/Machine Learning di Alibaba fino al 2022, ha evidenziato il ruolo dei fondi pubblici nel promuovere l’innovazione e avanzare la politica e la strategia industriale sull’IA.
Yang ha fondato Infix.ai, startup con sede a Hong Kong che riprende la visione di Thinking Machines Lab per un’IA generativa decentralizzata. L’azienda è stata sostenuta da sovvenzioni e sussidi governativi come TRS, RAISe+ e AISS per GPU.
Antony Leung, presidente di Nan Fung Group e cofondatore di New Frontier Group, ha contribuito con un intervento video, descrivendo Hong Kong come “super connettore a valore aggiunto”. Sostiene che la vera internazionalizzazione richiede il potenziamento delle capacità aziendali e l’intreccio di legami regionali più stretti tra imprenditori, scienziati, investitori e fornitori di servizi.

Capitale e innovazione si incontrano
Il summit ha mostrato come i mercati dei capitali di Hong Kong si intreccino con l’innovazione made in China.
Una sessione, moderata da Gu Chenwei di Wacai Holdings e Standard Chartered Singapore, ha visto protagonisti i fondatori di unicorni emergenti nei semiconduttori, nella robotica e nelle biotecnologie, impegnati a delineare strategie concrete per l’espansione internazionale e la costruzione di ecosistemi.
Un secondo panel, guidato da Minny Siu di King & Wood Mallesons, ha riunito investitori, revisori e accademici per discutere come il quadro normativo e la connettività dei capitali di Hong Kong possano fungere da trampolino per le imprese della Cina continentale.
Sessioni riservate nello spazio HK Tech300 della City University of Hong Kong hanno aggiunto un livello di matchmaking mirato: oltre dieci aziende in fase di IPO hanno dialogato direttamente con investitori di riferimento, banche e studi legali.
Il dibattito si è concentrato sui regimi di quotazione Chapter 18A (biotech) e 18C (tecnologie specializzate), pensati per agevolare l’ingresso in borsa delle imprese innovative.

La corsa ai capitali internazionali
La varietà di aziende impegnate nel fundraising ha messo in evidenza la vitalità dell’ecosistema innovativo asiatico. Tra queste, OpenPie – società cinese specializzata in infrastrutture AI per le imprese – si prepara a quotarsi a Hong Kong sotto il regime Chapter 18C, con l’obiettivo di raccogliere fino a 200 milioni di dollari americani, secondo quanto riportato da Startupbusiness.it.
Infiforce Technology Group, guidata da Isabella Bai, ha confermato i preparativi per un’IPO il prossimo anno. L’azienda ha sviluppato AtomBrain, un sistema cognitivo per robot, e ha recentemente raccolto quasi 1 miliardo di yuan (148 milioni di dollari americani), ottenendo ordini dall’estero tra cui un contratto da 1.000 unità in Arabia Saudita.
Udeer.ai, fondata da Robin Chen, è in fase di ristrutturazione in vista di una domanda di IPO a Hong Kong nella prima metà del 2027. L’azienda produce già in serie robot autonomi per la pulizia e prevede spedizioni fino a 50.000 unità il prossimo anno, con obiettivi di ricavi pari a 1 miliardo di yuan.
BlueWave, fornitore di chip 5G e AIoT e attore chiave nello sviluppo del 6G, ha raccolto finora 900 milioni di yuan e sta perseguendo un Series B round a una valutazione di 2,5 miliardi di yuan, con piani di quotazione in borsa a Hong Kong.
StartDT, fornitore enterprise di data intelligence e tecnologie AGI, si posiziona come player differenziato nell’IA aziendale, con un round di finanziamento pianificato prima della quotazione a Hong Kong.
Altre aziende presentate includono IPLUSMOBOT (robotica mobile), SynReal di Style3D (dati sintetici per la robotica), Micro (具微科技) (robotica con intelligenza incarnata), CoolFly (veicoli personali volanti), TrustDecision (compliance e rischio basati su AI) e Lifefoundry (biologia sintetica).
La loro presenza ha messo in evidenza come robotica, intelligenza artificiale, biotecnologie e manifattura avanzata stiano convergendo per costituire la prossima ondata di esportazioni tecnologiche asiatiche.

Supporto istituzionale e partnership
Il summit è stato organizzato da AITEGA con partner strategici come NF Trinity Family Office e il Global Innovation Summit. Tra le organizzazioni di supporto figuravano l’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC), Hong Kong Science and Technology Parks (HKSTP), grandi università, associazioni di alumni e reti professionali.
Iris Wong di HKTDC ha sottolineato il riposizionamento del consiglio come “super partner” per le imprese continentali, offrendo servizi come il “Go Global Pass” e sfruttando il ruolo di Hong Kong come terreno di prova e connettore.
Sono state citate alcune collaborazioni di successo, tra cui il progetto di 65.000 lampioni intelligenti di Hangzhou Coda Intelligence con il Dipartimento Autostrade di Hong Kong e i test di consegna con droni di Ningbo Yixin Smart Tech nel sandbox della cosiddetta “economia a bassa quota” (low-altitude economy) di Hong Kong.
Questi esempi mostrano come Hong Kong aggiunga valore non solo come connettore ma anche come partner nella commercializzazione e nell’esposizione globale.

Strategie di finanziamento: velocità, stabilità, sostenibilità
Kam Shing Kwang, CEO di J.P. Morgan Hong Kong, sostiene che per le aziende tecnologiche cinesi la vera sfida nei mercati esteri sia coniugare velocità, stabilità e sostenibilità.
Ha ribadito che finanza e tesoreria devono operare in sinergia, con Hong Kong come hub regionale di governance, connettività e reporting da consolidare prima di replicarlo in altri mercati.
Kwang ha tracciato una roadmap in quattro fasi per le imprese globali. L’ingresso nel mercato richiede finanziamenti rapidi e sistemi di regolamento ordinati. L’espansione punta su strumenti di tesoreria integrati e automazione per evitare organici gonfiati.
La fase di consolidamento si concentra sull’ottimizzazione dei costi e sulla gestione del cambio. Il passo successivo è l’unificazione della tesoreria e soluzioni innovative come la blockchain.
Kwang ha avvertito che una decentralizzazione prolungata porta a contabilità frammentata e minore trasparenza, mentre una parziale centralizzazione a Hong Kong garantisce efficienza e resilienza. I mercati dei capitali e i servizi professionali della città, ha aggiunto, offrono l’infrastruttura necessaria per una crescita disciplinata.

Tono pragmatico, implicazioni strategiche
Il summit ha mantenuto un approccio pragmatico, con i relatori che hanno valutato tanto le opportunità quanto i rischi – dai vincoli di compliance all’incertezza geopolitica.
Zhou Kaibing, presidente della Hangzhou Entrepreneurship & Venture Capital Association e tra i promotori di AITEGA, ha spiegato che la nuova associazione punta a integrare intermediari e reti industriali per delineare un percorso chiaro dall’incubazione domestica all’espansione internazionale, fornendo informazioni chiare volte a facilitare gli adempimenti normativi.
Il mix di mercati dei capitali, servizi professionali e connettività internazionale di Hong Kong offre una piattaforma alle imprese cinesi per affrontare queste sfide.
Allineando la spinta imprenditoriale di Hangzhou con l’infrastruttura finanziaria di Hong Kong, le startup dello Zhejiang si stanno posizionando come contendenti globali.
In un momento in cui catene di fornitura mondiali vengono ridisegnate, AITEGA riflette l’ambizione dell’Asia di rivendicare un ruolo centrale nella prossima fase dell’innovazione globale.

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