Un impegno comune per contrastare le disuguaglianze, attraverso 16 interventi realizzati in 11 regioni, per un valore complessivo di circa 400mila euro, raggiungendo oltre 6mila persone. Focus del 2025? L’impatto sulle nuove generazioni, certificato dalle valutazioni scientifiche dell’Associazione per lo sviluppo dell’impresa sociale – Isnet e Associazione Italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit – Aiccon, con presidi di prossimità che «non hanno fatto semplice assistenza, ma hanno trasformato la fragilità in percorsi collettivi di crescita e inclusione».
Questi in estrema sintesi i numeri, gli obiettivi e i valori che emergono da Contro le disuguaglianze, il racconto vivo di una comunità aperta, il titolo del bilancio sociale 2025 appena approvato dalla Fondazione Èbbene.
In particolare il bilancio ripercorre, si legge, «12 mesi di attività in cui si è guardato agli obiettivi dell’Agenda 2030, con particolare attenzione a quelli che vedono lontana la meta del raggiungimento, come il Goal 4 (Istruzione), a
causa del deterioramento delle competenze degli studenti e della contrazione della quota di giovani laureati, e il Goal 1 (Povertà zero), per il peggioramento delle misure di povertà e deprivazione».
Un bilancio che sfida la complessità del presente
«Continueremo a investire sulla prossimità come strategia per contrastare le disuguaglianze e generare economie ricche di futuro», le parole della presidente Elisa Furnari.
«Presentare questo documento significa», ha detto a proposito dell’approvazione del bilancio sociale, «quest’anno più che mai, tracciare il bilancio di un impegno che sfida apertamente la complessità di un tempo segnato da una profonda e interconnessa policrisi, fatto di marginalità materiale, fragilità socio-sanitarie e povertà educative».
Più forza alla dissonanza e a modelli alternativi
Nei «nostri programmi», spiega sempre la presidente Furnari, «insieme ai soci e ai partner ci siamo assunti la responsabilità di incoraggiare voci dissonanti,
promuovere modelli culturali alternativi e guidare visioni lungimiranti orientate alla giustizia sociale quotidiana. Continueremo a farlo, continueremo a investire sulla prossimità come strategia. per contrastare le disuguaglianze e per generare economie ricche di futuro».
Dove – 11 regioni e 22 comuni
Sono state 11 le regioni (e 22 i comuni) nelle quali Fondazione Èbbene è intervenuta insieme ai propri soci, prevalentemente imprese e cooperative sociali, «fornendo», emerge dal documento, «un accompagnamento metodologico nelle azioni sperimentali, un sostegno in modalità regranted per implementare le risorse a disposizione, in un cammino che sempre più, nel Terzo settore, vede l’affiancamento tra filantropia e imprenditoria sociale».

Le azioni – 16 iniziative e 6 mila persone coinvolte
Sono state 16 le iniziative 2025 contenute nel bilancio sociale, per circa 400mila euro il valore, con oltre 6mila persone coinvolte. Progetti pluriennali, che fanno riferimento al Piano strategico 2025/2026 con i 3 programmi: Sud e territori, per lo sviluppo nelle aree del Sud del paese con un focus dedicato a giovani e comunità. Sport inclusivo che valorizza la pratica sportiva come veicolo di benessere e inclusione e Periferie, dedicato alla rigenerazione dei contesti con elevati livelli di marginalità.
Interventi a impatto
La traiettoria dentro ogni intervento, si spiega, «si muove verso il contrasto alle disuguaglianze attraverso la capacitazione delle persone ma anche la tessitura di legami più intensi con il contesto in cui vivono. Per queste ragioni, di ogni iniziativa realizzata, si è scelto di analizzare non solo il cambiamento per i destinatari ma anche come la loro attuazione abbia modificato il contesto, come abbia impattato nella comunità.


I giovani, risorsa insostituibile per lo sviluppo locale
A marcare le azioni del 2025 la convinzione che ragazze e ragazzi costituiscano «una risorsa insostituibile per lo sviluppo locale e per la co-progettazione di risposte innovative alle sfide sociali contemporanee. Ed è proprio l’impatto dell’approccio di Èbbene sui giovani il cuore delle valutazioni realizzate da Isnet e Aiccon.
Isnet, la prossimità come fattore abilitante
«L’analisi», si legge nel report di Isnet, «mostra come la prossimità agisca da fattore abilitante, capace di trasformare i bisogni latenti in percorsi collettivi di inclusione e crescita culturale. In questa architettura, i presidi di prossimità non hanno svolto una funzione assistenziale, ma si sono accreditati come nodi strategici di una rete integrata, introducendo innovazioni metodologiche e consolidando il partenariato tra scuole, Terzo settore e comunità per connettere stabilmente le nuove generazioni alle risorse civili del territorio».
Aiccon, bisogni individuali che si trasformano
La validità scientifica e operativa dell’approccio di Èbbene si evidenzia, inoltre, nel percorso di valutazione dell’impatto sociale realizzato da Aiccon all’interno del progetto Neet in campo. L’analisi si è concentrata «sull’efficacia della prossimità come fattore determinante nella trasformazione di bisogni individuali in percorsi collettivi di attivazione e crescita. I dati raccolti evidenziano che i giovani coinvolti hanno sensibilmente rafforzato la propria capacità di orientarsi, riconoscere le opportunità e progettare il proprio futuro».
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L’impegno contro le mafie
Emerge dal bilancio sociale come «siano stati oltre 5mila i ragazzi che nel 2025 hanno partecipato a Capaci di crescere, con momenti di incontro, arte, sport, dibattito, laboratori, attività di informazione e di rigenerazione urbana, che nel mese di maggio, in concomitanza con l’anniversario della Strage di Capaci, hanno promosso la legalità, trasformando la memoria in uno strumento di crescita».
La filantropia strategica
Un anno in cui l’investimento nella filantropia strategica «è stato alto: nello Sport for inclusion network, rete di fondazioni per lo sport inclusivo, e con Philantropy experience, l’evento della filantropia strategica alla sua quarta edizione, Èbbene ha contribuito a rafforzare alleanze di scopo che creino un dialogo generativo tra fondazioni, decisori pubblici e società civile. In questo 2025, la filantropia strategica ha rappresentato per la Fondazione la piattaforma di pensiero e sperimentazione privilegiata e i programmi contenuti nel piano 2025/2027 il terreno d’azione».
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In apertura una foto dal progetto Capaci di crescere. Nel testo (come in apertura) foto da ufficio stampa Fondazione Èbbene
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Alessio Nisi
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