L’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena continua a presentare un “profilo di forte attrattività” per gli azionisti dell’istituto senese. È la valutazione contenuta nel report di Equita SIM intitolato “Considerazioni preliminari del Consiglio di amministrazione (Cda) di BMPS sull’Opas di Intesa Sanpaolo”, diffuso all’indomani della prima presa di posizione del consiglio di amministrazione di Mps sull’operazione.
Il dossier prende in esame le osservazioni formulate dal board della banca senese, che ha espresso alcune riserve sia sul piano della valutazione economica sia sul razionale industriale dell’operazione, ma conclude ribadendo una posizione favorevole sull’offerta avanzata da Intesa Sanpaolo. Come riportato nello stesso documento, Equita SIM svolge (e ha svolto negli ultimi dodici mesi) il ruolo di consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto e/o scambio avente a oggetto strumenti finanziari emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena.
Nel report, gli analisti della SIM sottolineano che molte delle criticità evidenziate dal consiglio di amministrazione di Mps sarebbero già state affrontate dal management di Intesa Sanpaolo nel corso della presentazione dell’operazione. Tra gli aspetti richiamati dal board di Rocca Salimbeni figurano l’entità del corrispettivo proposto agli azionisti, le sinergie stimate pari a 2,9 miliardi di euro a regime, i rischi di esecuzione dell’integrazione e i possibili effetti derivanti dalla riorganizzazione delle attività del gruppo.
Parallelamente, il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi ha rivendicato la solidità del proprio piano industriale 2026-2030, il razionale dell’integrazione con Mediobanca e la robusta posizione patrimoniale dell’istituto, annunciando inoltre ulteriori approfondimenti sulla proposta alternativa di aggregazione con Banco BPM per valutarne la sostenibilità finanziaria, la logica industriale e il potenziale di creazione di valore per tutti gli stakeholder.
Secondo Equita, tuttavia, l’offerta di Intesa Sanpaolo continua a distinguersi per una serie di elementi che ne rafforzano l’appeal. Il primo riguarda il valore economico riconosciuto agli azionisti di Mps. Gli analisti ricordano infatti che l’Opas incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo di riferimento del 5 giugno e presenta una caratteristica che la differenzia da numerose recenti operazioni di consolidamento del settore bancario italiano: la presenza, fin dall’origine, di una componente in denaro pari a un euro per azione. Questa struttura – sempre secondo il dossier di Equita – rende l’offerta particolarmente competitiva e rappresenta un elemento di valore aggiunto rispetto ad altre operazioni di fusione e acquisizione concluse negli ultimi anni. La SIM evidenzia inoltre il track record di Intesa Sanpaolo nelle integrazioni bancarie. Vengono richiamate, in particolare, le operazioni realizzate con le ex banche venete e con UBI Banca, considerate esempi della capacità del gruppo guidato da Carlo Messina di integrare rapidamente gli istituti acquisiti e di conseguire le sinergie annunciate.
Un altro elemento centrale dell’analisi riguarda la struttura dell’operazione. Secondo Equita, gli attuali azionisti di Monte dei Paschi arriverebbero a detenere circa il 23% della combined entity, partecipando così direttamente alla creazione di valore derivante dall’integrazione e beneficiando delle sinergie future, una quota significativa delle quali, soprattutto sul fronte dei costi, sarebbe riconducibile proprio al perimetro operativo di Intesa Sanpaolo.
Anche sul piano delle valutazioni di mercato gli analisti individuano un potenziale elemento di interesse. Nel report si evidenzia infatti come gli azionisti di Mps avrebbero accesso a un titolo che, secondo i multipli di mercato, tratta ancora a valutazioni considerate interessanti. Intesa Sanpaolo presenta infatti un Price/Earnings atteso per il 2028 pari a 9,3 volte, inferiore sia alla media del settore, pari a 10,3 volte, sia ai multipli attribuiti a Mps, che tratta a 12 volte gli utili attesi, valore che scende a 11,5 volte escludendo l’eccesso di capitale. Secondo Equita, questo differenziale potrebbe lasciare spazio a un potenziale processo di rivalutazione del titolo nel medio periodo.
L’analisi dedica ampio spazio anche ai fondamentali del gruppo Intesa Sanpaolo. La banca viene descritta come un istituto caratterizzato da una “estrema solidità patrimoniale” e da una qualità degli attivi particolarmente elevata. Il rapporto ricorda che il gruppo presenta un NPE Ratio di circa l’1,8% al primo trimestre del 2026, uno dei livelli più contenuti del settore, accompagnato da una redditività superiore alla media. Le stime riportate nel documento indicano infatti un ROTE atteso superiore al 20% nel 2026, a fronte di un rendimento di circa l’11% previsto per Mps.
A questi elementi si aggiunge la politica di remunerazione degli azionisti perseguita negli ultimi anni. Equita sottolinea come Intesa Sanpaolo abbia distribuito oltre 30 miliardi di euro tra dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie nell’arco degli ultimi cinque anni, confermando un orientamento definito “generoso e sostenibile” nella restituzione di capitale agli investitori.
Il report richiama infine anche il comportamento del mercato, interpretato come un ulteriore indicatore della percezione positiva dell’operazione. Nell’ultima seduta, osservano gli analisti, il premio con cui il titolo Mps quota rispetto al valore implicito dell’offerta si è ulteriormente ridotto, passando dal 2,9% all’1,4%. Una dinamica che, secondo Equita, rappresenta un segnale di progressiva convergenza tra le valutazioni espresse dal mercato e le condizioni economiche proposte da Intesa Sanpaolo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Cristina Giua
Source link


