Il Ministero del Turismo ha lanciato Green Tour, il programma che mette a disposizione 109 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese destinati alla riqualificazione delle strutture ricettive, alla transizione energetica e alla digitalizzazione. L’obiettivo è accompagnare il comparto verso modelli di sviluppo più sostenibili, migliorando al tempo stesso la competitività delle imprese e la qualità dell’offerta turistica. La misura si rivolge a una platea ampia di beneficiari, comprendendo micro, piccole, medie e grandi imprese operanti nei comparti individuati dal bando. Potranno accedere agli incentivi anche le imprese attive da almeno tre anni che, pur non possedendo uno dei codici ATECO espressamente previsti, dimostrino di aver realizzato oltre il 50% del fatturato attraverso attività turistiche.
Il perimetro dei beneficiari comprende inoltre, nei casi previsti dal bando, anche i proprietari degli immobili destinati alle attività ricettive. Il programma finanzia un’ampia gamma di interventi finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Tra gli investimenti ammissibili figurano la riqualificazione energetica delle strutture, la sostituzione di impianti e serramenti, l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e tecnologie per la gestione intelligente degli edifici. Sono inoltre previste agevolazioni per opere complementari, quali sistemi di recupero delle acque meteoriche, infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e interventi per il risparmio idrico.
Spazio anche alla trasformazione digitale. Il bando sostiene infatti investimenti in software gestionali, piattaforme digitali, sistemi di building automation, tecnologie per l’automazione dei processi e applicazioni di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere più efficienti i processi aziendali e innalzare gli standard qualitativi dei servizi offerti. L’entità dell’agevolazione varia in funzione della tipologia di investimento realizzato e può arrivare fino al 65%. In ogni caso, le agevolazioni sono concesse in forma mista, sotto forma di contributo a fondo perduto fino al 54% e di finanziamento agevolato fino al 46%. Di particolare rilievo, i chiarimenti forniti dal Ministero: l’eventuale avvio dei lavori sull’immobile non preclude automaticamente l’accesso alle agevolazioni nel caso di una successiva variante non avviata al momento della presentazione della domanda. Analogamente, è stato chiarito che gli immobili privi di destinazione turistico-ricettiva possono accedere alla misura nell’ambito di interventi di demolizione e ricostruzione, mentre, in caso di semplice ristrutturazione, è necessario che la destinazione d’uso turistico sia già esistente.
Interventi ammissibili:
Spese ammissibili
Realizzazione di interventi trainanti (che rappresentino almeno il 51% dell’investimento complessivo):
A. Interventi trainanti di efficientamento energetico degli edifici (art. 38-bis GBER):
- coibentazione dell’involucro edilizio e delle reti di distribuzione;
- sostituzione di serramenti e superfici vetrate;
- realizzazione di pareti ventilate;
- installazione o sostituzione di sistemi schermanti per la protezione dalla radiazione solare;
- sistemi di climatizzazione passiva;
- efficientamento dei sistemi di illuminazione;
- efficientamento dei sistemi di trasporto interni o delle pertinenze dell’edificio;
- rimozione e smaltimento dell’amianto, se strettamente funzionale agli obiettivi dell’intervento;
- sostituzione delle caldaie con caldaie ad alta efficienza a condensazione;
- realizzazione o sostituzione di sistemi centralizzati di climatizzazione a zone mediante fancoil o pavimento radiante con sensori e attuatori per il controllo intelligente;
- ripristino, anche strutturale, di edifici o porzioni di essi, eventualmente crollati o demoliti, mediante ricostruzione, nei casi previsti dall’art. 38-bis GBER;
- quota parte degli impianti FER destinata ai fabbisogni energetici dell’edificio;
- quota parte dei sistemi di accumulo a servizio degli impianti FER dell’edificio.
B. Interventi trainanti di efficientamento energetico di impianti e strutture (art. 38 GBER):
- efficientamento energetico degli impianti delle piscine e degli impianti asserviti alla ristorazione;
- efficientamento energetico delle aree e delle piazzole destinate al pernottamento degli ospiti;
- riqualificazione energetica di piscine;
- riqualificazione energetica di impianti termali;
- riqualificazione energetica di centri wellness;
- riqualificazione energetica di centri congressi e strutture per eventi.
C. Interventi trainanti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (art. 41 GBER):
- installazione di impianti per la produzione di energia elettrica, riscaldamento o raffrescamento da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo della struttura;
- sistemi di accumulo dell’energia prodotta dagli impianti FER.
Realizzazione di interventi aggiuntivi trainati, interventi di digitalizzazione, interventi accessori e spese di consulenza:
D. Interventi aggiuntivi trainati (art. 38-bis GBER):
- giardini verticali;
- tetti verdi;
- coperture a verde;
- sistemi di raccolta, ritenzione e riutilizzo delle acque meteoriche;
- terminali e rubinetteria a risparmio idrico;
- collegamento a reti di teleriscaldamento efficienti;
- collegamento a reti di teleraffrescamento efficienti;
- infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici a servizio degli utenti.
E. Interventi di digitalizzazione Digitalizzazione dei processi aziendali (art. 28 GBER):
- programmi informatici;
- software;
- brevetti;
- licenze;
- know-how;
- conoscenze tecniche non brevettate;
- tecnologie innovative di prodotto;
- tecnologie innovative di processo.
F. Interventi accessori (de minimis):
- sostituzione di pavimenti;
- sostituzione di rivestimenti;
- sostituzione di tamponature interne con materiali sostenibili provenienti da fonti rinnovabili;
- installazione di pergotende bioclimatiche.
G. Spese di consulenza:
- Studi e servizi di consulenza, compresi gli audit energetici, in materia di tutela ambientale ed energia (art. 49 GBER);
Studi e servizi di consulenza per le PMI (art. 18 GBER), nel limite massimo del 4% dell’investimento complessivo richiesto alle agevolazioni.
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