Dall’iperconvergenza all’AI agentica: il percorso di Nutanix


Nutanix ha recentemente vissuto un importante cambio al vertice. Il nuovo Country Manager è Albert Zammar, che la scorsa settimana si è presentato alla stampa per la prima volta. Per l’occasione, Zammar ha ripercorso le tappe fondamentali raggiunte dall’azienda negli ultimi mesi e ha offerto una prima panoramica sulle novità strategiche in arrivo, delineate sulla scia del .NEXT, l’evento annuale di Nutanix che si è tenuto lo scorso aprile a Chicago.

Chi è Albert Zammar?

Albert Zammar è il nuovo Country Manager di Nutanix Italia, entrato in carica all’inizio del 2026 per subentrare a Benjamin Jolivet.

Il nuovo manager porta con sé ben vent’anni di profonda esperienza nel settore tecnologico, maturata in Elastic come Regional Vice President e, in precedenza, in Cohesity nel ruolo di Regional Director Southern Europe. In entrambe queste posizioni pregresse, la sua missione principale è stata l’espansione del business aziendale, anche a livello geografico. Vestendo un profilo più commerciale, Zammar ha anche ricoperto i ruoli di Regional Vice President SEMEA in Veeam Software e di Regional Sales Director in Riverbed.

Ci sono quindi tutti i presupposti per ritenere che nei prossimi mesi si sentirà parlare molto più spesso di Nutanix Italia; e probabilmente anche in contesti diversi da quelli a cui siamo abituati oggi.

Nel suo ruolo attuale, a Zammar è stato affidato il compito di sviluppare la strategia e il business dell’azienda. Un obiettivo che implica il rafforzamento del canale dei partner per accelerare la crescita e promuovere nuovi progetti strategici. Il contesto di riferimento rimane comuinque il multicloud ibrido. L’ambito in cui Nutanix è leader di mercato e sul quale l’azienda propones una visione come un puro sistema distribuito, dove oggi si innestano la sicurezza dei dati, l’intelligenza artificiale e le altre tecnologie emergenti.

Il presente di Nutanix

Zammar parla di Nutanix in termini di alta potenzialità, descrivendola come un’azienda capace di esprimere costantemente innovazione sul mercato. Non a caso, la società è nata introducendo il concetto di iperconvergenza (l’integrazione di calcolo, storage e networking in un unico sistema), creando un segmento di mercato che prima non esisteva e che ha conquistato una posizione centrale nello scenario delle infrastrutture IT. Nel tempo, l’evoluzione di Nutanix si è mossa verso lo sviluppo di una piattaforma distribuita, progettata per gestire dati e applicazioni ovunque essi si trovino. Questo approccio ha permesso di rispondere in modo mirato alle esigenze dei clienti, in particolare del mondo enterprise, storicamente abituati a infrastrutture frammentate in isole tecnologiche separate tra loro. Oggi l’obiettivo strategico è fornire un’unica piattaforma di gestione con cui coordinare fra loro varie infrastrutture dall’edge fino al cloud, sia pubblico sia privato.

Essere una piattaforma comporta tuttavia la responsabilità di costruire un sistema aperto che favorisca la crescita di un ecosistema di partner. In quest’ottica, Nutanix ha progressivamente integrato soluzioni di terze parti su molteplici fronti. Un esempio recente è l’accordo strategico con NetApp, nato per coniugare la gestione dei dati di NetApp ONTAP con le funzionalità multicloud di Nutanix Cloud Platform, semplificando così l’operatività dei sistemi di virtualizzazione e degli hypervisor. Sebbene l’intesa con NetApp rappresenti una tappa importante, non vanno dimenticate le altre collaborazioni già consolidate nel tempo, come quelle con Cisco, HPE, Lenovo e Dell.

Nutanix e l’AI agentica

Parlare di intelligenza artificiale oggi significa fare riferimento alla sua evoluzione agentica, un modello in cui assistenti proattivi si fanno carico di compiti specifici e li portano a compimento in modo coordinato. Per questo motivo, una delle novità più rilevanti presentate allo scorso .NEXT è stata senza dubbio Nutanix AI Agents. Questo annuncio si muove nella direzione di garantire funzionalità full stack per le applicazioni moderne, mettendole in condizione di gestire al meglio i nuovi e complessi carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.

