Electrify Now accelera l’elettrificazione su scala globale


Electrify Now porta l’elettrificazione al centro della cooperazione energetica internazionale. L’obiettivo è estendere l’uso dell’elettricità nell’industria, nei trasporti e negli edifici, alimentandola con fonti rinnovabili e altre energie pulite: è quella che, nel dibattito internazionale, viene definita clean electrification.

Per la Commissione europea, questo percorso può ridurre la dipendenza dalle importazioni fossili, migliorare l’efficienza energetica e sostenere competitività, occupazione e filiere resilienti. L’iniziativa coordina governi, imprese, organizzazioni della società civile e soggetti finanziari per trasformare obiettivi condivisi in politiche, progetti e investimenti.

Lanciata il 23 giugno durante la London Climate Action Week, Electrify Now nasce come piattaforma globale, aperta e volontaria. Non introduce nuovi obblighi internazionali, ma crea uno spazio stabile nel quale confrontare regole, condividere soluzioni replicabili, seguire i progressi e mobilitare capitali, soprattutto nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo.

La COP31 propone di portare l’elettricità al 35% entro il 2035

La Commissione europea guida la coalizione governativa di Electrify Now e indica nella COP31 di Antalya, in programma a novembre 2026, il prossimo passaggio politico decisivo. Il punto di partenza è il divario tra la crescita dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili e da altre fonti pulite e la velocità con cui industria, trasporti ed edifici abbandonano i combustibili fossili. Alla vigilia della COP31, la sua Presidenza propone di portare la quota di elettricità nella domanda finale mondiale da poco più del 20% attuale al 35% entro il 2035.

È un obiettivo politico sostenuto da analisi dell’International Energy Agency (IEA) e dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), non un risultato acquisito né un impegno automaticamente assunto dai Paesi aderenti all’iniziativa. La stessa direzione emerge, su scala europea, dal recente discorso sullo Stato dell’Unione. Ursula von der Leyen ha indicato nell’elettrificazione una leva per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la competitività, richiamando l’obiettivo di raddoppiare entro il 2040 la quota dell’elettricità nel sistema energetico dell’UE.

L’elettrificazione richiede tre interventi coordinati

L’iniziativa si fonda su tre pilastri strettamente connessi, che devono avanzare insieme:

  1. elettrificazione degli usi finali. Pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali elettrificati possono sostituire tecnologie che utilizzano combustibili fossili e migliorare l’efficienza energetica;
  2. reti, interconnessioni e flessibilità. Aumentare la domanda elettrica senza adeguare queste infrastrutture esporrebbe i sistemi a congestioni, ritardi nelle connessioni e maggiori difficoltà nel bilanciare produzione e consumi. Electrify Now punta quindi a rendere le reti più resilienti e a integrare quote crescenti di generazione variabile;
  3. espansione dell’elettricità pulita. La nuova domanda produce benefici climatici e riduce la dipendenza dalle importazioni fossili solo se viene accompagnata da capacità di generazione aggiuntiva, quadri regolatori adeguati e filiere diversificate e sostenibili.

I tre ambiti contribuiscono così al raggiungimento degli obiettivi definiti alla COP28 entro il 2030:

  • triplicare la capacità rinnovabile mondiale
  • raddoppiare il tasso medio annuo di miglioramento dell’efficienza energetica.

Una coalizione di governi definisce l’indirizzo politico e scambia esperienze normative e tecniche. Una seconda, formata da associazioni imprenditoriali, centri di ricerca e società civile, individua gli ostacoli e propone soluzioni. I soggetti finanziari vengono coinvolti per costruire portafogli di progetti e ridurne il rischio.

Electrify Now: dalle raccomandazioni ai progetti finanziabili

Electrify Now non dispone di un fondo autonomo né stabilisce obiettivi nazionali vincolanti. Il suo valore operativo dipenderà dagli strumenti prodotti dalle due coalizioni: raccomandazioni politiche e regolatorie, manuali applicativi, casi di studio, progetti dimostrativi e meccanismi per attirare capitale privato.

La coalizione governativa comprende attualmente Armenia, Australia, Brasile, Canada, Etiopia, Germania, Giordania, Kenya, Palau, Filippine, Repubblica di Corea, Singapore, Turchia, Regno Unito e Uruguay. IEA e IRENA forniscono supporto analitico. Sistemi energetici e capacità finanziarie molto differenti richiedono però soluzioni adattate ai diversi punti di partenza.

Le tappe dell’iniziativa verso COP31 e COP33

Dopo il lancio di Londra, il Global Renewables Summit del 21 e 22 settembre riunirà a New York governi, industria e investitori attorno alla fase attuativa. Alla COP31 il confronto dovrebbe spostarsi sul livello politico e sulle infrastrutture necessarie. Il lavoro proseguirà fino alla COP33 e al secondo Global Stocktake dell’Accordo di Parigi.

La Commissione colloca l’iniziativa in uno scenario nel quale gli investimenti stanno già cambiando direzione. i dati richiamati dalla Direzione generale dell’Energia della Commissione europea, nel mondo a ogni euro investito nelle fonti fossili ne corrispondono due destinati all’energia pulita. Nel 2025 l’Unione europea ha investito 338 miliardi di euro nel settore, il 132% in più rispetto al 2015 e circa il 18% del totale mondiale.

Numeri che descrivono flussi di investimento già osservati, ma non misurano direttamente il grado di elettrificazione dei consumi. Segnalano tuttavia un progressivo orientamento dei capitali verso la capacità di generazione pulita, le reti e le tecnologie per gli usi finali. La sfida consiste ora nel tradurre questa tendenza in progetti autorizzati, connessi e finanziariamente accessibili anche nei Paesi in cui il costo del capitale rimane più elevato.

Sicurezza energetica e competitività spingono l’iniziativa

La cooperazione non risponde soltanto agli obiettivi climatici. Elettrificare i consumi con fonti domestiche pulite riduce l’esposizione ai combustibili importati e può sostenere nuove filiere. Nell’UE, le importazioni di gas russo sono diminuite da oltre 150 miliardi di metri cubi nel 2021 a 36 miliardi nel 2025, mentre la produzione eolica e solare è cresciuta di oltre il 50% in cinque anni.

Oggi eolico e fotovoltaico forniscono il 31% dell’elettricità dell’Unione e, insieme, hanno superato le fonti fossili. Il dato segnala un cambiamento già avvenuto nel mix elettrico, ma non elimina i vincoli posti dalle reti, dall’accumulo e dalla disponibilità di tecnologie e materie prime. Proprio per questo Electrify Now include tra i propri obiettivi filiere resilienti e strumenti per mobilitare investimenti. Resta aperta la questione della scala. La partecipazione volontaria non comporta l’adesione al target del 35% proposto dalla Presidenza COP31; mancano inoltre indicatori comuni, risorse dedicate e scadenze per ciascun Paese. L’efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre il confronto in nuove reti, generazione pulita e consumi elettrificati, evitando che la domanda cresca più rapidamente delle infrastrutture necessarie.


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