Marinella, affidato il lotto della cassa idraulica


L’affidamento del secondo lotto chiude una fase amministrativa e apre la parte più delicata della gestione idraulica: mettere in relazione il reticolo delle acque medie, la nuova cassa di laminazione e l’impianto idrovoro già rinnovato. Il punto operativo è semplice nella logica e complesso nell’esecuzione: prima si trattiene il volume in eccesso, poi lo si trasferisce verso lo scarico controllato.

Perimetro della ricostruzione: l’articolo riguarda l’affidamento dei lavori del secondo lotto dell’impianto idrovoro di Marinella di Sarzana e il collegamento con le opere già realizzate sul primo lotto.

Sommario dei contenuti

Che cosa è stato affidato

Il pacchetto assegnato a Celletti Costruzioni Generali Srl riguarda l’ampliamento del reticolo e la realizzazione della cassa di laminazione dell’impianto idrovoro di Marinella di Sarzana. La funzione dichiarata dell’opera è la riduzione del rischio idraulico attraverso un sistema capace di assorbire i volumi critici prima che arrivino sulle aree abitate.

La denominazione tecnica conta: una cassa di laminazione lavora sul tempo della piena. Accoglie temporaneamente l’acqua, abbassa il picco che grava sul reticolo e consente allo scarico idrovoro di operare con maggiore gradualità. In un territorio costiero con canali di acque medie, questa separazione tra accumulo e pompaggio è la differenza tra un impianto che reagisce e un sistema che governa l’evento.

Il finanziamento: due lotti da 2,5 milioni

Il secondo lotto è finanziato da Regione Liguria con fondi di Protezione civile per 2,5 milioni di euro. La somma si affianca al primo lotto di pari importo già investito sull’impianto, portando il quadro complessivo a 5 milioni di euro. La struttura in due blocchi economici ha una logica tecnica leggibile: il primo lotto ha rafforzato la capacità di scarico e controllo dell’idrovora, il secondo interviene sulla regolazione a monte dei volumi.

Il primo intervento aveva già introdotto lo scarico a mare interrato con tubazione da 1200 millimetri, la nuova vasca di aspirazione e mandata delle pompe e il rinforzo dell’edificio che ospita la strumentazione di controllo. Questo assetto consente l’utilizzo dell’impianto anche nei mesi estivi senza interferenze con la balneazione, elemento decisivo in una frazione marina dove sicurezza idraulica e uso turistico della costa si sovrappongono nello stesso spazio.

Perché la cassa di laminazione è il pezzo che mancava

La cassa di laminazione serve a invasare il volume idrico necessario a evitare l’esondazione delle acque medie. In termini pratici, il sistema crea una riserva di sicurezza: l’acqua che eccede la capacità ordinaria del reticolo viene accumulata e poi scaricata attraverso il nuovo impianto idrovoro. Il beneficio atteso riguarda i centri abitati di Luni Mare, Marinella di Sarzana e Fiumaretta.

La lettura corretta dell’opera passa da un dettaglio spesso trascurato. La vasca integra l’idrovora e ne aumenta l’efficacia. L’idrovora sposta l’acqua verso lo scarico, la vasca attenua il momento di pressione massima sul sistema. Il reticolo ampliato completa il collegamento tra raccolta, laminazione e pompaggio.

Chi governa il progetto

Il coordinamento istituzionale ruota attorno a Regione Liguria, Comune di Sarzana e Consorzio Canale Lunense. L’assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone ha inquadrato l’affidamento come un passaggio della più ampia riduzione del rischio idraulico nella piana. La sindaca Cristina Ponzanelli ha legato il lotto alla chiusura del percorso sulle acque medie e alla messa in sicurezza del Parmignola.

Il Consorzio Canale Lunense, presieduto da Francesca Tonelli, è indicato come soggetto incaricato di progettazione e direzione lavori. È un punto sostanziale perché l’opera continua oltre la fase di costruzione: la gestione di reticolo, pompe e laminazione richiede conoscenza operativa continua del sistema idrico locale.

Luni Mare, Marinella e Fiumaretta nello stesso nodo idraulico

La protezione dei tre abitati va letta come un’unica questione di bacino. Luni Mare, Marinella di Sarzana e Fiumaretta condividono la vulnerabilità legata alle acque medie della piana e alla necessità di far defluire volumi che, durante gli eventi intensi, possono superare la capacità ordinaria dei canali. La nuova cassa agisce prima del danno, trattando il surplus idrico come un volume da regolare prima che diventi emergenza.

Questo passaggio sposta l’efficacia dell’opera dal singolo manufatto alla rete. Una pompa potente senza adeguata laminazione può trovarsi a gestire un picco troppo rapido; una vasca senza scarico efficiente rischia di diventare un accumulo isolato. Il progetto ha valore perché mette in sequenza le due funzioni.

Il tratto ancora da completare verso Luni

Nel quadro istituzionale resta indicata una parte ulteriore dell’intervento fino alla zona archeologica nel Comune di Luni. La presidente del Consorzio Canale Lunense ha collegato questo obiettivo alla necessità di intercettare risorse aggiuntive. Il dato va interpretato con precisione: l’affidamento attuale riguarda il lotto della vasca e dell’ampliamento del reticolo, mentre il completamento verso Luni appartiene alla prospettiva di estensione del sistema.

La distinzione è importante per i cittadini. Il lotto affidato consolida il nodo idraulico di Marinella e abilita la nuova funzione di laminazione; le opere successive, quando finanziate e formalizzate, potranno completare la continuità del reticolo verso il settore archeologico.

Perché l’opera pesa anche sulla rigenerazione di Marinella

La sicurezza idraulica è una precondizione per qualsiasi piano di rigenerazione costiera. A Marinella il tema ha una conseguenza diretta: ridurre la vulnerabilità della piana significa rendere più credibile la trasformazione degli spazi pubblici, la tenuta delle infrastrutture e la continuità d’uso della frazione durante l’anno. La messa in sicurezza del Parmignola e il progetto delle acque medie appartengono allo stesso asse di lavoro.

Il valore dell’affidamento sta quindi nella sua posizione dentro la filiera territoriale. Prima viene la capacità di controllare l’acqua, poi diventano sostenibili gli interventi che chiedono stabilità urbanistica e affidabilità infrastrutturale. In una frazione litoranea, questa gerarchia incide su residenti, attività economiche e investimenti pubblici.


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 Junior Cristarella

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