Borse di studio in Cina 2027: requisiti e come candidarsi


Studiare in Cina con una borsa di studio





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Studiare in Cina nel 2027 può costare molto meno di quanto si immagini. Il sistema universitario cinese offre diverse borse di studio per studenti internazionali, alcune delle quali possono coprire tasse universitarie, alloggio, assicurazione sanitaria e spese di soggiorno.

Per chi parte dall’Italia, però, è fondamentale organizzarsi con largo anticipo.

Le candidature possono richiedere documenti ufficiali, certificazioni linguistiche, lettere di raccomandazione e documenti di pre-ammissione, quindi conviene iniziare a costruire il proprio dossier diversi mesi prima.

Borse del governo cinese e finanziamenti per studiare il mandarino

La Chinese Government Scholarship, spesso indicata con la sigla CGS o CSC dal nome del China Scholarship Council che la gestisce, è uno dei principali programmi per finanziare gli studi in Cina. Le borse complete possono comprendere tasse universitarie, alloggio o contributo per l’alloggio, assicurazione medica e stipendio mensile.

Gli importi mensili indicati per le borse governative complete sono attualmente di 2.500 RMB per gli studenti undergraduate, 3.000 RMB per master e general scholars e 3.500 RMB per dottorandi e senior scholars. Requisiti e condizioni devono comunque essere verificati sul bando relativo al programma scelto.

Il Bilateral Program, Type A, nasce da accordi di cooperazione tra il governo cinese e governi o istituzioni di altri Paesi. La candidatura va inoltrata attraverso il cosiddetto dispatching department, cioè l’autorità competente individuata nel Paese di provenienza del candidato. Per questo, per gli studenti italiani è importante controllare ogni anno quale ente gestisca concretamente la procedura, senza dare per scontato che il canale sia sempre lo stesso.

Il University Program, Type B, passa invece direttamente dalle università cinesi abilitate a gestire queste borse. Chi sceglie questa strada deve individuare l’ateneo e il corso, controllare il bando dell’università e completare la candidatura secondo le istruzioni previste anche dal sistema del China Scholarship Council.

Punto di partenza utili sono Study in China e Campus China, dove è possibile cercare programmi e istituzioni che partecipano alle borse governative.

Un elemento da preparare con attenzione è la pre-ammissione. Le indicazioni pubblicate nel 2026 sulla procedura CGS spiegano che i materiali di pre-admission possono comprendere una pre-admission notice, una lettera di accettazione del supervisore o altri documenti rilasciati dall’università. È quindi consigliabile contattare in anticipo l’ateneo scelto e seguire le sue istruzioni specifiche.

Chi vuole concentrarsi soprattutto sulla lingua cinese può invece valutare la International Chinese Language Teachers Scholarship, promossa dal Center for Language Education and Cooperation. Il programma comprende diverse formule, dai periodi di studio linguistico ai percorsi universitari legati all’insegnamento internazionale del cinese.

Le certificazioni HSK e HSKK hanno un ruolo centrale in queste candidature. Il livello richiesto cambia in base al programma scelto e, per questa specifica borsa, i risultati HSK e HSKK presentati devono rientrare nel periodo di validità previsto dalle linee guida.

Per controllare date degli esami, sedi, risultati e certificati HSK e HSKK, il riferimento utile è il portale ufficiale Chinese Test Service.

L’elenco aggiornato degli atenei che partecipano alla International Chinese Language Teachers Scholarship è invece disponibile sulla piattaforma ufficiale del programma.

Il portale pubblica direttamente le università ospitanti e le tipologie di percorso disponibili.

Borse di Shanghai, Pechino, università e programmi di scambio

Il programma nazionale non è l’unica possibilità. Diverse province e municipalità mettono a disposizione borse locali per studenti internazionali, che possono diventare un’alternativa concreta per chi non ottiene una Chinese Government Scholarship.

Uno degli esempi più interessanti è la Shanghai Municipal Government Scholarship. La Category A è una borsa completa che copre tasse, alloggio, spese di soggiorno e assicurazione medica, mentre la Category B finanzia tasse universitarie e assicurazione.

Le candidature per la borsa di Shanghai vengono generalmente raccolte tra febbraio e aprile, ma le date precise sono stabilite dalle singole università. Il portale ufficiale permette inoltre di consultare gli atenei che accettano le candidature.

Anche Pechino dispone di un programma specifico. La Beijing Government Scholarship è suddivisa in Category A, B e C: la prima può coprire tasse, alloggio, spese di soggiorno e assicurazione, mentre le altre prevedono coperture progressivamente più limitate.

