Dopo i reclami presentati dai candidati, l’USR Piemonte ha disposto il riesame della valutazione dei titoli nel concorso PNRR3 richiamando i principi di uniformità di trattamento e autotutela amministrativa. Torna così al centro del dibattito la dicitura “specifico posto” presente nella piattaforma ministeriale relativa alle classi accorpate introdotte dal DM 255/2023. A seguito delle numerose richieste ricevute dai docenti, gli specialisti di MasterMnemosine.it tornano ad occuparsi della vicenda, evidenziando come gli orientamenti emersi sembrerebbero in linea con la tesi già espressa nell’approfondimento pubblicato il 25 maggio. Cresce intanto tra i candidati la richiesta di chiarimenti nazionali e di tutela rispetto a possibili disparità interpretative tra regioni e commissioni.
A seguito delle numerose richieste di chiarimento ricevute dai candidati del concorso PNRR3, gli specialisti di Master Mnemosine tornano ad occuparsi della questione relativa alla valutazione dei titoli nelle classi di concorso accorpate introdotte dal DM 255/2023.
Con il provvedimento pubblicato il 27 maggio 2026, l’USR Piemonte ha disposto il riesame della valutazione dei titoli a seguito delle segnalazioni e dei reclami presentati dai candidati, richiamando espressamente i principi di “uniformità di trattamento” e di “autotutela amministrativa”.
Al centro della questione vi è la dicitura presente nella piattaforma ministeriale:
“superamento di tutte le prove di un precedente concorso ordinario per titoli ed esami per lo specifico posto”.
Secondo quanto riportato nell’avviso piemontese, la Commissione ha ritenuto valutabile esclusivamente il superamento del concorso riferito alla specifica classe di concorso del medesimo grado di istruzione.
Secondo gli specialisti di MasterMnemosine.it, gli orientamenti emersi in queste settimane sembrerebbero andare nella stessa direzione interpretativa già evidenziata nell’approfondimento pubblicato il 25 maggio, ovvero quella secondo cui il riferimento allo “specifico posto” portava logicamente molti candidati a dichiarare esclusivamente il concorso riferito alla specifica procedura selezionata nella domanda.
AM12 e AS12, pur essendo classi accorpate, continuavano infatti ad essere indicate separatamente nella piattaforma ministeriale, con codici distinti, procedure autonome e riferimenti a gradi scolastici differenti.
Per molti candidati, proprio questa distinzione presente nella domanda ministeriale avrebbe rafforzato l’idea che il punteggio dovesse essere attribuito esclusivamente con riferimento alla specifica classe di concorso per cui si partecipava.
Sul tema, inoltre, erano già emersi orientamenti interpretativi che richiamavano quanto previsto dal DM 205/2023.
In particolare, veniva evidenziato che:
“Secondo quanto previsto dal DM 205/2023 il punteggio deve essere assegnato esclusivamente per il superamento del concorso nella specifica classe di concorso. L’attribuzione di punteggi per altre classi, anche se accorpate, non è corretta.”
Secondo numerosi docenti, tale impostazione risulterebbe coerente sia con la formulazione “specifico posto” presente nella piattaforma ministeriale sia con la struttura stessa della domanda concorsuale.
Sul tema vengono inoltre richiamati da numerosi candidati anche orientamenti giurisprudenziali emersi nel dibattito relativo al TAR Calabria.
Molti candidati ritengono inoltre che la dicitura ministeriale fosse particolarmente chiara e difficilmente suscettibile di interpretazioni estensive, soprattutto considerando che le procedure concorsuali risultavano separate nella piattaforma.
Proprio per questo motivo, diversi docenti stanno definendo estremamente complessa e paradossale la situazione che si è venuta a creare per candidati che hanno compilato la domanda attenendosi rigorosamente alla modulistica ministeriale e che oggi rischiano di ritrovarsi penalizzati proprio per aver seguito letteralmente la dicitura predisposta dall’Amministrazione.
Secondo numerosi candidati, infatti, il rischio concreto sarebbe quello di alterare significativamente gli equilibri delle graduatorie sulla base di interpretazioni differenti della medesima dicitura ministeriale.
Molti docenti evidenziano inoltre come l’assenza di chiarimenti nazionali espliciti abbia inevitabilmente portato numerosi candidati ad attenersi rigorosamente alla formulazione letterale “specifico posto”, confidando nella corrispondenza tra procedura selezionata e titolo dichiarabile.
Secondo numerosi candidati, appare inoltre necessario che USR forniscano chiarimenti uniformi a livello nazionale, al fine di evitare che identiche situazioni vengano valutate diversamente da regione a regione.
Alla luce delle differenti interpretazioni emerse, numerosi candidati stanno invitando gli altri docenti interessati a monitorare attentamente gli esiti delle valutazioni nella propria regione e nella propria specifica classe di concorso.
In molte regioni, inoltre, i candidati stanno già predisponendo o valutando l’invio di istanze di autotutela agli USR competenti, al fine di tutelare eventuali diritti lesi e chiedere:
• uniformità applicativa;
• chiarezza interpretativa;
• tutela della parità di trattamento;
• salvaguardia della buona fede dei candidati;
• e trasparenza nelle procedure di valutazione.
Secondo molti docenti, garantire criteri uniformi rappresenta oggi un elemento fondamentale per preservare la credibilità, la trasparenza e l’equità dell’intera procedura concorsuale.
Master Mnemosine continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della vicenda, supportando i docenti nell’interpretazione delle normative scolastiche e delle procedure concorsuali.
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