Da domenica 27 settembre si applicano in Italia le disposizioni della direttiva UE 2024/825 (Empowering Consumers for the Green Transition), recepita con il Decreto Legislativo n. 30/2026, contro alcune pratiche di greenwashing e le dichiarazioni ambientali ingannevoli.
Le dichiarazioni di sostenibilità ambientale generiche diventano un rischio per le aziende e le affermazioni ambientali da oggi in poi dovranno essere sempre più precise, documentabili e coerenti con le caratteristiche e gli impatti effettivi di prodotti e servizi.

Dove la bicicletta entra nel bilancio di sostenibilità
Come si passa dalla teoria alle metriche di bilancio?
L’infografica riportata di seguito illustra la matrice di raccordo tra le iniziative a supporto della bicicletta e i framework ESG. La mappatura collega i criteri della certificazione Azienda Bike Friendly, che valuta le azioni a supporto dell’uso della bicicletta, con i due standard della rendicontazione di sostenibilità per le aziende: quello europeo (ESRS) e quello internazionale (GRI).


La ciclabilità risponde a tutti e tre i pilastri ESG:
- Environment (E): impatti ambientali come la riduzione delle emissioni di CO₂ associate ai tragitti casa-lavoro e realizzazione di infrastrutture fisiche in sede, valutate in investimenti per rastrelliere, spogliatoi, stazioni di ricarica e-bike.
- Social (S): politiche di welfare, incentivi economici al km, promozione della salute e del benessere del personale e leve per l’attrazione dei talenti e l’employer branding.
- Governance (G): policy aziendali come il Piano Spostamenti Casa-Lavoro e coordinamento tra le funzioni interne di Mobility Management, Risorse Umane e Direzione Sostenibilità.
Per ogni pilastro, la matrice illustrata indica i dati quantitativi che l’azienda può raccogliere con la certificazione azienda bike friendly: i km percorsi in bicicletta, le tonnellate di CO₂ evitate, la percentuale di adesione del personale, la spesa per rimborsi e bonus e gli investimenti infrastrutturali. Sul piano della Governance, la certificazione rilasciata da FIAB, in quanto ente terzo, costituisce un’evidenza documentale del percorso e delle misure adottate dall’azienda, utile anche ai fini della verifica e della rendicontazione.


Dalla Corporate Responsibility alla strategia ESG
Per anni la responsabilità sociale d’impresa (CSR) ha coinciso con iniziative filantropiche o campagne di comunicazione, spesso lontane dai processi aziendali. Oggi la sostenibilità è strategia di business, gestione del rischio e posizionamento di filiera, e la bicicletta ha assunto un ruolo importante in questa transizione.


Due tappe europee segnano il cambiamento:
- Adozione degli ESRS (31 luglio 2023): con l’atto delegato della Commissione Europea che ha definito gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) nell’ambito della direttiva CSRD, recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024.
- Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità (3 aprile 2024): con la firma dellaEuropean Declaration on Cycling, Parlamento, Consiglio e Commissione UE hanno riconosciuto la bicicletta come modalità di trasporto sostenibile, accessibile e conveniente, con un ruolo evidente nel processo di decarbonizzazione europea.
Due standard a confronto: criteri internazionali (GRI) ed europei (ESRS)
Per rendicontare correttamente le azioni sulla mobilità ciclabile, le aziende dialogano oggi con due grandi famiglie di standard:
- Il framework internazionale, GRI (Global Reporting Initiative): è uno dei principali standard internazionali per la rendicontazione di sostenibilità e misura gli impatti dell’organizzazione sull’economia, sull’ambiente e sulle persone.
- Il framework europeo, ESRS (European Sustainability Reporting Standards) è lo standard obbligatorio per le aziende soggette alla direttiva CSRD. Introduce il principio della doppia materialità: l’azienda rendiconta i propri impatti sull’ambiente e sulle persone e valuta anche, in anticipo, come i rischi e le opportunità ambientali e sociali potrebbero incidere sui suoi risultati finanziari.


Il contributo alle città a impatto zero
La mobilità ciclistica può contribuire agli obiettivi della Missione europea “100 città intelligenti e climaticamente neutrali”, che punta alla neutralità climatica entro il 2030 nelle città partecipanti: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino.
Qui i trasporti sono un settore strategico e ogni tragitto in bicicletta può contribuire agli obiettivi del Climate City Contract sottoscritto da ciascuna città con la Commissione Europea. La certificazione Azienda Bike Friendly offre un percorso strutturato, con criteri e indicatori definiti, che aiutano l’impresa ad agire sui diversi ambiti ESG – ambientale, sociale e organizzativo – e a documentare le proprie azioni.
Partecipa all’indagine: una fotografia dello stato dell’arte
Per comprendere come il tessuto aziendale si muove in questo contesto e tracciare un quadro aggiornato sulla diffusione della mobilità attiva nelle imprese, abbiamo lanciato un’indagine sulla mobilità sostenibile e sul reporting ESG. Il questionario nasce come strumento di ascolto e raccolta dati per mappare lo stato dell’arte e identificare le prassi organizzative legate alla ciclabilità.
Un primo dato: chi gestisce mobilità e reporting ESG?
Abbiamo chiesto come sono organizzate in azienda le competenze di Mobility Management e Reporting ESG. Su [N] risposte raccolte, il [X]% indica funzioni separate ma collegate: figure distinte che collaborano su dati e obiettivi comuni. Nel [Y]% dei casi la stessa persona o lo stesso ufficio gestisce entrambe le funzioni, mentre nel [Z]% le due funzioni operano senza coordinamento. Il [W]% segnala un ruolo ancora da formalizzare, senza un referente dedicato alla sostenibilità.
Il dato può suggerire che, quando Mobility Management e Reporting ESG collaborano, la figura del Mobility Manager possa trovare maggiore ascolto: i dati sugli spostamenti confluiscono nel bilancio di sostenibilità e arrivano al vertice aziendale. In questo modo la ciclabilità passa da iniziativa operativa a leva strategica, con più possibilità di ricevere investimenti. È proprio il passaggio che il nuovo quadro normativo e l’evoluzione della rendicontazione ESG rendono sempre più importante: le azioni per la bicicletta possono diventare metriche ESG documentate e verificabili.
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