In questo caso non esiste una scadenza unica valida per tutti: sono le singole istituzioni di Pechino a stabilire e pubblicare i termini per presentare la candidatura.

A queste possibilità si aggiungono le borse finanziate direttamente dalle università. Possono essere chiamate Presidential Scholarships, University Scholarships o avere nomi specifici scelti dall’ateneo. Non esiste però un’unica procedura nazionale: importi, requisiti, corsi ammessi e scadenze vanno controllati nella sezione Scholarships o International Students del sito dell’università scelta.

Per questo conviene costruire una lista di alcuni atenei target e controllare contemporaneamente tre possibilità: Chinese Government Scholarship, borsa del governo locale e finanziamento interno dell’università. In alcuni casi lo stesso ateneo partecipa a più programmi, ma non è detto che le diverse borse siano cumulabili.

Chi è già iscritto a un’università italiana ha infine una quinta strada: gli accordi di scambio bilaterale. Il primo interlocutore deve essere l’ufficio Relazioni Internazionali del proprio ateneo, che può verificare convenzioni con università cinesi, durata dello scambio, eventuali contributi economici e procedure per il riconoscimento degli esami.

Questa soluzione permette normalmente di trascorrere un periodo in Cina mantenendo lo status di studente dell’università italiana e rende più semplice pianificare in anticipo il riconoscimento dei crediti ECTS. Le condizioni, però, dipendono dall’accordo stipulato tra i due atenei.

Documenti, Apostille, certificazioni e scadenze

La parte burocratica è uno degli aspetti da gestire con maggiore attenzione. Dal 7 novembre 2023 la Convenzione dell’Aja sull’Apostille è entrata in vigore anche per la Repubblica Popolare Cinese, sostituendo nei rapporti coperti dalla Convenzione la precedente procedura di doppia legalizzazione.

Per i documenti pubblici italiani destinati alla Cina, il Consolato Generale d’Italia a Shanghai indica che l’Apostille viene apposta dalla Prefettura competente per i documenti amministrativi oppure dalla Procura della Repubblica per alcune categorie di atti, come documenti giudiziari e notarili. La procedura precisa dipende quindi dal documento che si deve presentare.

Tra i materiali che possono essere richiesti figurano titolo di studio, transcript accademici, certificazioni, documenti di identità, piano di studi o ricerca e lettere di raccomandazione. Non esiste però una checklist identica per tutte le borse: bisogna utilizzare quella pubblicata dal programma e dall’università a cui si presenta domanda.

Anche sulle lettere di raccomandazione è importante evitare generalizzazioni. Per alcuni programmi avanzati possono essere richieste due lettere di professori ordinari o associati. Per esempio, le linee guida della International Chinese Language Teachers Scholarship prevedono due lettere di questo tipo per determinati master e dottorati, ma la regola non può essere estesa automaticamente a tutte le candidature per studiare in Cina.

Quando previsto dal programma può essere necessario presentare anche il Foreigner Physical Examination Form o altra documentazione sanitaria. Il modulo deve essere compilato seguendo le istruzioni del bando e dell’università, perché requisiti e periodo di validità possono incidere sull’accettazione della documentazione.

La lingua del corso determina poi le certificazioni richieste. Per un percorso in cinese può essere necessario dimostrare il proprio livello attraverso l’HSK, mentre per programmi impartiti in inglese l’università può richiedere IELTS, TOEFL o altre prove di conoscenza linguistica.

Non è corretto, però, applicare a tutte le università una regola unica sulla validità delle certificazioni. Il requisito deve essere verificato sul bando specifico. Nella International Chinese Language Teachers Scholarship, per esempio, i risultati HSK e HSKK utilizzati per la candidatura devono rientrare nella validità di due anni prevista dalle linee guida del programma.

Chi vuole partire per la Cina a settembre 2027 farebbe bene a iniziare a raccogliere i documenti già tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Non esiste però una scadenza nazionale valida per ogni borsa: la Shanghai Government Scholarship, per esempio, accetta normalmente candidature tra febbraio e aprile, mentre a Pechino sono i singoli atenei a fissare le proprie date.

Per questo per le date è importante fare affidamento sui bandi ufficiali delle università e delle borse scelte: prima si individuano tre o quattro atenei, poi si controllano parallelamente Campus China, eventuali finanziamenti della municipalità o provincia e le borse interne offerte direttamente dall’università.


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