Come cambia il calcolo dell’Isee nel 2026 per bonus e assegni?


Nuove soglie per la casa di proprietà, maggiorazioni per i figli, neutralizzazione dell’assegno unico e Isee automatico antifrode: tutte le novità operative dal 1° gennaio 2026.

Dal 1° gennaio 2026 il modo in cui viene calcolato l’Isee per alcune delle prestazioni più diffuse è cambiato in modo significativo. Non si tratta di una riforma generale dell’indicatore, ma dell’introduzione di un calcolo specifico — il cosiddetto Isee per prestazioni familiari e per l’inclusione — riservato a cinque misure chiave: assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, assegno unico universale, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Per queste prestazioni, la soglia di esclusione della casa di proprietà sale, le maggiorazioni per i figli aumentano, e gli importi dell’assegno unico percepiti nei due anni precedenti vengono neutralizzati automaticamente dal calcolo.

La domanda che molte famiglie si pongono è come cambia il calcolo dell’Isee nel 2026 per bonus e assegni: la risposta emerge dalla legge di Bilancio 2026 — art. 1, comma 208 — e dai messaggi e circolari Inps che ne hanno dato attuazione operativa. Le novità vanno nella direzione di un indicatore più favorevole per i nuclei con figli e con un’abitazione di proprietà, con l’obiettivo di rendere più consistenti gli aiuti per le famiglie in difficoltà economica. A queste modifiche si aggiunge l’Isee automatico antifrode, introdotto dal decreto Pnrr n. 19 del 2026, che cambia le modalità di accesso alle agevolazioni locali e rafforza i controlli.

Il nuovo Isee per prestazioni familiari e per l’inclusione: a chi si applica

La riforma non tocca l’Isee ordinario, che rimane invariato per la maggior parte delle prestazioni. Il nuovo calcolo si applica esclusivamente a cinque misure specifiche: assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, assegno unico universale per i figli a carico, bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione, bonus nuovi nati.

Per tutte le altre prestazioni — agevolazioni universitarie, tariffe agevolate per servizi, benefici fiscali locali — continua a valere l’Isee ordinario.

L’Inps aveva comunicato con il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026 che le novità erano operative ma non ancora visibili sull’attestazione finale. Successivamente, con il messaggio n. 799 del 6 marzo 2026, l’istituto ha comunicato di aver aggiornato tutte le attestazioni Isee presentate dal 1° gennaio 2026, ora integrate con il valore specifico dell’Isee per prestazioni familiari e per l’inclusione.

La soglia della casa di proprietà: da 51.500 a 91.500 euro

La novità più rilevante per molte famiglie riguarda il trattamento della casa di proprietà nel calcolo del patrimonio immobiliare.

Fino al 2025, il valore catastale dell’abitazione principale era escluso dal calcolo dell’Isee solo fino a 51.500 euro. Oltre quella soglia, la parte eccedente contribuiva all’indicatore patrimoniale, aumentando l’Isee e riducendo l’accesso alle prestazioni.

Dal 2026, per le cinque prestazioni interessate, la soglia di esclusione sale a 91.500 euro — quasi il doppio. Per i nuclei familiari che risiedono nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane — dove i valori catastali tendono ad essere più elevati — la soglia è ulteriormente aumentata a 120.000 euro. Per ogni figlio convivente successivo al primo è previsto un incremento aggiuntivo di 2.500 euro.

In pratica, chi possiede una casa di valore catastale inferiore a queste soglie — che in molti casi corrispondevano in precedenza a immobili di valore commerciale anche elevato — non vede quella proprietà pesare sull’Isee per le cinque prestazioni interessate.

Le maggiorazioni della scala di equivalenza per i figli

La scala di equivalenza è il parametro che tiene conto della composizione del nucleo familiare nel calcolo dell’Isee: più componenti ha la famiglia, minore è teoricamente il peso economico pro capite. Il valore della scala aumenta al crescere dei componenti, con maggiorazioni specifiche per le situazioni di maggiore bisogno.

Dal 2026, per le cinque prestazioni interessate, le maggiorazioni relative alla presenza di figli nel nucleo vengono rideterminate e ampliate. Viene introdotta per la prima volta una maggiorazione specifica per i nuclei con due figli — pari a 0,10 — che in precedenza non esisteva. Le maggiorazioni per i nuclei con tre, quattro e cinque o più figli vengono incrementate di 0,5 ciascuna rispetto alle precedenti: il risultato è che i nuclei più numerosi vedono aumentare significativamente il denominatore della scala di equivalenza, riducendo l’Isee pro capite e quindi l’indicatore complessivo.

La neutralizzazione dell’assegno unico: come funziona in pratica

Per le tre prestazioni destinate ai minori — assegno unico universale, bonus nuovi nati e bonus asilo nido — è prevista una ulteriore misura favorevole: gli importi percepiti tramite l’assegno unico nei due anni precedenti non rilevano ai fini del calcolo dell’Isee.

