La ripresa dei lavori a Palazzo dei Normanni è ormai agli sgoccioli. E il primo punto all’ordine del giorno da affrontare non poteva essere più impegnativo. La variazione di bilancio da 221 milioni di euro è pronta al suo debutto all’Ars. Una partita che più di tutte attira l’attenzione è quella relativa all’Irfis. La cassaforte della Regione Siciliana negli ultimi anni ha ricoperto un ruolo sempre più essenziale e predominante. Un trend confermato anche in vista dell’ormai imminente manovrina. Ma non solo. Nel mese di settembre il nome dell’ente è pronto a risuonare a più riprese, rientrando nel vasto mosaico delle nomine si sottogoverno e dei cda delle partecipate da rinnovare.
Numeri, governance e la prossima variazione di bilancio
Alla stato attuale il valore della manovrina, contenente le richieste provenienti dagli assessorati, è di 221 milioni di euro. Archiviato il primo step, adesso è pronta a prendere il via la secondo fase. Da martedì 1 a giovedì 10 le Commissione di merito avvieranno l’esame, per poi passare la palla in II Commissione Bilancio, dove è attesa la mole di lavoro maggiore, con la sintesi di tutte le richieste e le iniziative parlamentari, per le quali saranno messi sul piatto altri 200 milioni. I restanti 100 milioni rimarranno nella disponibilità dell’Assemblea.
Dalle imprese alla prima casa per i giovani, l’Irfis avrà un ruolo centrale nelle misure più rappresentative del testo e che, osservando i numeri forniti in questi anni, potrebbe accresce ulteriormente. Dal 2020, quando è divenuto soggetto in house della Regione, al 2025, Irfis ha avuto in gestione ben oltre 1 miliardo di euro in fondi pubblici. L’Istituto ha un attivo di 314, 5 milioni di euro e un patrimonio di 225 milioni di euro. In pancia all’ente ci sono i bandi più importanti, risorse di una parte consistente dell’ultima Finanziaria e anche dell’ultimo strumento finanziario alle porte.
In attesa del rinnovo, alla guida figurano tre dei dirigenti quotati della macchina regionale: Ignazio Tozzo, Giovanni Bologna e Vitalba Vaccaro. In tal senso novità potrebbero giungere verso metà settembre. Resta infatti da sciogliere in nodo della rappresentanza di genere. Il cda, composto da cinque figure impone due uomini e tre donne o viceversa.
Ma vediamo nel dettaglio le misure in cui Irfis sarà protagonista.
Giovani e prima casa
Sono 9 milioni le risorse destinate al fondo per l’erogazione di mutui ipotecari agevolati a favore di giovani per l’acquisto della prima casa. L’obiettivo è quello di favorire l’autonomia abitativa e la permanenza dei giovani under 35 in Sicilia. La misura è riservata ai giovani residenti nell’Isola di età inferiore ai 35 anni e con Isee 2026 non superiore a 35mila euro. La norma prevede: un importo massimo finanziabile pari a 200mila euro; un importo del mutuo non può essere superiore al 90% del valore di perizia dell’immobile, ridotto in misura proporzionale al 45% in caso di cointestazione con soggetto privo di requisiti; una durata massima dell’ammortamento è di 30 anni; un tasso di interesse agevolato è parametrato all’Euribor 3 mesi + 0,50% di spread, con un cap (tetto massimo) fissato al 2,50% nominale annuo.
Consumi e potere d’acquisto
Irfis gestirà anche un altro fondo da 9 milioni di euro destinato però all’abbattimento degli interessi sui prestiti al consumo. La norma nasce per sostenere il potere d’acquisto dei nuclei familiari. La misura è riservato ai residenti in Sicilia aventi un Isee 2026 inferiore a 35mila euro e riguarda i contratti di finanziamento stipulati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026 per l’acquisto di beni durevoli e semidurevoli non di lusso. Per evitare distorsioni e garantire la finalità sociale del provvedimento, sono esclusi i beni di lusso come gioielli, opere d’arte, veicoli di grossa cilindrata o imbarcazioni. Il contributo a fondo perduto coprirà il 70% della quota interessi, con un limite minimo di 150 euro e un massimo di 2.500 euro. Ogni richiedente potrà presentare un’unica istanza relativa ad un solo contratto di finanziamento.
Interessi sui mutui per l’acquisto della prima casa
Altri 9 milioni riguardano il fondo per l’abbattimento degli interessi sui mutui accesi per l’acquisto della prima casa. L’obiettivo è quello di mitigare l’onere finanziario sostenuto dai mutuatari a causa del rialzo dei tassi d’interesse verificatosi nel biennio precedente, mediante il riconoscimento di un contributo a fondo perduto parametrato agli interessi effettivamente pagati nel periodo 2024-2025. La misura è rivolta ai residenti in Sicilia titolari di mutui ipotecari a tasso variabile accesi per l’acquisto della prima casa situata in un comune siciliano. L’accesso sarà condizionato a un Isee 2026 inferiore a 35mila euro. Il contributo concedibile sarà pari al 50% della quota interessi per le rate del biennio 2024-2025, purché regolarmente pagate, fino a un tetto massimo di 1.500 euro per ciascuna annualità massimo complessivo 3mila euro per beneficiario. La graduatoria verrà formulata prioritariamente in base al valore crescente dell’Isee, favorendo le fasce più deboli e, in via subordinata, secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Dalle imprese al commercio: i plafond incrementati
Incrementati anche altri due plafond già costituiti: 4 milioni di euro per i finanziamenti nel settore del commercio, intervento nato al fine di supportare un settore storicamente esposto alle oscillazioni dei consumi e dei costi di gestione, e 10 milioni di euro destinati agli aiuti alle imprese.
Per quanto riguarda il sostegno alle imprese, nel corso dell’attuazione della misura, l’elevato numero di domande inoltrate ha evidenziato una richiesta nettamente superiore alla capienza della dotazione originaria, tanto da far esaurire velocemente le risorse inizialmente stanziate e lasciando una sostanziosa platea di imprese prive del contributo per mancanza di copertura finanziaria, nonostante fossero inserite nella graduatoria degli aventi diritto. La misura si inserisce nel quadro delle politiche regionali di sostegno al tessuto economico e produttivo della Sicilia, con particolare riguardo all’attenuazione del costo del credito e dell’impatto dell’incremento dei tassi di interesse sulle imprese. La norma prevede la concessione di contributi a fondo perduto, erogati nel rispetto del regime comunitario “de minimis”, destinati all’abbattimento degli interessi sui mutui stipulati con banche e intermediari finanziari ed in essere alla data del 1° gennaio 2024, contratti da microimprese e pmi aventi unità produttiva in Sicilia per finanziare programmi di investimento o il fabbisogno di capitale circolante.
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