46 gradi, evacuazioni e crisi idrica


Allerta massima nell’Isola per martedì 21 luglio. Roghi in numerose province, il potabilizzatore Fanaco fermato per alcune ore e un vigile del fuoco colpito da un grave malore durante un intervento a Menfi. Nel Trapanese in azione anche gli elicotteri dell’Aeronautica militare.

 

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La Sicilia non è soltanto dentro un’ondata di calore. È diventata una grande camera d’aria rovente, con temperature fino a 46 gradi, decine di incendi, abitazioni evacuate e una rete idrica già fragile messa ulteriormente in difficoltà dalle fiamme.

Il termometro, insomma, ha smesso di raccontare l’estate e ha cominciato a certificare un’emergenza.

Per martedì 21 luglio il Dipartimento regionale della Protezione civile ha emanato l’avviso numero 148, trasmesso ai Comuni e alle aziende sanitarie, con uno stato di massima attenzione esteso a tutta l’Isola. Il rischio riguarda sia gli effetti del caldo sulla salute sia la possibilità che nuovi incendi raggiungano abitazioni, strade e infrastrutture.

 

In Sicilia temperature fino a 46 gradi

 

L’anticiclone nordafricano che da quasi una settimana avvolge la Sicilia continua a spingere verso l’Isola masse d’aria eccezionalmente calde.

Secondo i dati del Sistema informativo agrometeorologico siciliano, il valore più elevato è stato registrato a Santa Croce Camerina, nel Ragusano, con 46 gradi.

Ma quasi tutta la Sicilia interna ha vissuto una giornata da forno acceso: 44,7 gradi a Comiso, 44,6 a Caltagirone, 44,5 ad Acate, 44,3 a Cammarata, 44,2 ad Aragona e 44 a Mussomeli. A Giuliana, nel Palermitano, la temperatura ha raggiunto i 43,6 gradi.

Tra i capoluoghi, Palermo ha toccato i 44,3 gradi, Siracusa i 42,3 e Trapani i 39,5. Messina e Catania si sono fermate, si fa per dire, a 38,5 gradi.

Il luogo più “fresco” dell’Isola è stato Monte Soro, nel Messinese: 29 gradi. Una temperatura che in altri giorni sarebbe considerata piena estate e che, in questo scenario, sembra quasi aria condizionata.

 

Oltre cento interventi contro gli incendi

 

Il caldo estremo, la vegetazione secca e il vento hanno trasformato vaste zone della Sicilia in una polveriera.

Vigili del fuoco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari sono stati impegnati in oltre cento interventi, con Canadair ed elicotteri chiamati a operare nei fronti più difficili.

Una delle situazioni più delicate si è verificata a Castronovo di Sicilia, nel Palermitano. Le fiamme hanno circondato il centro abitato, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di alcune case. Tre persone sono rimaste intossicate.

Il fuoco ha danneggiato anche linee elettriche, cabine di alimentazione e alcune strutture del potabilizzatore Fanaco.

Roghi sono stati segnalati anche nella zona compresa tra San Giuseppe Jato e San Cipirello, dove una cinquantina di abitazioni sono state evacuate, e nel territorio di Pioppo.

Nel Belice e nell’Agrigentino le squadre hanno lavorato tra Salaparuta, Sambuca di Sicilia, Favara, Sciacca e Cammarata. Nella zona del Lago Arancio e nelle campagne circostanti centinaia di ettari di terreno demaniale e macchia mediterranea sono stati attraversati dalle fiamme, con l’allontanamento precauzionale di numerosi residenti.

 

 

Le fiamme vicino all’ospedale di Nissoria

 

Momenti di forte apprensione anche a Nissoria, in provincia di Enna.

Un incendio partito dalla contrada Baronessa ha divorato il bosco e si è avvicinato all’ospedale Umberto I, minacciando abitazioni e aziende agricole. Il sindaco ha attivato il Centro operativo comunale per coordinare i soccorsi e l’assistenza alla popolazione.

Nel Catanese sono stati effettuati numerosi interventi, soprattutto tra Catania, Paternò e Palagonia. Le fiamme hanno interessato anche la strada statale 284, tra Maletto e le contrade rurali comprese tra Mineo e Caltagirone.

Nel Trapanese incendi sono stati segnalati nei territori di Partanna, Poggioreale, Salaparuta e Mazara del Vallo.

 

Il fuoco aggrava la crisi idrica

 

Le fiamme hanno colpito uno dei punti più delicati della rete idrica regionale.

L’incendio che ha investito l’area del potabilizzatore Fanaco ha costretto Siciliacque a sospendere temporaneamente il funzionamento dell’impianto, con conseguenze sulle forniture in numerosi Comuni delle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo.

