I droni di Hezbollah nascono anche in Europa


*Silvano Danesi

1 giugno 2026 – ore 18:00 – In crescita l’approvvigionamento di armi e componenti per droni da utilizzare contro Israele. Dopo quanto ho scritto ieri riguardo alla rete del socialista iberico Zapatero con il Venezuela di Maduro, soprattutto attraverso la società Plus Ultra, ricordo ancora che il Venezuela, prima di Hugo Chávez e poi di Nicolás Maduro, è diventato uno dei principali hub operativi di Hezbollah in America Latina, soprattutto per attività di finanziamento attraverso il crimine organizzato (droga, riciclaggio e contrabbando).

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Chávez e Maduro hanno inoltre stretto forti legami con Teheran e Hezbollah. In quanto proxy iraniano, il gruppo ha beneficiato di passaporti venezuelani, documenti falsi, conti bancari, protezione da parte delle forze di sicurezza e accesso all’economia criminale, soprattutto attraverso il Cartel de los Soles. Inoltre, Hezbollah ha utilizzato il Venezuela per il riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico di cocaina, dal commercio dell’oro e dal contrabbando. La conseguenza di queste reti è che sta emergendo anche la rete europea di Hezbollah, nella quale quella spagnola appare tra le più attive del continente, soprattutto per il procurement logistico, il riciclaggio e il supporto finanziario. La Spagna funge da hub grazie alla presenza di una consistente diaspora libanese, di importanti porti commerciali e di aziende utilizzate come copertura. L’attività attualmente in maggiore crescita è quella del procurement, ovvero dell’approvvigionamento di componenti per droni.

Nel luglio 2024 la Guardia Civil ha smantellato una rete operante tra Barcellona e Badalona, con tre arresti in Spagna e uno in Germania. Tra i componenti acquistati tramite aziende spagnole controllate da cittadini libanesi vi erano sistemi di guida elettronica, eliche, motori e oltre 12 tonnellate di resine e indurenti per la realizzazione di fusoliere.

Questi materiali avrebbero consentito la costruzione di centinaia di droni esplosivi da inviare in Libano.

Nell’aprile 2025 una nuova operazione a Barcellona ha portato all’arresto di tre individui, tra cui Firas A.H., considerato un «operativo chiave».

I componenti per droni erano destinati a Hezbollah per essere impiegati in attacchi contro Israele.

La rete si avvale prevalentemente di operativi di origine libanese e dell’utilizzo di società di comodo registrate in Spagna per l’acquisto di componenti dual use.

La rete spagnola è collegata ad analoghe strutture presenti in Germania, Francia e Regno Unito. I materiali vengono spediti via mare verso il Libano.

Il problema di come rapportarsi ai terroristi riguarda, come al solito, l’Unione Europea, la cui ambiguità di fondo costituisce un autentico passepartout per Hezbollah e, in parte, anche per Hamas.

Dal 2013 l’Unione Europea ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche soltanto l’ala militare di Hezbollah. L’ala politica non è invece designata come terroristica a livello europeo.

La conseguenza è che alcuni Paesi europei seguono questa impostazione ambigua, mentre altri considerano Hezbollah un’organizzazione terroristica nella sua interezza.

L’ambiguità europea consente a Hezbollah di mantenere attiva la propria rete, dedicata principalmente a finanziamenti illeciti, riciclaggio di denaro, traffico di droga e attività logistiche di supporto.

L’Europa funge inoltre da hub per il riciclaggio dei proventi del narcotraffico, del commercio di beni di lusso e dei diamanti provenienti dall’Africa.

Hezbollah è accusato da servizi di intelligence e rapporti europei di utilizzare il commercio dei diamanti come uno dei canali per riciclare denaro e finanziare le proprie attività.

I fondi vengono successivamente trasferiti in Libano, spesso attraverso schemi di trade-based money laundering o tramite il sistema informale dell’hawala.

Il Business Affairs Component (BAC) rappresenta il braccio finanziario dell’External Security Organization di Hezbollah. Coordina reti come il Cedar Network, collegato ai cartelli sudamericani responsabili del traffico di cocaina destinata all’Europa.

Operazioni come Project Cassandra della DEA e Operation Cedar hanno smantellato reti operative in Francia, Belgio, Germania e Italia.

La Germania rappresenta uno dei principali hub europei, con attività di riciclaggio, procurement di componenti per droni e presenza di centri islamici sciiti.

Particolarmente interessante è soffermarsi sul procurement di droni e armamenti, uno degli aspetti più attivi e preoccupanti della rete logistica di Hezbollah.

Hezbollah sfrutta la facilità di acquisto di componenti commerciali sul mercato europeo e online. Molti droni sono versioni modificate di economici quadricotteri civili cinesi, trasformati in FPV (First Person View) o dotati di collegamenti in fibra ottica per resistere alle contromisure elettroniche.

Questa rete fa parte del più ampio Business Affairs Component, che combina crimine organizzato, riciclaggio e procurement militare.

L’Europa risulta particolarmente attrattiva perché presenta regolamentazioni meno stringenti rispetto agli Stati Uniti e consente l’utilizzo di società di comodo registrate sotto attività apparentemente innocue.

Nonostante le operazioni di smantellamento, il procurement continua poiché i componenti risultano facilmente reperibili. Hezbollah ha accumulato migliaia di droni e ha imparato a produrli localmente o a modificarli con tecnologie a basso costo.

Consentire a Hezbollah di procurarsi componenti per assemblare droni significa, concretamente, aiutare l’organizzazione terroristica sostenuta dall’Iran a combattere Israele.

La distratta attenzione dell’Unione Europea verso la rete di Hezbollah rappresenta pertanto un aiuto concreto alla sua capacità operativa contro Israele.

Il nodo centrale rimane la distinzione tra ala militare e ala politica di Hezbollah.

Dal 2013 l’Unione Europea ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche esclusivamente l’ala militare. L’ala politica rimane invece legale a livello europeo.

Questa scelta è motivata da ragioni diplomatiche, ma viene spesso giudicata ingenua o ipocrita.

Alcuni Stati, tra cui Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Paesi baltici e Slovenia, hanno bandito l’intera organizzazione, mentre altri, come Francia, Spagna e Italia, continuano a seguire la linea dell’Unione Europea.

Questo crea veri e propri paradisi normativi per le reti di Hezbollah. Rapporti recenti descrivono l’Europa come un hub fondamentale per il riciclaggio di denaro, il traffico di droga e il commercio di diamanti e beni di lusso.

La distinzione tra ala militare e ala politica rende più difficile congelare patrimoni e interrompere i flussi finanziari, facilitando al contempo l’acquisto di componenti dual use.

L’ambiguità europea permette alle reti di operare in una zona grigia e consente a un’organizzazione terroristica di continuare ad armarsi contro Israele, contribuendo al mantenimento dell’instabilità in Medio Oriente.

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 Redazione Trieste All News

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