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Offrire ai giovani europei la possibilità concreta di scegliere se restare nel territorio in cui sono nati o andare via, senza essere costretti a farlo. È questa l’idea alla base del “right to stay”, la strategia che la Commissione europea presenterà entro la fine dell’anno o nei primi mesi del 2027. Durante la pausa estiva il vicepresidente Raffaele Fitto, responsabile Ue per Coesione e Riforme, ha dato diverse anticipazioni sul futuro intervento dell’esecutivo comunitario, intervenuto il 27 agosto a Pizzo, in Calabria, nel corso della terza edizione della Summer School dell’associazione L’orodicalabria e al Meeting di Rimini del 24 agosto.
La Commissione europea, ha spiegato Fitto a Pizzo, ha individuato il tema del diritto a restare “come centrale”. L’obiettivo è “dare l’opportunità, la possibilità, in particolare alle giovani generazioni, di poter scegliere se restare o andare via, e non essere obbligati ad andare via”. Per farlo, ha aggiunto, “c’è bisogno di costruire una strategia ampia che metta insieme in modo coordinato le diverse politiche di intervento”.
La sfida delle aree interne
Il punto di partenza è la crisi demografica, che Fitto definisce “un dato di fatto oggettivo col quale fare i conti”. Lo spopolamento riguarda soprattutto le aree interne, rurali e montane e le piccole isole, mentre popolazione e attività economiche tendono a concentrarsi nelle grandi città. Un fenomeno che, secondo il vicepresidente, ha conseguenze economiche e sociali e rischia di lasciare fuori dal mercato unico “decine di milioni di europei che vivono nelle aree interne”.
Al Meeting di Rimini Fitto ha legato esplicitamente la strategia alla necessità di rafforzare il mercato interno europeo. Bisogna “mettere in campo delle sinergie” e farlo “se tutti i cittadini europei e tutti i territori dell’Europa sono dentro questo meccanismo, non se dimentichiamo decine di milioni di europei che vivono nelle aree interne o intere aree interne”.
Un piano che unisce le politiche
Per Fitto la risposta non può essere affidata a una singola misura o a un solo fondo. Serve “un approccio integrato” capace di combinare politiche diverse e di adattarle alle esigenze dei territori. La sua delega alla coesione, si intreccia con agricoltura, turismo, trasporti, pesca e blue economy.
“L’idea è proprio quella di costruire un approccio integrato che possa guardare in modo fondamentale alle nuove generazioni, mettendo insieme in modo coordinato materie come agricoltura, turismo, trasporti, pesca e blue economy”, ha spiegato Fitto. L’obiettivo è “tenere le nuove generazioni nel luogo nel quale sono nate”, ma senza trasformare il diritto a rimanere in un obbligo. Il punto, ha precisato, è offrire servizi e opportunità anche a chi vuole tornare o scegliere di restare.
Dalla Calabria alla strategia Ue
La Calabria, dove la fuga dei giovani rappresenta una delle principali criticità demografiche, è stata indicata da Fitto come un possibile laboratorio per capire quali strumenti siano necessari. La Summer School dell’associazione L’orodicalabria, a Pizzo, ha offerto proprio l’occasione per raccogliere indicazioni dai territori. “Incontri come questi”, ha detto Fitto “servono ad andare sui territori a capire quali sono le reali esigenze e quindi predisporre questa strategia ampia per fine anno”.
La strategia si inserisce in un percorso già avviato a livello europeo. Fitto ha richiamato il rapporto dell’ex premier italiano Enrico Letta sul mercato unico, elaborato quando l’esponente di Fratelli d’Italia era ancora ministro degli Affari europei. Quel dossier è oggi, ha spiegato, “parte integrante delle linee guida della Commissione” ed è diventato “una priorità programmatica dell’esecutivo guidato da Ursula Von der Leyen”, che ha affidato a Fitto la stesura finale della strategia.
Coesione e nuovo bilancio
Il “right to stay” si collega alla futura politica di coesione e al prossimo bilancio pluriennale dell’Ue per il periodo 2028-2034. Fitto ha anticipato che la riforma della coesione sarà legata alla modernizzazione del bilancio europeo, anche alla luce delle difficoltà emerse nell’attuazione del Pnrr e dei programmi di coesione nell’attuale ciclo.
