Luce filtrata, profumo di resina, acqua che ribolle in vasche naturali: in Campania esiste un luogo dove il paesaggio cambia pelle e il mare lascia spazio a boschi verticali e torrenti di montagna. È la Cipresseta di Fontegreca, nell’alto casertano, un’oasi rara per densità di cipressi e per il corso del fiume Sava che corre tra rocce e radici. Qui si incontrano cascate, pozze limpidissime e sentieri che si insinuano tra tronchi altissimi, regalando un colpo d’occhio inaspettato. L’area è la porta d’accesso a un Matese sorprendente, fatto di piccoli borghi, santuari antichi e viste sul Lago di Gallo Matese.
Sentieri e punti d’acqua: dal Sava al “Sentiero delle Fate”
La zona offre itinerari brevi e percorsi più lunghi, con il Sava come filo conduttore. Si cammina fra terrazze in legno, tavoli da picnic e scorci dove si sente solo il rumore dell’acqua. Le scarpe da trekking sono consigliate: alcuni tratti diventano scivolosi dopo la pioggia, e il fondo può essere umido.
Il percorso nella Cipresseta: 3 km, 200 m di dislivello
All’interno del bosco un sentiero ben tracciato consente un’esplorazione alla portata di chi è abituato a camminare. Il percorso completo misura circa 3 chilometri con un dislivello di 200 metri, alternando saliscendi, passerelle e punti in cui le radici disegnano scale naturali. Lungo il cammino si incontrano aree attrezzate per la sosta, utili per una pausa senza fuochi liberi.
Sentiero delle Fate e il muro di pietra ricoperto di muschio
Poco oltre, verso Gallo Matese, parte il Sentiero delle Fate: circa 6 chilometri tra boschi e balconi panoramici su Campo Figliolo. La sorpresa si nasconde in un dettaglio: un antico muretto a secco, oggi avvolto dal muschio, che racconta passaggi di transumanza e insediamenti remoti.
Cascatelle del Lete: avventura senza segnaletica ufficiale
Nella vicina Valle del Lete l’acqua disegna piccole cascate e piscine naturali tra gole e prati umidi. Il sentiero non è CAI e può risultare invaso dalla vegetazione in alcuni tratti: meglio procedere con prudenza e valutare il terreno passo dopo passo.
Lago di Gallo Matese: specchio d’acqua e belvedere
Tra le soste consigliate rientra il Lago di Gallo (o di Letino), bacino artificiale dedicato alla produzione idroelettrica. Dall’alto, i belvedere mostrano un’acqua che cambia tonalità con il passare delle ore, incorniciata da coste verdi e paesi affacciati. La zona è frequentata da chi pratica canoa, trekking e carpfishing, ma anche da chi cerca un punto di osservazione per leggere dall’alto l’assetto della valle. Sulle alture attorno, come Monte Scoltrone, si aprono finestre visive sui borghi e sulle dorsali del Matese.
Il borgo e il Santuario della Madonna dei Cipressi
Fontegreca è un piccolo centro sulle pendici del Monte La Rocca, con vicoli intricati, archi in pietra e corti dove affiorano ancora mangiatoie e utensili di un passato agricolo. Tra gli edifici di rilievo spiccano palazzo de Benedictiis, palazzo di Lullo e palazzo del Barone, testimonianze seicentesche e settecentesche legate a famiglie nobili e a un’economia rurale fiorente.
La torre dell’orologio ricorda l’antico ingresso al paese, un tempo chiuso per difendersi dai briganti. Poco distante, la chiesa di Santo Stefano è il riferimento delle celebrazioni locali. Lungo via Madonna dei Cipressi si incontrano un mulino ad acqua e, proseguendo, il Santuario della Madonna dei Cipressi, legato a una devozione che la tradizione fa risalire alla fine dell’VIII secolo.
Il santuario custodisce maioliche di Vietri, reperti archeologici e i resti delle celle dei primi monaci. La sua posizione, affacciata verso il bosco, crea un ponte naturale tra spiritualità e paesaggio. Dalle terrazze panoramiche del borgo si dominano la Cipresseta e le linee dei paesi limitrofi, con campi di olivi, vigneti e falde che disegnano un mosaico agricolo fertile e silenzioso.
Dintorni da non perdere
La Cipresseta può diventare il baricentro di più escursioni in area Matese e oltre, con deviazioni tra castelli, musei diffusi e siti naturalistici poco affollati. Nel raggio di poche decine di chilometri si attraversano vallate, si seguono torrenti e si visitano borghi che conservano tradizioni vive.
Prata Sannita e la Valle del Lete
Prata Sannita si arrampica su uno sperone roccioso sopra il Lete, con vicoli tortuosi, scale ripide e portali che raccontano antiche ricchezze. Il castello, oggi anche sede museale, domina il paesaggio e aiuta a leggere le trasformazioni del territorio. Lungo il torrente si incontrano mulini storici e tratti d’acqua trasparente: in alcune pozze è possibile fare il bagno, ma le condizioni dipendono da stagione e livello idrico.
Le “Ciampate del Diavolo” a Tora e Piccilli
Non lontano emergono impronte fossilizzate in antiche colate laviche: per secoli avvolte da leggende, sono state attribuite a un Homo heidelbergensis e rientrano tra le più antiche tracce umane in Europa. Un luogo che entusiasma chi viaggia con curiosità scientifica, tra geologia e preistoria.
Una fuga in Molise tra castelli e tradizioni
Oltre confine, nella Valle del Volturno, spiccano il Castello Pignatelli di Monteroduni e il Castello Pandone di Venafro, che ospita il Museo Nazionale del Molise. A Castelpetroso il Santuario dell’Addolorata richiama pellegrini lungo una via crucis panoramica.
A Scapoli il Museo della Zampogna e le botteghe artigiane tengono viva la tradizione degli strumenti a canna; in cucina risalta il raviolo scapolese, legato al periodo carnevalesco. Le sorgenti del Volturno a Rocchetta mostrano l’inizio del fiume più lungo del Centro-Sud; per una pausa urbana, Isernia e Venafro offrono centri storici vivaci, con la Fontana Fraterna a fare da icona.
Come arrivare
Fontegreca si trova nell’alto casertano, a ridosso del confine con il Molise, all’interno del Parco Regionale del Matese. La dimensione è quella di un piccolo comune, con servizi in linea e un’atmosfera distesa. L’auto è la soluzione più pratica per spostarsi tra Cipresseta, borghi e punti d’acqua: dalla zona di Caserta si risale verso nord e si prosegue su provinciali tra oliveti e vigneti. Con il trasporto pubblico si può combinare il treno verso i centri maggiori (ad esempio Piedimonte Matese) e poi autobus o taxi, tenendo conto di frequenze limitate nei festivi. Nei pressi dell’ingresso della Cipresseta c’è un parcheggio e, spesso, una navetta a pagamento per ridurre il traffico sulle stradine più strette.
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