L’evasione fiscale si sposta online. La Guardia di Finanza lancia una dura offensiva contro influencer, venditori digitali e chirurghi abusivi.
Il mondo di internet non rappresenta più una zona franca per chi vuole nascondere i propri guadagni allo Stato. L’evasione fiscalecambia volto e si trasferisce online. La regola generale è ormai chiara per tutti i cittadini. Chiunque svolge una vera e propria attività commerciale sul web deve dichiarare i propri redditi al Fisco, senza scuse. La Guardia di Finanzadecide di usare il pugno di ferro contro questa immensa emorragia di denaro. Questa somma, unita alle attività illecite, brucia ben 217,5 miliardi di euro. Il mirino delle autorità punta sulle nuove professioni digitali, sulle piattaforme di affitto e sulle vendite tra privati. Le indagini scoprono anche un fenomeno inquietante, legato a falsi medici che mettono in pericolo i pazienti.
Un fiume di denaro nascosto nel web
Il comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, espone una realtà allarmante durante il panel intitolato “Economia sommersa, l’altra faccia dell’Italia”. L’incontro, tenutosi al Festival dell’Economia di Trento con l’organizzazione del Sole 24 Ore e di Trentino Marketing, mette a nudo una voragine economica senza precedenti. L’intera economia non osservata raggiunge la cifra mostruosa di 217,5 miliardi di euro. Questo numero impressionante nasce dalla somma del sommerso tradizionale e delle attività del tutto illegali. Le Fiamme Gialle affrontano una vera e propria mutazione genetica dei trasgressori. Per vincere questa battaglia, il corpo militare cerca nuovi profili tecnici. Nel prossimo futuro le assunzioni riguarderanno ingegneri telematici, esperti di infrastrutture digitali, fisici, matematici e persino medici.
La trappola dei pagamenti verso l’estero
Le forme per sottrarsi al pagamento delle imposte si moltiplicano. I trasgressori passano dal semplice occultamento dei redditi a tecniche molto sofisticate. La fatturazione per operazioni inesistenti e la pianificazione fiscale aggressiva dominano la scena criminale. Lo Stato risponde con armi efficaci. L’obbligo della fatturazione elettronicafornisce un aiuto inestimabile agli investigatori. Una recente norma introduce poi l’obbligo di collegare per via telematica il Pos al registratore di cassa. Grazie a questa mossa, i finanzieri scoprono scenari clamorosi. Le indagini individuano commercianti in possesso di due o tre dispositivi Pos, collegati in modo segreto a conti correnti aperti all’estero. Spesso i soldi finiscono in Paesi che non collaborano nello scambio di informazioni finanziarie con l’Italia.
Regole severe per i venditori sulle piattaforme
La tecnologia pone le istituzioni di fronte a sfide colossali. Le piattaforme digitaliospitano forme di economia sommersa del tutto inaspettate. Le vendite effettuate da soggetti privati sui portali online registrano un aumento vertiginoso. La legge impone una distinzione netta tra due diverse figure. Un conto è il cittadino che vende la propria bicicletta usata in via del tutto occasionale. Un altro conto è l’utente che compra e rivende merce con continuità e organizzazione. In questo secondo caso la legge parla di vera e propria attività commerciale. L’ordinamento tributario (d.p.r. 600/1973) impone a questi soggetti obblighi precisi, come l’apertura della partita Iva e la denuncia dei redditi. Le indagini si estendono anche al mercato degli affitti brevi. Il lavoro congiunto della Guardia di Finanza e degli altri attori istituzionali permette di recuperare somme ingenti dalle piattaforme di servizi alloggiativi.
Influencer e creatori di contenuti sotto inchiesta
Un intero capitolo riguarda i creatori di contenuti digitali e le celebrità dei social network. Questa nuova professione coinvolge anche persone lontane dalla fama, alla ricerca di visibilità o impegnate su piattaforme con contenuti per adulti. Molti soggetti usano il web con il chiaro intento di nascondersi dal radar dell’erario. Il comandante De Gennaro svela un dettaglio interessante. Diversi creatori di contenuti si presentano di propria iniziativa all’Agenzia delle Entrate per chiedere lumi sulle imposte da pagare. L’evasione in questo settore rimane però ampia e diffusa. Per fermare i furbetti, le Fiamme Gialle stipulano un protocollo operativo comune proprio con l’Agenzia delle Entrate. Le autorità incrociano i dati informatici. Il controllo si concentra sulla forte sproporzione tra i redditi dichiarati nelle denunce annuali e i numeri reali del web, come le visualizzazioni e gli iscritti ai canali.
L’allarme sui finti chirurghi estetici
Il sommerso non riguarda solo il denaro, ma tocca da vicino la salute pubblica. Un fenomeno in forte e preoccupante crescita coinvolge medici abusivi e falsi chirurghi. La fortissima domanda di interventi di chirurgia estetica attira truffatori di ogni genere. Il comandante definisce questo fenomeno come invadente e molto pericoloso. Le autorità alzano il livello di attenzione. In questi casi, i finti dottori accumulano un’evasione fiscale enorme, ma compiono anche altri atti illeciti gravi. Da un lato creano una concorrenza sleale nei confronti dei professionisti onesti, muniti delle dovute autorizzazioni sanitarie. Dall’altro lato, integrano l’esercizio abusivo di una professione (art. 348 cod. pen.) mettendo a gravissimo rischio la salute di pazienti ignari.
Le banche ombra e il riciclaggio di denaro
Le insidie si nascondono anche nei flussi di denaro sporco. L’Uif della Banca d’Italia stima che il riciclaggio nel nostro Paese raggiunga cifre tra i 25 e i 35 miliardi di euro all’anno, nel quinquennio tra il 2018 e il 2022. Questa massa di denaro illegale impatta sul Pil nazionale per un valore compreso tra l’1,5 e il 2 per cento. Il comandante precisa un concetto fondamentale. Il riciclaggio non deriva solo dal narcotraffico, ma raccoglie i frutti velenosi dell’evasione, della corruzione e delle frodi. I metodi per pulire il denaro diventano complessi. Cresce in modo allarmante il sistema delle banche sotterranee, note come underground banking. Organizzazioni criminali di etnia straniera gestiscono questi circuiti irregolari. Il mercato illecito attrae una fetta della vasta comunità cinese presente in Italia. Il meccanismo sfrutta un sistema antico basato sulla fiducia e sulla compensazione. Le transazioni avvengono in gran segreto all’interno di reti familiari. Le indagini si rivelano molto difficili, ma portano ugualmente a sequestri importanti.
Nuove tecnologie contro i launderer digitali
Il contrasto a questa enorme rete illegale si fonda su un perfetto equilibrio tra prevenzione e repressione. La prevenzione passa attraverso la semplificazione burocratica, con la riduzione degli oneri per i cittadini onesti. La repressione esige invece controlli serrati per individuare le illegalità di nuova generazione. L’uso delle tecnologie avanzate fornisce un supporto vitale. Le forze dell’ordine devono oggi combattere contro i riciclatori digitali. I criminali sfruttano meccanismi complessi come gli Iban virtuali e le criptovalute per nascondere i propri capitali. La condivisione dei dati tra gli attori istituzionali, in particolar modo con le agenzie fiscali, rappresenta l’unica vera arma per sconfiggere questa moderna criminalità economica invisibile.
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Raffaella Mari
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