Prove tecniche di “campo largo”: il Pd chiama a raccolta il fronte progressista

Archiviata la vetrina “rosa” legata al ritorno in città dopo 52 anni del Giro d’Italia, la politica formiana è in pieno fermento in vista delle elezioni amministrative in programma esattamente tra un anno. Soprattutto il Partito Democratico: ha avviato una serie di incontri finalizzati a dar vita al campo largo.

Un progetto con un chiaro fine elettorale, inserito in “Open Formia – Idee in Comune”, un percorso di assemblee pubbliche aperte a cittadini, associazioni, operatori, realtà del territorio e forze politiche. Insomma uno “spazio stabile di confronto, ascolto e proposta sulle sfide della nostra città”, ha sottolineato il coordinatore cittadino dei Dem Stefano Scipione.

Incontri e trattative

E il Pd, mentre è impegnato a costruire e rendere operativo un“laboratorio di elaborazione collettiva sui bisogni e sul futuro della nostra comunità”, ha anche avviato contatti per formare un treno di cui vuole tornare ad essere il locomotore in proiezione del voto 2027.

L’ex sindaco Paola Villa della lista civica “Un’altra città”

Scipione ha capitanato una delegazione che negli ultimi giorni ha incontrato il Movimento Cinque Stelle (guidato dal segretario cittadino Marco Saraniero), Europa Verde (presenti i dirigenti di Formia e Gaeta Maria Rita Manzo e Beniamino Gallinaro), Sinistra Italiana (il cui coordinatore comunale, Giuseppe Bortone, guida anche il partito provinciale). E l’altra sera, una rappresentanza della lista civica “Un’altra città (rappresentata dall’ex sindaco Paola Villa, dal coordinatore Christian Lombardi e da Orlando Giovannone e Carmina Trillino).

Queste consultazioni nel fronte Progressista non sono state ospitate dalla sede cittadina del Pd. Il Partito da qualche settimana non ha più una base operativa perché il locale in via Divisione è stato venduto dal proprietario. E così Il Pd deve lanciare il guanto di sfida alla coalizione di governo formata da Forza Italia-Fratelli d’Italia senza un luogo fisico in cui elaborare una proposta politica alternativa a quella del centrodestra che dal 2021 amministrativa il comune di Formia. Il segretario Scipione comunque ha tranquillizzato la base: annunciando “la disponibilità di una nuova sede che dovrà assolvere alla nostra mission di sempre, quella di essere uno spazio aperto”.

Il programma denominatore comune

Il Municipio di Formia

Gli incontri con i Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno avuto un esito positivo. A sintetizzarli è stata la responsabile cittadina di Europa Verde, ex vice sindaco ed assessora alla cultura.

“Abbiamo considerato positiva questa iniziativa del Partito Democratico che non deve avere il fiato corto ma diventare un tavolo permanente perché le cose che attendono il fronte progressista sono tante e tali per le quali il tempo, nonostante manchi ancora un anno all’appuntamento elettorale, non è sufficiente” ha commentato Maria Rita Manzo. Mettendo in chiaro un punto, la coalizione deve nascere intorno ad un programma condiviso. “Senza una proposta programmatica comune è inutile e dannoso fantasticare sul nome del candidato sindaco”.

Tradotto: i “cespugli” di quello che un tempo era l’Ulivo hanno inviato un chiaro messaggio al Pd: il programma è una conditio sine qua non per raggiungere un accordo dalla chiara matrice elettorale.

No alle primarie per la scelta del candidato a sindaco

Gli incontri non hanno affrontato la modalità per la scelta del candidato a sindaco ma la Manzo ha chiesto di non effettuare ‘voli pindarici’ pensando alla soluzione praticata più volte delle primarie: “E’ uno strumento che garantisce la partecipazione – ha concluso – Ma a Formia si sono rivelate divisive. E gli effettivi negativi devono ancora rimarginarsi nel centrosinistra”.

Stefano Scipione, segretario del Pd di Formia

Il segretario Scipione preferisce ricordare il tema della festa dell’Unità dello scorso settembre nella villa comunale “Costruire l’alternativa”: “Si tratta di un’alternativa che non nasce da alleanze di comodo o dalla semplice somma di voti, ma dal confronto delle idee, dal riconoscersi in valori comuni e dal coraggio di guardare lontano. Costruire un’alternativa per Formia deve avvenire attraverso un importante momento di dialogo con tutte le forze politiche, le associazioni e i movimenti che non fanno parte dell’attuale maggioranza di governo della città”.

“Abbiamo la necessità di dare vita a una nuova visione per Formia”.