La sfida, dunque, non riguarda soltanto la capacità di spendere risorse europee, ma il modo in cui queste vengono combinate per rendere i territori più attrattivi. “Sicuramente questo è il tema centrale sul quale dobbiamo lavorare per creare le condizioni di uno sviluppo”, ha detto Fitto a Pizzo. Il “diritto a rimanere” nasce così come una questione demografica, ma punta a diventare una politica territoriale europea.
Le altre principali notizie sulla politica di coesione e regionale dell’Ue dell’ultimo mese
Il futuro bilancio Ue
Il prossimo bilancio dell’Ue dovrà tenere conto delle nuove sfide geopolitiche e delle esigenze delle regioni di confine orientali. Lo ha detto a Torino il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, al termine dell’incontro con la prima ministra estone Kristen Michal, spiegando che “il mondo è molto diverso da quando abbiamo approvato il bilancio attuale”. Martedì 25 agosto Costa ha sottolineato la necessità di “costruire un’Europa più forte, investendo in difesa, sicurezza e competitività”, ma anche di “garantire al contempo finanziamenti stabili ed efficaci per la nostra politica di coesione e la politica agricola comune”.
Via libera al Pnrr italiano
Il 7 agosto la Commissione europea ha dato una valutazione positiva alla proposta italiana di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, esponente di Fratelli d’Italia, ha sottolineato che la revisione consentirà di destinare circa 2,5 miliardi di euro alla competitività del sistema produttivo, all’efficientamento energetico delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica e alla riduzione dei costi energetici delle famiglie, oltre a rafforzare le infrastrutture idriche e ferroviarie. L’iter dovrebbe concludersi entro la fine di agosto.
150 milioni alla Puglia
La Banca europea per gli investimenti (Bei), l’istituto di credito dell’Ue per finanziare investimenti, ha approvato 150 milioni di euro per la Regione Puglia, con una prima tranche da 50 milioni già firmata. Il finanziamento, il cui via libera è arrivato il 3 agosto, sosterrà investimenti per circa 2,34 miliardi previsti dal Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2021-2027 e dall’Accordo per la coesione. Le risorse riguarderanno sanità, istruzione, trasporti, energia, acqua, rifiuti e sviluppo territoriale, con benefici stimati per circa 4 milioni di pugliesi.
La vicepresidente italiana della Bei Gelsomina Vigliotti ha sottolineato che le risorse “contribuiranno ad accelerare investimenti strategici per migliorare servizi essenziali, infrastrutture sociali, mobilità sostenibile e resilienza climatica”. Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, esponente del Partito democratico, ha parlato di una “nuova iniezione di fiducia”.
Acqua per l’Etna Valley
A inizio mese la Regione Siciliana ha approvato la riprogrammazione di 7,2 milioni di euro del Piano sviluppo e coesione (Psc) Sicilia per ammodernare il campo pozzi di Pantano d’Arci, nella zona industriale di Catania, in Italia. L’intervento punta a rafforzare l’approvvigionamento idrico per le attività industriali e a sostenere la crescita del distretto tecnologico. Le opere sono legate anche al progetto “Silicon Carbide Campus” di STMicroelectronics, investimento da 5 miliardi di euro cofinanziato dalla Regione con 300 milioni del Programma regionale Fesr 2021-2027. Il presidente siciliano Renato Schifani, esponente di Forza Italia, ha definito l’intervento un “tassello di una strategia più ampia” per il rilancio dell’area industriale di Catania.
Viaggio tra i Baltici
Si è concluso il 29 agosto il viaggio dei Cohesion Correspondents 2026, giovani giornalisti impegnati a raccontare l’impatto della politica di coesione europea sui territori. Dal 15 agosto hanno visitato progetti finanziati dall’Ue in Finlandia e nei Paesi baltici, concentrandosi sulle regioni al confine con Russia e Bielorussia. Tra le iniziative osservate figurano progetti a sostegno del turismo nella regione finlandese di Saimaa e la ristrutturazione del castello di Narva, in Estonia.
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