La motivazione è evidente: l’assegno unico raggiunge circa 6 milioni di nuclei familiari e, per chi ha un Isee basso, può valere fino a quasi 200 euro al mese per figlio — 2.400 euro all’anno. Senza neutralizzazione, quegli importi aumenterebbero l’Isee dell’anno successivo, riducendo proprio i benefici che l’assegno intende sostenere: un effetto controproducente.

La neutralizzazione avviene automaticamente — è l’Inps a calcolare lo storno senza che la famiglia debba fare nulla. Come specificato dalla circolare Inps n. 29 del 27 marzo 2026, il valore dell’assegno unico percepito viene diviso per il parametro della scala di equivalenza del nucleo e il risultato viene sottratto dall’indicatore.

Un esempio concreto: se la famiglia ha percepito 3.100 euro di assegno unico e il parametro della scala di equivalenza è 3,1, il valore da sottrarre dall’Isee è 1.000 euro (3.100 diviso 3,1). Per una famiglia con Isee di 41.000 euro, l’indicatore utilizzato per il bonus nido scende a 40.000 euro.

L’esclusione dei titoli di Stato: confermata a regime

Resta confermata, a regime già dall’aprile 2025, l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare — ai fini del calcolo dell’Isee — dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postali, fino a 50.000 euro per nucleo familiare.

La novità era stata introdotta dalla legge di Bilancio 2024 e attuata nel 2025 con il Dpcm n. 13 del 2025. In caso di Isee precompilato online, l’esclusione è applicata automaticamente sugli importi già presenti nelle banche dati Inps. In caso di presentazione tramite Caf o in modalità autodichiarata, l’esclusione deve essere effettuata dall’intermediario o dal dichiarante, come chiarito dalla circolare n. 73 del 2025.

L’Isee automatico antifrode: meno burocrazia, più controlli

Il decreto Pnrr n. 19 del 2026 introduce una novità procedurale rilevante: l’Isee automatico antifrode. Da ora, per le agevolazioni locali e universitarie, saranno università, scuole e pubblica amministrazione a reperire direttamente il valore Isee del richiedente dalla Piattaforma digitale nazionale dati, interrogando le banche dati Inps. Il cittadino non dovrà portare l’attestazione agli uffici: basterà aver presentato la Dichiarazione sostitutiva unica.

Le prestazioni interessate dall’automatismo sono numerose: esonero totale o parziale dalle tasse scolastiche e universitarie, borse di studio, tariffe agevolate per mense e trasporti pubblici, bonus affitto, riduzioni della Tari, contributi locali per asili nido e servizi educativi.

L’obiettivo non è solo semplificare la vita dei cittadini. La relazione illustrativa al decreto lo dice esplicitamente: rendere più cogente ed efficace l’attività di controllo per evitare che si ottengano benefici a cui non si ha diritto.

I numeri delle dichiarazioni infedeli

I dati sulle irregolarità mostrano l’entità del problema che il nuovo sistema di controlli intende affrontare. Dai controlli sugli Isee 2025 sono risultate 640.718 attestazioni viziate da difformità non sanate al 31 dicembre 2025, su un totale di quasi 11,6 milioni di pratiche elaborate.

Un primo incrocio con la banca dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente — disponibile per i controlli interni dell’Inps dall’anno in corso insieme ai dati del registro automobilistico dell’Aci — ha fatto emergere oltre 1 milione di Isee con una composizione del nucleo familiare diversa da quella effettiva. Il fenomeno è verosimilmente alimentato da pratiche come il trasferimento sulla carta di un figlio maggiorenne in un altro nucleo, che abbassa l’Isee e riduce le tasse universitarie. Il totale degli indicatori infedeli rispetto alla realtà supera 1,7 milioni.

I numeri dell’Isee: chi presenta la dichiarazione e come cambia la distribuzione

In base agli ultimi dati dell’Osservatorio Isee dell’Inps, nel 2025 sono stati 10,3 milioni i nuclei titolari di Isee, in aumento del 3% rispetto al 2022. La fascia con Isee sotto i 10.000 euro resta la più popolata — il 3% delle attestazioni ha valore zero, il 37% è sotto i 10.000 euro — ma negli ultimi quattro anni le famiglie con Isee inferiore a 10.000 euro sono diminuite del 21%, anche per effetto degli importi dell’assegno unico inclusi nel calcolo. Sono cresciute invece le fasce intermedie: del 13% gli Isee tra 10.000 e 15.000 euro, del 27% quelli tra 15.000 e 25.000 euro, del 41% quelli tra 25.000 e 40.000 euro, del 43% quelli oltre i 40.000. A influire sono anche i trend positivi dell’occupazione e il lieve aumento delle retribuzioni.


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 Angelo Greco

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