I due fronti dei dem

Vittorio Pecorino

Il Pd è mobilitato in questa fase su due fronti. Il primo è quello di allargare il perimetro (anche con la lista “Un’altra città” dell’ex sindaco Paola Villa che ha detto di non essere interessata ad alleanze con forze politiche come la Lega) del campo largo all’associazionismo civico. Il secondo è finalizzato a dar vita ad una coalizione trasversale che ripeta quella che appoggiò cinque anni fa Amato La Mura.

E a chiedere un incontro a Scipione è stato il suo omologo della Lega, Vittorio Pecorino. Avrebbe fornito tre date, l’ultima della quale è stata quella di mercoledì 27 maggio, ma risposte dai Dem, impegnati ad incontrare le forze del fronte progressista, non sarebbero ancora arrivate.

A tal proposito non c’è unità d’intenti nello stesso Pd. A sollecitare una verifica per una ipotetica intesa con “pezzi” di partiti e civici del centrodestra sono due dei tre consiglieri comunali: Alessandro Carta e la nuova arrivata Imma Arnone che, capogruppo consiliare di “Guardare Oltre”,aveva sostenuto La Mura alle ultime amministrative mentre il Pd ufficiale, pur racimolando tre volte di più il numero dei voti di “Guardare Oltre”, aveva eletto il candidato sindaco Luca Magliozzi e Alessandro Carta.

Imma Arnone

Che non servano più battaglie di rappresentanza ne è convinta la Arnone. “Il Pd deve avere il coraggio di guardarsi attorno e di saper individuare, per il bene della città, anche le energie migliori. Sbaglia chi ci accusa di favorire opportunistiche ‘ammucchiate’, pur di vincere le prossime amministrative. Sbaglia perché questo partito (il Pd) ha fatto parte di una maggioranza ibrida con Forza Italia per governare l’Amministrazione Provinciale nei mandati dei presidenti Sandro Medici e Gerardo Stefanelli. Ora è tornato a riproporre lo schema tradizionale nazionale ma con il centrodestra ricompattato con lelezione di Carnevale a presidente della provincia si rischia di rimanere fuori dai futuri schemi decisionali della Provincia”.

Il rebus delle provinciali

Luca Magliozzi

Quelle della consigliera Arnone sono parole forti pronunciate nelle ore in cui il Pd, unitamente alle altre forze politiche, ha iniziato la campagna elettorale in vista del rinnovo il 7 giugno prossimo del Consiglio provinciale che sarà in carica nei prossimi due anni.

Un dibattito nel… dibattito è in corso nel Pd formiano. Chi si si aspettava un generoso passo di lato del capogruppo consiliare Luca Magliozzi, ha dovuto rivedere le sue posizioni. Dopo due mandati l’ex candidato sindaco insegue ora il “tris” confidando nell’apporto del Partito del sud pontino e di quello di Latina. Magliozzi è sostenuto dal consigliere regionale Salvatore La Penna, dal segretario provinciale Omar Sarubbo e dalla consigliera comunale di Latina Valentina Campagna nella veste, quest’ultima, di vice segretaria regionale dei Dem.

Ha provato ad avanzare una sua candidatura la stessa Arnone ma ha dovuto, a malincuore, fare dietrofront dopo una ricognizione tra i consiglieri comunali del Pd in carica negli altri centri del Golfo. E aver riscontrato una palese resistenza nel partito di Latina, i cui voti ponderati valgono molto di più di quelli di Formia, Gaeta, Minturno, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno e delle isole.

Formia, a differenza di Gaeta che non aveva rappresentanti nel consiglio provinciale, ha la possibilità di eleggere tre rappresentanti, un quarto dell’assemblea di via Costa. Se il sindaco di Forza Italia Gianluca Taddeo si è candidato con la quasi sicura certezza di ottenere la terza elezione, ha deciso di inseguire il bis anche il consigliere comunale e provinciale uscente della Lega Nicola Riccardelli

Considerato un potenziale candidato sindaco del centrodestra civico alternativo a Forza Italia e a Fratelli d’Italia, Riccardelli aveva chiesto garanzie al carroccio di Latina per la sua rielezione. Anche per lui valeva il discorso del valore del voto ponderato dei consiglieri leghisti nel comune capoluogo. L’ex presidente della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci aveva deciso di accettare la sua candidatura “soltanto” se fossero stati “sciolti alcuni nodi”. Cosa che non è avvenuta.

Gianluca Taddeo, sindaco di Formia

Ne aveva parlato con il segretario provinciale della Lega Massimo Moni e con il sottosegretario Claudio Durigon perché “il rispetto in politica resta ancora un valore”. La Lega ha deciso di candidare Domenico Villani, consigliere comunale indipendente a Terracina. Circola un’indiscrezione in base alla quale la Lega punta sull’ex forzista perché la sua difficile ma non impossibile elezione a consigliere provinciale permetterebbe alla Lega di passare da tre a sei consiglieri.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse. Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link  Saverio Forte
Source link

Di