«Il presidente della Regione, Alberto Stefani, è a conoscenza della necessità di apportare modifiche e aggiornamenti al progetto del nuovo ospedale di Padova Est?». È questo il cuore dell’interrogazione a risposta scritta numero 112, presentata il 3 giugno dal consigliere del Pd Andrea Micalizzi e sottoscritta dalla dem Chiara Luisetto e dall’esponente di Avs Elena Ostanel. Nel documento si ricorda che l’8 agosto 2025 Luca Zaia, sulla scorta dell’Accordo di programma tra Regione, Comune, Provincia, Azienda ospedaliera e Università di Padova, aveva illustrato in pompa magna, a Palazzo Balbi, il progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo polo ospedaliero di Padova Est. Quattro i corpi di fabbrica da realizzare: il Day center per la maggior parte delle attività sanitarie diurne; la Piastra ad alta intensità di cura per le funzioni che richiedono un livello assistenziale più elevato; la Torre delle degenze; la Torre della Ricerca.
Per l’opera – aveva garantito allora Zaia, oggi “numero uno” di Palazzo Ferro-Fini – era previsto un investimento complessivo di 870 milioni e 819 mila euro, che doveva avvalersi di una copertura finanziaria di 800 milioni da parte dell’Inail (per la sola edilizia) e, per il restante, di fondi regionali (per arredi e attrezzature). Il cronoprogramma contemplava l’aggiudicazione della gara d’appalto nel 2027 e inaugurazione della struttura nel 2031. L’11 novembre 2025, ovvero 12 giorni prima delle Regionali, la giunta Zaia ha varato lo schema tipo di accordo tra Regione, Inail e Azienda Ospedale-Università. Nella delibera – di cui però è stata data notizia il 4 dicembre – si precisa che il valore dell’opera, fissato a fine 2020 in 590.511.600 euro, è nel frattempo salito appunto a 870.819.000 euro in seguito all’aumento dei costi delle materie prime.
Il 21 maggio 2026 è però maturato il colpo di scena. L’assessore alla Sanità Giancarlo Gerosa e il direttore generale dell’area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti hanno evidenziato «la necessità di apportare modifiche al progetto del nuovo ospedale, alla luce del nuovo quadro delineato dal disegno di legge delega di riforma del Servizio Sanitario Nazionale», con «possibili riduzioni del numero dei posti letto previsti». Va ricordato che, in base agli impegni presi con la Regione il 21 dicembre 2017, già il 22 novembre 2018 (quasi otto anni fa!) la giunta del Comune di Padova – di cui Micalizzi faceva parte – ha ceduto gratuitamente le aree necessarie alla realizzazione dell’opera.
A questo punto, sottolineano i firmatari dell’interrogazione, serve l’apertura di un confronto con Comune, Provincia e Ateneo e bisogna capire se vi saranno ricadute sull’organizzazione dell’ospedale Giustinianeo. Ma in primis tocca al presidente Stefani precisare se siano confermati il valore dell’opera da 870 milioni di euro, il cronoprogramma e i 963 posti letto previsti (compresi i 90 di terapia intensiva).
In attesa di risposte nelle sedi istituzionali, si può ipotizzare come potrebbe cambiare un progetto definitivo che in realtà non è mai diventato esecutivo. Il nuovo policlinico di Padova Est, dicono in Regione, dovrà essere un ospedale di terzo livello, «un hub ad altissima specializzazione», mentre la sanità ordinaria continuerà ad essere trattata al Giustinianeo e all’ospedale Sant’Antonio. La struttura, in base al progetto originario, dovrebbe estendersi su un’area complessiva di 40 ettari e su una superficie edificabile di 220 mila metri quadrati. Previsti 40 sale operatorie e almeno mezzo migliaio di operatori. Il personale e l’utenza dovrebbero poter contare su 2.500 stalli per le auto, di cui 1.550 nel parcheggio multipiano.
Intanto, il 23 luglio 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera, modificando il piano approvato il 5 novembre 2024, all’aggiornamento del programma triennale di investimenti Inail per l’edilizia sanitaria, che prevede interventi per 4 miliardi e 431 milioni di euro. L’ultima voce del lungo elenco si riferisce proprio alla costruzione del nuovo Presidio ospedaliero di Padova Est-San Lazzaro, con un finanziamento di 350 milioni di euro. Ma non dovevano essere più del doppio i milioni stanziati dall’Inail? Così almeno indicava l’allegato 1 della sopracitata delibera di Giunta regionale dell’11 novembre 2025, secondo la quale il ministero della Salute aveva previsto per Padova Est un finanziamento aggiornato di 800 milioni (altri 350 da sommare ai 450 approvati dal ministero della Salute nel maggio 2019). Proprio qui sta la clamorosa novità. L’ipotesi Inail, per cui si era speso Zaia, che contemplava un contratto di locazione da 26-28 milioni all’anno, per 25 anni, a carico dell’Azienda Ospedale-Università, con possibile opzione di riscatto dell’immobile dall’Inail dopo un quarto di secolo, potrebbe essere accantonata da Stefani e Gerosa, che ricorrerebbero viceversa a un mix di fondi regionali, statali e universitari, con una compartecipazione della Cassa depositi e prestiti.
Allora, perché la Regione avrebbe fatto dietro-front? Già nel 2021 e poi nel 2023 il Bo avrebbe espresso non pochi dubbi sull’ipotesi di ricorrere al finanziamento dell’Inail (con l’ospedale che restava di proprietà dell’Istituto), manifestando nel contempo una preferenza per il ricorso all’appalto, finanziato con risorse regionali (200 milioni sarebbero già stati accantonati a Venezia, ma la consigliera Ostanel osserva che non risultano a bilancio) e con un mutuo acceso presso la Banca Europea degli investimenti o presso la Cassa depositi e prestiti, controllata dal ministero dell’Economia. Basterà settembre per dipanare la matassa?
Micalizzi
«Non siamo noi a mettere in dubbio il progetto del nuovo ospedale di Padova Est: è la nuova Giunta regionale di Alberto Stefani che sta mettendo in discussione le scelte approvate dalla precedente amministrazione di Luca Zaia». Così Andrea Micalizzi, vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Ferro-Fini, sottolinea l’impasse in cui si trova l’opera. «Dopo mesi di annunci sul superamento del finanziamento Inail e sulla modifica del progetto, il dato più evidente è che, ad oggi, una soluzione concreta non esiste. Se il piano finanziario non regge – continua Micalizzi, esponente del Pd – allora si spieghi perché pochi mesi fa la stessa maggioranza di centrodestra la presentava come la soluzione migliore, e soprattutto, quale sia oggi l’alternativa. Chi decide di cambiare strada ha il dovere di dimostrare che la nuova soluzione è migliore della precedente, nei tempi, nei costi e nei risultati. Finora, però, questo confronto non è mai stato fatto, né con il Consiglio regionale né con i cittadini. Ogni mese d’incertezza ha un costo, non solo economico, ma anche per la sanità, per la ricerca, per l’università e per i cittadini».
Marcato: «Sto alle parole di Stefani, l’ospedale si farà nei tempi»
Per il consigliere regionale Roberto Marcato (Lega-Liga Veneta), «il nuovo ospedale di Padova Est va fatto. Io sto alle parole del presidente Alberto Stefani, che ha garantito che si rispetterà il cronoprogramma, modificando eventualmente le modalità di finanziamento. L’ospedale nuovo di Padova sarà un punto di eccellenza per la sanità veneta e per la ricerca e rappresenterà un elemento qualificante per la città di Padova».
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