In realtà, gli agenti intelligenti fanno già parte della strategia applicativa di molte aziende. Ciò che spesso manca sul mercato, e che Nutanix ha deciso di introdurre nel proprio ecosistema, è la semplicità di gestione degli agenti. La risposta a questo problema è lo sviluppo di un gateway tra gli agenti, una soluzione che funge anche da orchestratore per le risorse sottostanti. Risorse critiche come la memoria e le GPU vengono infatti allocate agli agenti in maniera ottimizzata, così da massimizzare le prestazioni generali dell’architettura aziendale ed evitare fenomeni di sovra-allocazione.

Verso un nuovo tipo di virtualizzazione

Questo aspetto, per Nutanix, rappresenta più una conferma che una novità. L’azienda, da sempre, promuove una visione del cloud come un sistema completamente distribuito. Questo significa lasciarsi alle spalle il concetto di sistema virtualizzato in cui collocare un server per spostarsi verso il paradigma più moderno dei container. Attraverso questa tecnologia, infatti, è possibile sviluppare applicazioni basate su microservizi in maniera decisamente più agile e flessibile.

Il passo avanti che l’azienda ha compiuto in questa direzione è stato portare l’implementazione dei container direttamente verso il bare-metal. L’obiettivo è avere un orchestratore come NKP (Nutanix Kubernetes Platform) installato quanto più vicino possibile all’hardware. Di questa nuova soluzione, denominata NKP Metal, beneficeranno soprattutto gli ambienti edge, contesti in cui le risorse sono storicamente limitate e dove l’eliminazione dell’hypervisor può tradursi in un’importante semplificazione operativa.

Nuove strategie nella gestione dei dati

La gestione delle informazioni nel panorama moderno è fondamentale. Nutanix, negli ultimi tempi, ha lavorato su molteplici fronti proprio per ottimizzare questo aspetto.

Innanzitutto, è disponibile la nuova versione di Nutanix Unified Storage, la 5.3, che estende le funzionalità di smart tiering anche ai dati collocati su Google Cloud e OVHcloud S3. A questa soluzione si affianca la seconda versione di Nutanix Data Lens, lo strumento progettato per ispezionare i dati all’interno dell’infrastruttura. La nuova release può essere eseguita anche on-premise e in ambienti air-gapped; inoltre, introduce l’analisi dei ransomware, l’auditing e la governance. Diventa quindi di uno strumento utile per garantire la sicurezza dei dati e controllare l’accesso alle informazioni.

Ultima, ma non per importanza, è l’integrazione certificata tra Nutanix Database Service e MongoDB Ops Manager. Questa novità porta il database di MongoDB all’interno della piattaforma NDB. L’obiettivo dell’operazione è semplificare il provisioning automatizzato e la gestione del ciclo di vita dei dati su larga scala per i clienti MongoDB. In particolare, oltre a una visibilità operativa completa, si punta a ottenere un ripristino rapido dei dati, nell’ordine dei minuti, in caso di incidente.

Lo sguardo verso il futuro

Per parlare di futuro, se vogliamo mantenere i piedi per terra, occorre partire dai numeri, come quelli dell’Enterprise Cloud Index, il report presentato da Nutanix a novembre 2025. Lo studio ha coinvolto un campione di 1.600 dirigenti appartenenti a circa 500 aziende a livello mondiale. Le necessità emerse dal report, e su cui l’intero settore dovrà riflettere nei prossimi mesi, sono tre: la richiesta di un cloud che garantisca la sovranità dei dati, la preoccupazione per gli attuali silos organizzativi e i rischi legati all’adozione dell’intelligenza artificiale.

È molto probabile che le decisioni strategiche dell’azienda si focalizzeranno proprio su questi binari nel prossimo futuro.

In particolare, sul fronte della sovranità del dato, riveste grande importanza l’ingresso già annunciato di Nutanix in AWS European Sovereign Cloud. Amazon Web Services ha investito molto per rendere la propria infrastruttura pienamente conforme ai requisiti dell’Unione Europea. La disponibilità della piattaforma Nutanix all’interno di questo ambiente nasce proprio per garantire che i dati aziendali rimangano confinati all’interno dell’Unione, rispettando così le più stringenti normative vigenti.


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 Dario Maggiorini

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