Si può fare politica guardando Roma. E si può fare guardando il territorio. Aldo Mattia, deputato di Fratelli d’Italia, responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura del partito e consigliere del ministro Francesco Lollobrigida, ha scelto di portare a Roma le voci dei territori. Quelli che ogni giorno visita, in giro per l’Italia, per spiegare le nuove politiche agricole del governo Meloni, la necessità di produrre per le nostre tavole altrimenti rischiamo di finire ostaggio di fornitori stranieri.
Conosce il tema: è stato direttore regionale di Coldiretti in Sardegna, in Sicilia, nel Lazio ed in Basilicata. Ha vissuto le dinamiche ed i problemi di quegli agricoltori direttamente dall’interno. Ma non si occupa solo di agricoltura. Come dimostra la recente operazione che darà nuova vita all’aeroporto Moscardini di Frosinone dopo avere perso il 72° Stormo con la sua Scuola Volo Elicotteri dell’Aeronautica Militare. (Leggi qui: Dopo gli elicotteri i droni: all’aeroporto di Frosinone la Scuola Militare Interforze).
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Onorevole Mattia, partiamo dall’aeroporto Moscardini. Dopo il trasferimento del 72° Stormo a Viterbo, per mesi si è temuto che Frosinone perdesse definitivamente la sua vocazione aeronautica. In questi giorni ha incontrato i vertici dell’Aeronautica: cosa sta succedendo davvero?
«Sta succedendo qualcosa di straordinario, che non era affatto scontato. Quando è diventato chiaro che il trasferimento del 72° Stormo a Viterbo non si poteva fermare, con l’Associazione Impegno del presidente Maurizio Plocco ci siamo messi subito al lavoro per trasformare una perdita in un’opportunità. Ho avuto più volte incontri con il Gabinetto del Ministro e l’altro giorno ho incontrato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il Generale Antonio Conserva – un uomo di grande sensibilità verso il territorio ciociaro – e il risultato è che Frosinone non solo non perde la sua base militare, ma la rilancia su un fronte tecnologico all’avanguardia. L’aeroporto Moscardini è destinato a diventare il polo nazionale di formazione per piloti di droni militari, come voi avete anticipato già lo scorso anno: una missione interforze, strategica, che guarda esattamente nella direzione in cui si muove la Difesa moderna»
Quando diventerà realtà concreta?
«Prima di quanto molti si aspettassero. Abbiamo già avuto il primo corso di qualificazione per operatori di APR – Aeromobili a Pilotaggio Remoto organizzato dal Centro di Eccellenza di Amendola. È stato il primo vagito della nuova vita del Moscardini. Entro la fine dell’estate è previsto l’acquartieramento ufficiale del 66° Stormo – con bandiera e comandante. Gli avieri attualmente in servizio a Frosinone, oggi formalmente distaccamento di Viterbo, transiteranno nel nuovo stormo. Parliamo di una struttura che potrà arrivare ad ospitare circa duemila militari, più di quanti ne avesse il 72°. Ci saranno ricadute significative per l’economia del territorio. Non è una consolazione: è un salto di qualità. Consentitemi di fare un ringraziamento all’onorevole Maria Veronica Rossi, si è comportata come se fosse ancora nella carica di deputato su questo territorio: ha avuto un’abnegazione ed una dedizione al di là di ogni parola. È stato un lavoro di squadra».
Cambiamo argomento. Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio hanno confermato la presa del centrodestra in provincia di Frosinone. Come legge il risultato?
«Con grande soddisfazione, ma anche con la consapevolezza che i risultati si ottengono col lavoro, non si ereditano. Fratelli d’Italia ha confermato il suo radicamento da nord a sud della provincia e questo non è casuale: è il frutto di un rapporto autentico con le comunità locali. Sono particolarmente felice per i tre sindaci di FdI eletti: Giuseppe Battista a Fontana Liri, con cui ho chiuso la campagna elettorale, Lucio Fiordalisio a Patrica al suo terzo mandato con quasi l’80% dei voti (un risultato straordinario che parla da solo) e Piero Sementilli a Ripi (che ha rivinto avendo il coraggio di riproporre per intero la sua precedente squadra). Ma voglio ricordare anche tutti i Consiglieri comunali eletti nei vari Comuni, spesso con ampio consenso personale. È la rete che tiene il territorio. Senza quella rete, i risultati non arrivano».
Sul fronte agricolo, la chiusura dello Stretto di Hormuz sta producendo l’impennata dei costi di fertilizzanti e carburanti agricoli. il Governo ha stanziato altri cento milioni per quei due capitoli. Sono sufficienti?
«È un segnale concreto e importante che si inserisce in una linea di attenzione sistematica verso il comparto che questo Governo ha mantenuto sin dall’inizio della legislatura. Il Credito di Imposta del 20% su gasolio e fertilizzanti – rafforzato con questo nuovo stanziamento fortemente voluto dal ministro Lollobrigida – risponde a un bisogno reale delle imprese agricole, che in questi mesi hanno dovuto affrontare aumenti dei costi di produzione molto pesanti».
Sul territorio?
«In Ciociaria il peso dell’Agricoltura nell’economia provinciale è significativo ed ogni intervento che abbassa i costi di produzione si sente concretamente nelle aziende. Non è tutto quello che serve, lo so bene avendo lavorato per anni come direttore regionale di Coldiretti. Ma è un pezzo importante di una strategia più ampia. Nei prossimi mesi ci saranno ulteriori interventi: questo governo considera l’agricoltura un comparto strategico e la Sovranità Alimentare non è uno slogan ma un indirizzo politico preciso».
Stellantis e il futuro economico del territorio. Il piano FaSTLAne 2030 ha lasciato Cassino senza una missione definita fino a dicembre. Come deputato del territorio, cosa può fare concretamente?
«È la domanda che mi pongo ogni giorno. Cassino Plant è il cuore dell’economia industriale di questa provincia. E non parlo solo dei duemila addetti diretti, parlo dell’intero indotto, delle famiglie, dei servizi che gravitano attorno a quello stabilimento da cinquant’anni. Il piano presentato all’Investor Day ha risposto a tutti gli stabilimenti italiani tranne uno: Cassino. E questo non è accettabile». (Leggi qui: Stellantis, ecco il piano. Cassino non c’è. Ma sarà «without shoutdown». E qui: Stellantis, colpo di scena a Detroit. Filosa: Cassino ha un futuro. A dicembre il piano Maserati).
«Ho apprezzato la posizione del presidente Rocca – che ha detto chiaramente che dicembre è troppo lontano e che ha già incontrato il ministro Urso – e la discesa in campo della Regione Lazio a Bilbao con le altre regioni automotive europee per chiedere un Fondo europeo e la neutralità tecnologica. Sono tutte mosse giuste». (Leggi qui: Rocca davanti ai cancelli di Stellantis: “Su Cassino le parole non bastano più”. E qui: Bilbao chiama Stellantis: Angelilli porta Cassino al tavolo d’Europa).
«La mia parte è portare la voce del territorio nelle sedi parlamentari, fare pressione affinché il tavolo al MIMITnon sia rinviato oltre il necessario e affinché l’incontro con Filosa avvenga prima di dicembre. Ma dico anche un’altra cosa: dobbiamo essere onesti con i lavoratori. Le promesse senza date non bastano. Cassino ha bisogno di modelli, di piattaforme, di una missione scritta su un contratto, non su una presentazione agli investitori. Su questo non molleremo».
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