A Cammarata e San Giovanni Gemini l’acqua destinata ai serbatoi comunali si era praticamente azzerata. A Casteltermini era arrivata soltanto una parte del quantitativo necessario.

L’impianto è stato rimesso in funzione in serata, ma per normalizzare l’erogazione sono necessari gli interventi di ripristino, le verifiche sulla qualità dell’acqua e il riempimento progressivo delle condotte.

Il paradosso siciliano è ormai completo: mentre migliaia di litri d’acqua vengono lanciati sui boschi per spegnere gli incendi, numerosi cittadini rischiano di restare con i rubinetti a secco.

 

Vigile del fuoco colpito da un infarto a Menfi

 

L’emergenza ha un costo pesantissimo anche per gli uomini impegnati sul campo.

Nel pomeriggio, durante lo spegnimento di un incendio nelle campagne di Menfi, un vigile del fuoco del distaccamento di Santa Margherita Belice è stato colto da un improvviso malore.

L’uomo si è accasciato mentre lavorava insieme ai colleghi in condizioni rese particolarmente difficili dal caldo opprimente e dalla presenza di più fronti di fuoco.

Soccorso immediatamente, è stato trasportato all’ospedale di Sciacca e affidato ai sanitari dell’Unità di Cardiologia e Terapia intensiva. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato colpito da un infarto. I medici stanno valutando la necessità di un intervento in emodinamica.

L’episodio racconta la pressione alla quale sono sottoposti in queste ore vigili del fuoco, forestali e volontari: turni prolungati, temperature proibitive, fumo e interventi spesso effettuati in aree difficili da raggiungere.

 

Nel Trapanese 80 lanci d’acqua dagli elicotteri del Sar

 

A supporto delle squadre a terra sono entrati in azione anche gli elicotteri HH-139B dell’82esimo Centro Sar del 15esimo Stormo dell’Aeronautica militare, di base a Trapani.

I mezzi sono stati impiegati soprattutto nei territori di Poggioreale e Salaparuta, su richiesta delle autorità competenti e nell’ambito del dispositivo regionale antincendio.

In poco più di cinque ore di volo gli equipaggi hanno compiuto otto sortite, effettuando 80 lanci d’acqua per complessivi 56 mila litri.

Gli interventi hanno contribuito a rallentare l’avanzata delle fiamme e a sostenere il lavoro delle squadre a terra.

Nella stessa giornata un elicottero dell’82esimo Centro Sar è intervenuto anche nella zona di Macari, a sud di San Vito Lo Capo, per soccorrere un escursionista in difficoltà. L’uomo è stato raggiunto insieme agli operatori del Soccorso alpino e speleologico, stabilizzato e trasferito in un luogo sicuro.

 

Il piano dell’Asp di Trapani contro il caldo

 

Sul fronte sanitario, l’Asp di Trapani ha attivato il piano operativo predisposto dal Dipartimento di Prevenzione per limitare gli effetti delle temperature estreme.

La rete comprende i medici di medicina generale, i presidi di continuità assistenziale, le guardie mediche turistiche, i Punti di primo intervento, i Punti territoriali di emergenza e i Pronto soccorso degli ospedali.

Particolare attenzione viene riservata ad anziani, bambini, persone con patologie croniche, lavoratori esposti al sole e cittadini che vivono soli.

È inoltre attivo il numero gratuito 1500, promosso dal Ministero della Salute, che fornisce indicazioni sugli effetti del caldo e sui comportamenti da adottare.

La raccomandazione resta quella di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali, bere frequentemente, limitare gli sforzi fisici e controllare le persone più fragili.

A Solarino, nel Siracusano, l’amministrazione comunale ha persino trasformato l’aula consiliare in un “rifugio climatico”, mettendo a disposizione dei cittadini un ambiente fresco e sicuro durante le ore più calde.

 

Dal maestrale un primo sollievo

 

Una prima, timida variazione è attesa nel pomeriggio di martedì 21 luglio, quando i venti dovrebbero ruotare a maestrale.

Il calo delle temperature comincerà dai settori settentrionali dell’Isola, ma non sarà immediatamente sufficiente a chiudere l’emergenza. Una diminuzione più sensibile è prevista per venerdì 24 luglio.

I mari diventeranno mossi, mentre lo Stretto di Sicilia potrà risultare molto mosso.

La tregua, dunque, arriverà lentamente. Nel frattempo la Sicilia resta sospesa tra il cielo africano, i boschi che bruciano e una rete di soccorritori chiamata ancora una volta a lavorare al limite.




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