A distanza di dieci anni dalla conclusione della sua precedente esperienza al Museo Madre, Eugenio Viola (Napoli, 1975) torna a Napoli per assumerne la direzione. Curatore, critico d’arte e direttore museale con una lunga esperienza internazionale, Viola propone un progetto che guarda oltre la programmazione espositiva per ridefinire il ruolo del museo d’arte contemporanea napoletano, superando i suoi colleghi Eva Elisa Fabbris, Andrea Bruciati e Fabio Migliorati. La sua nomina – assegnata dalla giuria composta dalla dottoressa Rosanna Romano (direttrice generale per le Politiche Culturali e il Turismo), l’esperta museologa Maria Vittoria Marini Clarelli e il direttore di Federculture, Francesco Spano – segna un ritorno in un luogo che conosce bene, e arriva al termine di un percorso professionale che lo ha portato dall’Australia alla Colombia, consolidandone il profilo sulla scena internazionale.
Eugenio Viola è il nuovo direttore del Museo Madre di Napoli
Durante il suo precedente incarico al Madre, Eugenio Viola ha co-curato alcune tra le mostre più importanti del museo, introducendo in Italia le prime esposizioni istituzionali dedicate ad artisti come Boris Mikhailov e Francis Alÿs e seguendo, tra gli altri progetti, la realizzazione dell’installazione permanente di Daniel Buren.
La nomina rappresenta anche il rientro a Napoli di un professionista che negli ultimi anni ha costruito una carriera di respiro internazionale. Dal 2019 al 2026 è stato direttore artistico del MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotá, dove ha guidato un ampio processo di riorganizzazione dell’istituzione, curando oltre cinquanta mostre e contribuendo al suo riposizionamento sulla scena latinoamericana e internazionale. Nel 2025 ha inoltre firmato la direzione artistica della24ª Bienal de Arte Paiz in Guatemala e, nello stesso anno, è stato inserito nella Power 100 della rivista ArtReview, mentre una delle mostre da lui curate è stata selezionata da Artforum tra le migliori dell’anno.
Il Museo Madre di Napoli con Eugenio Viola: un motore di creatività
“Metterà al servizio del Madre le sue competenze e la sua visione per rendere il museo sempre più al centro delle dinamiche artistiche contemporanee, un motore di creatività capace di captare tendenze, esplorare linguaggi nuovi e intensificare gli scambi tra Napoli e la scena internazionale“, così si è espresso il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ribadendo l’intenzione di continuare a puntare su procedure pubbliche e trasparenti per la selezione delle figure apicali delle istituzioni culturali. Anche la presidente della Fondazione Donnaregina, Angela Tecce, ha salutato con soddisfazione la nomina, ricordando il percorso professionale del curatore: “Eugenio torna nella sua città e nel museo dove è iniziata la sua attività di curatore“, ha affermato, ringraziando al contempo la direttrice uscente Eva Fabbris “per aver portato la Fondazione Donnaregina e il museo Madre, nel triennio della sua direzione, a un inedito rilievo e posizionamento tra le istituzioni europee dedicate all’arte contemporanea”.

Parola a Eugenio Viola
“Tornare al Museo Madre ha per me un valore speciale”, ha dichiarato il neo direttore, Eugenio Viola. “È il museo in cui la mia carriera istituzionale ha mosso i primi passi. Non torno al Madre per guardare indietro, ma per mettere ciò che ho imparato altrove al servizio del suo futuro”, ribadendo la propria idea del museo come “organismo vivo di pensiero, relazione, produzione culturale e trasformazione”.
Il nuovo Madre: un museo aperto tra Napoli, Mediterraneo e Sud globali
Al centro del progetto proposto da Eugenio Viola c’è un museo inteso come organismo vivo, capace di produrre conoscenza, costruire relazioni e dialogare con il territorio, integrando attività curatoriale, ricerca, educazione, comunicazione, sviluppo della collezione e sostenibilità economica.
L’orizzonte strategico si sviluppa attorno a tre direttrici: Napoli e la Campania, il Mediterraneo e i Sud globali, e una rilettura della scena artistica italiana in dialogo con il contesto internazionale. In questa prospettiva, Napoli non rappresenta soltanto il luogo in cui il museo opera, ma diventa una chiave di lettura del presente, delle dinamiche culturali del Mediterraneo e delle trasformazioni geopolitiche e sociali contemporanee.
Tra le priorità indicate figurano anche il rilancio della collezione permanente, attraverso nuove acquisizioni, riallestimenti e attività di ricerca, il rafforzamento dei programmi pubblici e dell’offerta educativa, una maggiore apertura verso pubblici differenziati e la costruzione di un modello gestionale fondato su partnership, fundraising, membership e collaborazioni internazionali. Il percorso prenderà avvio da una fase di ascolto che coinvolgerà il personale del museo, le istituzioni, gli artisti, le università e gli attori del sistema dell’arte campano, con l’obiettivo di definire un piano operativo di medio e lungo periodo.
Chi è Eugenio Viola
Napoletano, curatore, critico d’arte e direttore museale, Eugenio Viola vanta oltre vent’anni di attività internazionale. Dopo gli esordi al Madre, ha ricoperto il ruolo di Senior Curator del Perth Institute of Contemporary Arts in Australia, prima di assumere la direzione artistica del MAMBO di Bogotá. Nel corso della sua carriera ha curato oltre cento mostre in Europa, America Latina, Asia e Australia, collaborando con musei, fondazioni e biennali e lavorando con artisti come Marina Abramović, ORLAN, Regina José Galindo, Giulia Cenci e Francesco Jodice. Tra gli incarichi più significativi figurano la cura del Padiglione dell’Estonia alla 56. Biennale di Venezia nel 2015 e quella del Padiglione Italia alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2022, due progetti che ne hanno consolidato il profilo curatoriale a livello internazionale. Nel 2025 è stato inoltre nominato curatore generale della 24ª Bienal de Arte Paiz in Guatemala e inserito nella Power 100 di ArtReview, riconoscimento riservato alle personalità più influenti del sistema dell’arte contemporanea.
Dottore di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica, è autore di oltre sessanta cataloghi e pubblicazioni scientifiche e collabora con riviste specializzate come Artforum, Arte, Flash Art e ArtNexus. Membro di IKT e CIMAM, la sua pratica curatoriale si fonda sul dialogo tra contesti locali e prospettive transnazionali, con particolare attenzione al ruolo del museo come spazio di produzione culturale, ricerca e trasformazione sociale. Una traiettoria che ora torna a confrontarsi con il Madre, il museo da cui aveva preso avvio una parte significativa del suo percorso professionale.
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